BRINDISI – Si accende il dibattito sulla situazione del Pronto Soccorso dell’ospedale “Perrino” di Brindisi, dopo la denuncia dell’Ordine dei Medici della Provincia di Brindisi sulla grave carenza di personale e il rischio di tenuta del servizio in vista della stagione estiva. Una criticità che ha immediatamente innescato la reazione di esponenti di Fratelli d’Italia a livello regionale.
Il consigliere regionale e presidente provinciale FdI Brindisi, Luigi Caroli, parla di una situazione “drammatica” e chiede un intervento immediato da parte della Regione e della direzione sanitaria locale. Secondo quanto riportato, il Pronto Soccorso del Perrino si troverebbe a operare con appena 4 medici su 23 previsti in organico.
«Come si può pensare di affrontare la stagione turistica con numeri simili in un ospedale di secondo livello?» afferma Caroli, che sollecita la convocazione urgente di un tavolo in Regione per gestire l’emergenza e garantire anche la copertura delle postazioni del 118 lungo il litorale provinciale.
Sulla stessa linea interviene anche il consigliere regionale di FdI, Antonio Scianaro, che accusa la gestione sanitaria regionale e punta il dito contro la mancanza di risposte strutturali. «Basta passerelle» afferma, riferendosi a una recente visita istituzionale del presidente della Regione, chiedendo interventi immediati per aumentare il numero dei medici e colmare un presunto deficit di 18 unità rispetto alla pianta organica.
Scianaro sottolinea inoltre la necessità di rafforzare la governance dell’ASL Brindisi, chiedendo la nomina di un direttore sanitario e un cambio di passo nella gestione dell’emergenza. «Non si può lasciare una struttura così delicata senza guida in un momento critico», aggiunge.
Nel suo intervento, il consigliere annuncia anche un’ispezione nelle prossime ore presso il Pronto Soccorso del Ospedale Antonio Perrino per verificare direttamente le condizioni operative.
La vicenda si inserisce in un quadro più ampio di criticità segnalate sul sistema sanitario brindisino, con tempi di attesa, carichi di lavoro elevati e difficoltà nel garantire la piena operatività dei servizi di emergenza-urgenza, soprattutto in concomitanza con l’aumento dei flussi turistici estivi.
