July 25, 2021

Brundisium.net
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Un messaggio sulla storia delle contrade brindisine postato su facebook da Giovanni Antonino fa scoppiare un clamoroso botta e risposta con Lino Luperti, ex assessore all’Urbanistica.
E nel dialogo piccato si inseriscono anche l’ex sindaco Mimmo Consales ed il figlio di Giovanni Antonino, Gabriele, attuale consigliere comunale del PRI.

Questo il messaggio postato dall’ex Sindaco, la cui sindacatura terminò nel 2003 a causa di un arresto: “Esattamente 20 (venti!) anni fa approvavamo in Consiglio Comunale le varianti di recupero degli insediamenti delle contrade Torre Rossa, Giambattista, Muscia, Ficatorta, Montenegro e Betlemme. Sono trascorsi quattro lustri e la gente in buona parte è ancora priva di acqua e fogna. 20 anni di non governo del territorio”.

Un post che, evidentemente, ha offeso Luperti, ex assessore all’Urbanistica. Risponde Luperti: “meno male che sei tornato a salvare la città tu insieme a nonno Pino” (il riferimento è a Pino Romano, il consigliere regionale di Senso Civico che Antonino supporterà alle prossime elezioni).

Dopo un post di Consales teso ad assolvere il suo operato durante i tre anni di consiliatura, Luperti rincara la dose contro Antonino con un messaggio sarcastico: “lui è il più bravo di tutti, adesso che è tornato porta l’acqua alle contrade, trova i soldi per sanare il bilancio , con disinvoltura approva Pug e piano della costa, per finire si fa una passeggiata sul mare e dove passa fa nascere le barriere soffolte…. meno male che è tornato il più bravo di tutti….

Tanto basta per scatenare Antonino senior – recentemente tornato alla ribalta per aver redatto un ordine del giorno sottoscritto da tre consiglieri comunali di maggioranza – che scrive: “Lino: la rabbia perché nessuno ti vuole ti annebbia la mente. Ci vediamo ai prossimi appuntamenti elettorali se qualcuno ti metterà in lista. Altrimenti candidati a Sindaco e fai nascere delle liste a tuo supporto. Ti accorgerai com’è difficile. Sicuramente molto di più che non chiedere ospitalità nella lista dei Popolari per Brindisi, nel PD o in Impegno Sociale

L’ulteriore attacco  di Luperti non si lascia attendere: “Giovanni Antonino a differenza tua non ho bisogno di fare politica per andare avanti nella vita, stai sereno se deciderò un giorno di rientrare a fare politica di certo starò lontano da tutti quelli come te che hanno sfruttato e continuano a sfruttare l’ingenuità della gente gettando fumo negli occhi“.

Ed è qui che interviene il figlio di Giovanni, Gabriele, il quale – ovviamente – prende le difese del padre: “Lino Luperti ti stai sprecando in chiacchiere e parole contro chi ti ha difeso in pubblico e privato, sempre e senza interessi di sorta mentre gli altri ti davano del mostro o ti chiamavano impresentabile per colpe non tue. E per cosa, poi? Peccato, sei come tanti altri…”

Gabriele viene seguito da Giovanni Antonino: “Io non replicherò più. Non voglio regalare visibilità a chi non la merita. Sarà la gente a giudicare. Peccato rovinare quella che sembrava una amicizia sincera. Ma ancora una volta devo ammettere con me stesso che mi fido delle persone sbagliate“.

La chiusura, almeno per il momento, di Lino Luperti: “Gabriele Antonino non ho mai fatto la comparsa e non sono mai stato ospite in nessun partito, tuo padre non frena i suoi Momenti di egocentrismo e attacca senza motivo sentendosi il diritto di farlo. Mi fermo qui anche perché andrei a dire delle cose che non vorrei dire perché non è nel mio Carattere. Se poi secondo te sono come gli altri credo che dovresti iniziare a far riflettere quello che scrive tuo padre“.

A tentare di buttare acqua sul fuoco è Gabriele Antonino: “Lino Luperti a me sembra che è da qualche settimana che tu viva sulla sua bacheca e ti esprima in maniera piuttosto irriconoscente ed anche antipatica per i termini che usi nei confronti suoi e di Pino Romano quando potresti fare benissimo una chiamata ad entrambi e chiarirti se hai qualche problema sul piano personale. Altrimenti vai a cercare visibilità da qualche altra parte. E poi quello che scrive lui lo so bene e me lo ricordo anche bene, così come mi ricordo cosa succedeva anche quando facebook non esisteva. E mi fermo qui anche io, visto che è ora di cena e l’ingratitudine mi disgusta”

 

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