February 26, 2021

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E’ morto all’età di 78 anni il prof. Franco Cassano, professore ordinario di Sociologia all’Università di Bari.

Cassano viene ricordato per essere il teorizzatore del “pensiero meridiano”, un pensiero che elogia la lentezza del Sud, opponendo il valore della riflessione e dei tempi più umani alla corsa sfrenata verso sviluppo capitalista.

I suoi saggi sulla necessità della politica di far leva sulla cittadinanza attiva ed i beni comuni sono ritenuti elementi ispiratori della “Primavera pugliese”, una stagione che ha portato alle affermazioni elettorali del centrosinistra in Puglia, prima con Nichi Vendola, poi con Michele Emiliano.

Nel 2013, Cassano è stato candidato ed eletto alla Camera dei deputati come capolista del Partito Democratico nella circoscrizione Puglia.

Tantissime le attestazioni di cordoglio dal mondo accademico e da quello politico.

 

Questo il messaggio di Fabio Pollice, Rettore dell’Università del Salento:

«Desidero esprimere, anche a nome del nostro Ateneo, il dolore per la morte del professor Franco Cassano, grande sociologo della conoscenza. L’Accademia pugliese, il pensiero meridionalistico italiano, la riflessione sociologica e la cultura euro-mediterranea perdono oggi un pensatore profondo, stimolante, provocatorio, “una talpa e un angelo”, “tra terra e cielo” – per adoperare sue pregnanti metafore della condizione umana.
Non è questo il luogo per analizzare, ancora una volta, la sua ricca e poliedrica produzione scientifica nonché l’impegno politico e civile, dalla militanza politica alla cittadinanza attiva. È però assolutamente evidente come le sue tesi, riflessioni, dubbi e interrogazioni – almeno dal suo celeberrimo Pensiero Meridiano in poi, da 25 anni dunque – costituiscano un significativo punto di riferimento anche per la nostra Università, in virtù dell’asse strategico fondamentale della “sostenibilità”, declinata in tutte le sue articolazioni, che oggi ne orienta complessivamente le attività. Mi limiterò a ricordare come Franco Cassano abbia sviluppato le sue ricerche in tutte le direzioni indicate da quella sua “rosa dei venti”, dalla provincia al mondo, dalla terra al mare, dalla mitologia all’epica, alla filosofia alla sociologia, dalla storia alla geografia eccetera, disegnando una sua affascinante geopolitica delle culture pensata per un rinnovamento dell’anima della civiltà europea, contro mercificazioni, egoismi, razzismi, muri o confini invalicabili: “Come può pensare uno stato europeo – scriveva – di parlare al mondo senza aver messo il naso fuori dall’economia, senza aver ridato a se stesso quelle ragioni del vivere? Come può pensare di avere una politica planetaria senza trasformare in una sua ricchezza anche le voci che si affacciano sul suo mare meridionale, che popolano già e popoleranno sempre di più l’Europa?”.
Franco Cassano mancherà innanzitutto all’intelligenza collettiva pugliese, e non solo. Il suo pensiero però, come accade ai grandi intellettuali, continuerà a essere oggetto di studio e pungolo alla nostra ricerca, anche nella sua dimensione etica ed esistenziale».

 

Questo il cordoglio del Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano:
“Dall’età di venti anni sino ad oggi Franco Cassano ha attraversato la mia vita privata, istituzionale e politica con severa discrezione e affetto. Lo incontravo nel portone del condominio dove entrambi abitavamo scambiando sorrisi dolcissimi ed emozioni man mano che la mia vita di adolescente progrediva verso l’età adulta.

Dalle note a margine dell’esame di sociologia giuridica, agli anni in cui mi incoraggiava con immensa solidarietà quando mi vedeva entrare ed uscire di casa circondato dalla scorta che piantonava me e le nostre case.

Non sono mai del tutto entrato in confidenza con lui per il rispetto che nutrivo verso uno dei pochi Maestri della mia vita. Persino quando si è battuto nella Convenzione del Centrosinistra della città di Bari assieme a Cinzia Capano e ad altri per farmi candidare a sindaco di Bari, non ho mai avuto il coraggio di parlargli, piuttosto attendevo di sapere da lui, come sempre, se avesse rimproveri o suggerimenti da darmi. Non ho sempre soddisfatto tutte le sue aspettative, ma sono consapevole che senza il loro durissimo lavoro per far emergere la sinistra e la città dalla sudditanza politica e psicologica verso la destra padrona di Bari, il mio percorso politico non si sarebbe mai realizzato.

La nostra comune anima popolare, dovuta alle frequentazioni negate ad altri con l’anima dei quartieri di periferia, ci consentiva di scambiare punti di vista diversi e di accettare reciprocamente le contraddizioni in cui, per sperimentare e innovare, rischiavamo di cadere.

Sono stato segretario e presidente del PD che lo candidò al Parlamento e non sono mancati contrasti e incomprensioni. Ma la consapevolezza di lui, e per conseguenza di me stesso, non ci abbandonava mai, anche quando la vita politica ci allontanava. Piango la scomparsa di un amico al quale non ho mai avuto la forza di confidare, per pudore, quanto sia stato importante. Mi illudo oggi con rimpianto che egli ne fosse comunque consapevole. Un grande intellettuale del Sud che a differenza di altri, ha tracciato una via che la politica ha realizzato, sia pure lasciandolo perennemente inquieto.

Io e Nichi Vendola sappiamo quanto gli dobbiamo e quanto di lui abbiamo disatteso, nella convinzione di essere stati sempre fedeli alla nostra terra al di là dell’ossequio e della convenienza. È stato un uomo che ha saputo leggere nel profondo la società e descriverne le opportunità. Le nostre vite sono cambiate rispondendo al suo appello, continuo, incessante, a realizzare una visione di bellezza, di amore verso il prossimo, di giustizia, di modernità senza dimenticare la Storia e la sua proiezione nella nostra anima. Non a caso la sua e la mia isola preferita è Itaca, dove in nome dell’eroe più spregiudicato e moderno, abbiamo coltivato la pretesa di conservare attraverso il mare gli odori e le favole del Mediterraneo”.

 

Per l’assessore regionale alla Cultura e al Turismo Massimo Bray:

“Ci ha lasciato questa mattina Franco Cassano. Interprete geniale di un pensiero del Sud e per il Sud, che dalla linfa che scorre nelle vene e nelle radici profonde di queste terre traeva quotidiano nutrimento, Cassano è stato un punto di riferimento per tutti quelli che, in questi anni di battaglie per la rinascita culturale e politica del Mezzogiorno, si sono impegnati per far emergere, con le idee e l’azione politica, un protagonismo nuovo di questa parte del paese e uno sguardo diverso verso il Sud. Uno sguardo che superasse lo stereotipo della chiusura e della estraneità alle dinamiche globali e alla loro complessità per evidenziare invece il particolare modo del Mezzogiorno di essere connesso con il mondo che lo circonda, con il mare che lo circonda, con quel Mediterraneo che è naturalmente e dovrebbe essere per vocazione il suo orizzonte privilegiato.

Voce severa verso lo “sguardo corto” con cui la classe dirigente (politica e culturale) meridionale ha operato per molti anni, realizzando una sorta di “perversa profezia che si autoadempie, seminando intorno a sé sguardi altrettanto corti”, Franco Cassano è stato, anche in anni recenti, promotore e protagonista di tante battaglie per la salvaguardia di una terra che ha amato e contribuito a difendere, testimoniando in prima persona la realtà di un Sud che non si arrende a veder svenduto e deturpato il suo inestimabile patrimonio culturale e paesaggistico, oltre che umano, di volontariato, partecipazione e attivismo.

Guardava con affetto e speranza alle tante forme vitali dell’associazionismo del Mezzogiorno, una base di energie vive da mettere in rete e aiutare a crescere. Il suo modo lucido e innovativo di intendere l’azione politica e culturale, di interpretare la modernità, i suoi tempi e le sue dinamiche sono stati per me un punto di riferimento che continuerò a seguire.

Grazie Franco per tutto quello che ci hai insegnato e aiutato a capire”.

 

Su Facebook il deputato PD ed ex ministro Francesco Boccia scrive:

“Il tuo pensiero lungo, aperto e soprattutto ‘meridiano’ – continua Francesco Boccia – è diventato una rotta ambiziosa per intere generazioni. È stato un privilegio averti in Parlamento per cinque anni. La tua voce critica, e sempre costruttiva, nei riguardi di alcuni dei limiti del nostro tempo e del modo di vivere sempre condizionato dalla centralità del Nord-Ovest del mondo ci arricchiva; ci arricchivi quando dicevi di credere “che il Sud, e a maggior ragione il Mediterraneo, debba essere capace di imitare, ma anche di saper rivendicare una misura critica nei riguardi di un mondo che ha costruito sull’ossessione del profitto e della velocità i suoi parametri essenziali”. E a quelle tue domande, che in realtà erano risposte per gli studenti, abbiamo il dovere di dare una risposta tutti noi… “Perché bisogna correre ossessivamente? Perché dobbiamo vivere in un mondo nel quale, pur essendo più ricchi di ieri, corriamo come se fossimo poveri?”. Grazie Franco, continuerai ad illuminarci con il tuo pensiero”.

 

Il Consiglio regionale della Puglia ha ricordato Franco Cassano nel giorno della scomparsa. Di seguito le parole di cordoglio pronunciate in aula dalla presidente del Consiglio regionale Loredana Capone.

“Oggi perdiamo uno dei più grandi intellettuali degli ultimi 30 anni che il nostro Paese abbia conosciuto, Franco Cassano.

L’ho conosciuto e stimato, è stato un fine pensatore, capace di rimettere al centro del dibattito il nostro sud, rifuggendo da letture classiche e stantie.

L’ho personalmente conosciuto e stimato

Un intellettuale dinamico e moderno, al punto da innovare anche il concetto stesso di “intellettuale”: ha messo a servizio del nostro territorio e del nostro Paese, un pensiero nuovo che andava di pari passo con la pratica, l’azione, l’impegno quotidiano. Lo ha fatto nelle aule universitarie, nelle strade delle nostre città e nelle istituzioni.

Il suo “pensiero meridiano” ha avuto la forza di far tornare il sud non più oggetto delle riflessioni e dei progetti altrui, ma soggetto protagonista del proprio destino, capace di cambiare i paradigmi e di rimettere al centro la qualità della vita di tutte e di tutti.

Franco è stato un vero nuovo faro per tutti noi che crediamo in un’Italia che può vivere una nuova fase di rilancio a partire dal suo sud.

Un pensiero commosso, a tutti i suoi cari e a tutte le persone che hanno avuto modo di incrociare il proprio cammino con il suo”.

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