October 27, 2020

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Il 31 marzo u.s., alle ore 20.30 circa, giungeva alla Sala Operativa della Sezione Volanti una richiesta di aiuto da parte di una donna, V.Z. di anni 34, che lamentava di essere stata malmenata dall’ex fidanzato.
Dopo appena pochi minuti, gli operatori della Sezione Volanti, diretta dal Vice Questore Aggiunto Dott. Vincenzo Maruzzella, raggiungevano il luogo dove attendeva la donna. Qui si trovavano davanti uno “spettacolo” straziante: la donna presentava ecchimosi sulla fronte, vistose lacerazioni sui jeans all’altezza delle ginocchia, nonché abrasioni sulla punta delle scarpe.
Prontamente soccorsa, raccontava che da pochi mesi aveva interrotto una relazione, durata un quinquennio, con il quarantenne P.A. che non si rassegnava alla fine del fine del loro rapporto

 

Proprio la sera del 31.03., V.Z scendeva dall’autobus per recarsi dalla madre, quando improvvisamente si trovava davanti l’ex fidanzato che tentava di fermarla dicendole di volerle “solo” parlare per tentare un riavvicinamento. La donna proseguiva verso casa della madre, determinata a non voler avere più contatti con quell’uomo; questi, allora, iniziava a minacciarla di morte, continuando a seguirla. Nel tentativo di farlo desistere, la donna mostrava il proprio cellulare affermando di aver registrato le minacce, ma neanche tale tentativo faceva desistere P.A che, anzi, poco prima di giungere a destinazione, all’improvviso l’afferrava per il giubbotto strattonandola e facendola cadere a terra; quindi la trascinava sull’asfalto per alcuni metri, procurandole le ferite e lacerazioni riscontrate dagli Agenti.

 

L’equipaggio, dopo aver soccorso la malcapitata e ricevute dalla stessa dettagliate descrizioni dell’assalitore, si poneva alla sua ricerca; dopo poco tempo, veniva avvisati che l’aggressore era tornato sotto casa della madre di V.Z nei confronti della quale continuava ad inveire. Immediatamente facevano ritorno e subito provvedeva a bloccarlo; questi, nonostante la presenza dei poliziotti, continuava nel suo atteggiamento violento e minaccioso nei confronti della donna, pertanto veniva accompagnato presso gli uffici della Questura.

 

V.Z., in sede di denuncia, riferiva che anche nel corso della loro relazione, P.A. aveva avuto un comportamento violento ed intimidatorio nei suoi confronti, tanto che per due volte aveva sporto denuncia contro di lui, denunce poi ritirate anche su pressione ed intimidazione dell’uomo. Pochi mesi orsono, stanca delle percosse e delle vessazioni, aveva interrotto definitivamente ogni contatto, fino all’epilogo del 31 marzo. La stessa consegnava un referto medico del pronto soccorso con una diagnosi di giorni 10 per le ferite riportate.

 

Alla luce di quanto accertato e della denuncia, P.A., di concerto con il P.M. di turno presso la Procura della Repubblica presso il Tribunale, veniva sottoposto alla misura coercitiva degli arresti domiciliari.

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