January 29, 2026

Negli ultimi giorni trova crescente spazio sulla stampa locale la richiesta, avanzata da più soggetti economici e sociali, affinché le amministrazioni comunali del territorio adottino la rottamazione dei tributi locali – IMU, TARI, multe e altre entrate – così come consentito dalla recente normativa nazionale. La Legge di Bilancio 2026, infatti, ha introdotto un principio di autonomia fiscale che permette a Comuni, Province e Regioni di attivare proprie sanatorie, con sconti su sanzioni e interessi, riportando il debito al solo tributo originario. L’adesione, però, non è automatica: dipende da una scelta politica di ciascun ente.

La manovra 2026 ha aperto una finestra autonoma per la definizione agevolata delle entrate locali, parallela alla rottamazione nazionale. I Comuni possono introdurre regolamenti propri per consentire ai contribuenti di:
• stralciare sanzioni, more e interessi;
• rateizzare il tributo originario su periodi lunghi;
• regolarizzare posizioni debitorie spesso divenute ingestibili.

Si tratta di uno strumento che molti territori stanno valutando, anche alla luce delle difficoltà strutturali nella riscossione dei crediti locali, spesso fermi da anni.

Confesercenti, nel suo ruolo di rappresentanza e mediazione tra imprese e amministrazioni, si associa alle richieste già avanzate da altre realtà economiche, sottolineando un punto essenziale: nella stragrande maggioranza dei casi, i debiti non derivano da evasione, ma da impossibilità oggettiva di pagamento.

La crisi economica che da anni attraversa il territorio ha messo molte micro e piccole imprese davanti a scelte drammatiche. L’esercente moroso si trova spesso costretto a decidere se pagare: lo stipendio di un dipendente, una bolletta energetica (il cui mancato pagamento comporterebbe il distacco della fornitura e quindi la chiusura dell’attività), il canone di locazione, oppure la cartella esattoriale.

 

È evidente che, nella scala delle priorità, l’imprenditore sceglie di salvaguardare ciò che consente all’attività di restare aperta. Il tributo locale, erroneamente percepito come “rinviabile”, viene posticipato. Ma il rinvio genera un effetto perverso: l’importo cresce in modo esponenziale per via di sanzioni, more e interessi, fino a diventare insostenibile.

Perché la rottamazione locale sarebbe utile a tutti?
Per gli esercenti riporterebbe il debito al solo tributo originario, senza sanzioni e interessi; consentirebbe piani di pagamento sostenibili; permetterebbe di regolarizzare la propria posizione e tornare pienamente operativi.
Per i Comuni consentirebbe di incassare somme che oggi sono di fatto irrecuperabili; ridurrebbe il contenzioso; migliorerebbe la relazione con il tessuto produttivo locale; darebbe un segnale di vicinanza istituzionale in un momento di difficoltà diffusa. La stessa stampa nazionale evidenzia come la rottamazione locale possa rappresentare un’opportunità per gli enti territoriali, che da anni faticano a riscuotere crediti spesso datati e difficili da recuperare.

Confesercenti della provincia di Brindisi invita le pubbliche amministrazioni a valutare con responsabilità e pragmatismo l’adozione della rottamazione locale. Non si tratta di un condono, né di un premio per chi non paga: è uno strumento di realismo amministrativo, che permette alle imprese di rimettersi in carreggiata e ai Comuni di recuperare risorse altrimenti destinate a restare inesigibili.
In un territorio già provato da una crisi lunga e complessa, la rottamazione locale rappresenta un gesto concreto di sostegno al tessuto economico e, allo stesso tempo, un atto di buona amministrazione.

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