November 25, 2020

Brundisium.net
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L’importanza dello strumento del Contratto Istituzionale di Sviluppo rischia di essere compromessa a causa della miopia o, peggio ancora, di un avvilente tatticismo politico da parte di chi, dal prestigioso ruolo che ricopre, dovrebbe essere in grado di trovare soluzioni e non creare divisioni e false aspettative nella tipica declinazione tutta nostrana del “dividi et impera”.

 

Il dibattito che si è alimentato in queste ore sarebbe paradossale se non fosse che si continua a perseverare su posizioni che rischiano di creare confusione e che hanno lo scopo di distruggere qualcosa di cui, evidentemente, non si è stati protagonisti o solo interlocutori. Infatti l’incomprensibile tentativo, fuori tempo massimo, di riaprire il Contratto Istituzionale di Sviluppo delle città di Brindisi e Lecce, già definito e in attesa del decreto ministeriale istitutivo, rischia di compromettere la credibilità e l’affidabilità delle decisioni assunte ad ogni livello nonché il senso stesso dello strumento normativo, vanificando tutto il lavoro svolto. E queste perplessità abbiamo avuto modo di condividerle anche con esponenti del Pd della compagine di Governo.

Nella fase di confronto per l’istituzione del Cis delle città di Brindisi e Lecce era emersa chiaramente la necessità di individuare e localizzare gli investimenti su entrambi i capoluoghi che avrebbero dovuto definire una strategia unica ed una coerenza di interventi. La lungimiranza dei sindaci delle due città e delle strutture politiche ed organizzative di supporto, la ferma volontà di creare le migliori condizioni e sfruttare appieno un’occasione importante hanno contribuito a qualificare le proposte alla base del Cis, che sono state apprezzate sia dalla Ministra Lezzi, promotrice del Cis, che dal Ministro Provenzano, suo successore.

 

Le parole del Sindaco e Presidente della Provincia di Brindisi, Riccardo Rossi, hanno rassicurato che, al netto del Cis, le occasioni che si presenteranno nel prossimo futuro con il recovery plan dovranno essere colte mediante una regia provinciale che sarà un banco di prova per la maturità che tutti i protagonisti del territorio dagli amministratori locali, ai rappresentanti regionali ed ai parlamentari, alle associazioni datoriali e ai sindacati dovranno dimostrare per fare sintesi e individuare un piano di investimenti che superi i localismi e proietti tutta la provincia di Brindisi verso l’auspicabile e atteso sviluppo.

 

In conclusione, quindi, ci auguriamo che i prossimi sforzi degli esponenti del Governo e dei parlamentari interessati, siano profusi prioritariamente ad istituire senza indugio il Cis delle città di Brindisi e Lecce e a favorire l’apertura di un tavolo di concertazione con le parti politiche, datoriali e sociali per definire la strategia e il programma di sviluppo per tutto il territorio provinciale cogliendo pienamente l’opportunità dei fondi del recovery plan.

 

Francesco Cannalire segretario cittadino Pd

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