L’orologio istituzionale scorre inesorabilmente verso la scadenza dei vincoli finanziari mentre i cinque milioni di euro garantiti dal Contratto Istituzionale di Sviluppo giacciono paralizzati in un iter amministrativo asfissiante che rischia di compromettere irreparabilmente il futuro dell’Isola di Sant’Andrea. Tollerare passivamente questa stagnazione procedurale significa calpestare le aspettative di una comunità che individua nel recupero di tutta l’area che include l’ex base militare e il Castello Alfonsino con le relative opere a corno il motore imprescindibile per la rinascita turistica e culturale di Brindisi. Risulta politicamente inaccettabile che le venti proposte per il progetto di fattibilità tecnico economica siano ancora ferme al vaglio di Invitalia, precludendo così l’avvio improcrastinabile dell’appalto integrato per i lavori. Ci auguriamo che l’amministrazione comunale abbandoni ogni attendismo per supportare questa vertenza, sollecitando in maniera perentoria Invitalia, affinché sblocchi celermente la fase selettiva. Solamente attraverso un’azione istituzionale congiunta potremo rispettare un cronoprogramma che non ammette alcuna deroga. Restituire questo inestimabile patrimonio alla fruizione dei cittadini brindisini rappresenta un obbligo categorico di fronte al quale non saremo disposti ad accettare un solo giorno di ritardo ingiustificato.
Francesco Cannalire, consigliere comunale PD Brindisi
