January 28, 2026

Nuova interrogazione parlamentare a risposta scritta sul tema della sicurezza nel Salento. L’ha presentata oggi, 28 gennaio 2026, l’onorevole Claudio Stefanazzi (Partito Democratico), rivolta al Ministro dell’Interno, per richiamare l’attenzione su una situazione che definisce ormai emergenziale, in particolare nella provincia di Lecce.

Nel testo dell’atto, Stefanazzi ricostruisce un quadro contrassegnato da anni da incendi dolosi, danneggiamenti, assalti a sportelli bancomat con l’uso di esplosivi, sparatorie e gravi intimidazioni ai danni di cittadini, amministratori locali e operatori economici. Una sequenza di episodi che, secondo il parlamentare, crea un clima diffuso di insicurezza e mette a rischio la tenuta sociale ed economica del territorio.

 

L’interrogazione richiama numerosi precedenti atti parlamentari, presentati dallo stesso Stefanazzi negli ultimi anni, riguardanti tra l’altro la carenza di organico nelle Questure e nei commissariati salentini, il rischio di ridimensionamento del Reparto prevenzione crimine di Lecce, l’esclusione delle province pugliesi dai piani di potenziamento delle forze di polizia, oltre a fatti di sangue, incendi intimidatori e omicidi di chiaro stampo mafioso avvenuti in diversi comuni del territorio.

 

Secondo il deputato, a fronte di segnalazioni puntuali e reiterate, non sarebbero arrivate risposte sostanziali né interventi concreti da parte del Governo.

Con l’interrogazione, Stefanazzi chiede al Ministro dell’Interno di chiarire le ragioni della mancata risposta alle precedenti iniziative parlamentari e di indicare se non ritenga ormai urgente un piano straordinario di rafforzamento degli organici della Polizia di Stato e delle altre forze dell’ordine nel Salento e, più in generale, in Puglia.

 

«Oggi ho fatto l’ennesima interrogazione parlamentare al ministro Piantedosi sul tema della sicurezza nel Salento – commenta Stefanazzi –. Comincio ad essere seriamente preoccupato: non passa giorno senza un nuovo episodio criminale. I sindacati di polizia mi riferiscono che ormai arrivano persone da altre province per commettere reati, perché percepiscono un territorio abbandonato e poco presidiato».

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