August 16, 2026

La transizione energetica di Brindisi non può essere raccontata soltanto attraverso i progetti futuri. È questo il messaggio lanciato da Claudia Nigro, segretaria generale della Filcams Cgil Brindisi, al termine dell’incontro svoltosi al Ministero delle Imprese e del Made in Italy sulla decarbonizzazione del sito Enel di Cerano e sulle prospettive di sviluppo del territorio.

Secondo Nigro, al tavolo romano è mancata “una vera discussione sul qui e ora, sull’oggi”, ovvero sulle ricadute immediate della trasformazione industriale e sulle risposte da dare ai lavoratori coinvolti nella fase di transizione.

Nel corso dell’incontro si è parlato delle prospettive legate alla riconversione energetica, della strategicità di Brindisi e della sua particolare posizione infrastrutturale, capace di integrare porto, ferrovia, rete stradale e aeroporto. Un territorio considerato centrale per accompagnare nuovi investimenti e nuovi insediamenti produttivi.

Tra i temi affrontati anche quello del “cambiamento del capitale umano”, con la necessità di rafforzare la formazione e le competenze attraverso il potenziamento della facoltà di Ingegneria dell’Innovazione, polo distaccato dell’Università del Salento, la candidatura di Brindisi a ospitare l’Its Aerospazio e la costruzione di percorsi più strutturati tra scuole professionali, istituti tecnici e aziende del territorio.

 

Durante la riunione sono stati illustrati anche quattro dei 35 progetti selezionati nell’ambito del percorso di riconversione: Jindal, Magnaghi Service (Margroup), Scandiuzzi e Aero Alliance. Si tratta di realtà già presenti sul territorio che prevedono ampliamenti degli organici, ma secondo la Filcams Cgil con dimensioni occupazionali non sufficienti a dare risposta alla complessità della crisi in atto.

“Il presente è stato il vero assente”, sottolinea Nigro, che pone una serie di interrogativi sul destino delle migliaia di lavoratori coinvolti negli appalti della centrale di Cerano, in particolare delle figure meno qualificate.

 

“Cosa accadrà alle maestranze degli appalti presenti a Cerano? – chiede la segretaria Filcams – Si continuerà a trasferire verso appalti fuori regione operai edili e metalmeccanici brindisini? Ai lavoratori ex Sir sono stati proposti soltanto contratti a termine di due o tre mesi. È questo il nuovo modello operativo che dovrebbe accompagnare la transizione?”

 

Un altro nodo riguarda il futuro delle aree di Cerano. Il ministro Adolfo Urso, secondo quanto riferito dalla sindacalista, avrebbe annunciato di aver scritto al ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin per accelerare la liberazione delle aree e consentire l’avvio dei nuovi progetti. Ma, evidenzia Nigro, al momento non ci sarebbe ancora un decreto in grado di superare le criticità legate alla normativa vigente sulla dismissione delle centrali a carbone.

Da qui le domande sul destino dell’impianto: “La centrale rimarrà? Verrà smantellata? Se sarà dismessa, saranno effettuate le bonifiche? E chi realizzerà questi interventi?”

 

Per la Filcams Cgil il rischio è che il richiamo al futuro finisca per oscurare le emergenze del presente. “Parlare di futuro per far tacere il presente è ciò che dobbiamo evitare – conclude Nigro – perché il futuro si costruisce soltanto se si preserva e si salvaguarda la parte più fragile del presente”.

Infine, una nota polemica sulla composizione del tavolo: “La sala degli Arazzi del Mimit era gremita – scrive Nigro – ma mancava qualcuno: mancava Enel”.

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