Con l’arrivo dell’autunno e le poche, per la verità, piogge, in città e in provincia compiano i banchetti dove si vendono i funghi spontanei che si raccolgono nei boschi.
Una vera delizia per i palati fini.
Questo è un prodotto molto ricercato, ma bisogna essere prudent, nel consumarli, perché l’ingestione di funghi non commestibili può avere conseguenze serie alle volte anche drammatiche.
Ogni anno le pagine dei giornali sono piene di notizie che riguardano persone intossicate dall’ingestione di questo prodotto.
La ricerca di funghi freschi e la loro raccolta da parte dei cittadini è un’abitudine molto diffusa. I funghi, tuttavia, se non commestibili, tossici, preparati o conservati in maniera non adeguata possono recare un grave danno alla salute umana.
La legge prevede che per poter vendere funghi spontanei bisogna essere autorizzati dall’ASL di competenza territoriale e che devono essere esposti, in maniera ben visibile i cartellini, che il personale specializzato, micologi in servizio dell’ASL, rilasciano per attestare l’avvenuto controllo e relativa commestibilità.
Bisogna diffidare dei banchi di vendita che non espongono il cartellino.
Ma l’autunno è la stagione dei funghi e lo sanno bene gli appassionati che, tra pioggia e sole, s’incamminano sui sentieri e qui sorgono i problemi, anche perché, molti sfruttando la vicinanza dei boschi lucani e calabresi, nelle domeniche ne approfittano per le scampagnate alla ricerca di castagne e funghi…..
Non bisogna fidarsi dei consigli di amici, vicini di casa, del web o di fantomatiche app per gli smartphone, i funghi devono essere controllati dagli esperti.
È importante sottoporre al controllo tutti i funghi raccolti o ricevuti in regalo.
Solo il Micologo, infatti, con l’osservazione e le sue competenze specifiche in materia, può determinare la commestibilità o la tossicità. Sono pertanto assolutamente da evitare i metodi di riconoscimento non scientifico o, peggio ancora, è assolutamente sconsigliato fidarsi del sentito dire o credenze popolari.
Dicerie da sfatare sono che l’aglio diventa nero quando viene cotto con i funghi, il contatto del cucchiaino d’argento che si annerisce.
E scherzando neanche quello di farli assaggiare alla ….suocera può essere valido.
Per la commestibilità dei funghi raccolti direttamente o di quelli ricevuti in regalo, si raccomanda di astenersi dal mangiarli e di non ascoltare i consigli di conoscenti, ma rivolgersi al Centro di Controllo Micologico dell’ASL.
Il Centro è impegnato in primo luogo nel controllo delle partite di funghi spontanei immessi nel circuito commerciale, con il rilascio del certificato di “commestibilità” e anche per informazioni sulla commestibilità dei funghi da loro raccolti, la consulenza dei Centri di Controllo Micologico delle ASL dove c’è personale altamente qualificato esaminerà i funghi raccolti, rilasciando una certificazione per quelli commestibili e confiscando per la distruzione quelli dannosi.
Il Centro Micologico è a disposizione anche per informazioni sulle modalità di conservazione, cottura e consumo dei funghi freschi raccolti. Il pericolo è facilmente evitabile: in pochi minuti i cittadini possono si può evitare che una scampagnata si possa trasformare in una tragedia
Di seguito vengono elencate alcune importanti raccomandazioni indirizzate a coloro che si dedicano alla raccolta dei funghi epigei freschi:
raccogliere i funghi interi e completi di ogni parte, conservarli in frigo;
non consumare funghi se prima non sono stati controllati da un micologo o se non si è certi della loro commestibilità (funghi certificati);
consumare solo funghi ben cotti;
non far consumare funghi a bambini, a donne in stato di gravidanza o a persone affette da particolari patologie;
se dopo il consumo dei funghi compaiono sintomi come dolori addominali, vomito, diarrea o altra sintomatologia, contattare tempestivamente il medico di base o il Pronto Soccorso ospedaliero più vicino;
se ci si reca al Pronto soccorso, portare con sé eventuali resti del pasto (funghi crudi, cotti, conservati o residui di pulizia dei funghi stessi).
Di seguito vengono elencate alcune importanti raccomandazioni indirizzate a coloro che si dedicano alla raccolta dei funghi epigei freschi:
raccogliere i funghi interi e completi di ogni parte, conservarli in frigo;
non consumare funghi se prima non sono stati controllati da un micologo o se non si è certi della loro commestibilità (funghi certificati);
consumare solo funghi ben cotti;
non far consumare funghi a bambini, a donne in stato di gravidanza o a persone affette da particolari patologie;
se dopo il consumo dei funghi compaiono sintomi come dolori addominali, vomito, diarrea o altra sintomatologia, contattare tempestivamente il medico di base o il Pronto Soccorso ospedaliero più vicino;
se ci si reca al Pronto soccorso, portare con sé eventuali resti del pasto (funghi crudi, cotti, conservati o residui di pulizia dei funghi stessi).
Saranno i micologi , che sulla base del prodotto non consumato o su reperti rivenienti, per esempio dal vomito o dalla lavanda gastrica, potranno individuare le specie che hanno causato l’intossicazione.
Giada Amatori
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