November 25, 2020

Brundisium.net
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Il settore edile, un comparto produttivo strategicamente fondamentale che incide per quasi l’8% sul Pil dell’Italia, patisce una situazione congiunturale da almeno 10 anni. Le recenti rilevazioni statistiche pubblicate dall’ANCE (Associazione Nazionale Costruttori Edili), condivise dal Sindacato, hanno confermato le ragioni della crisi e le difficoltà che ne impediscono il rilancio. Le cause sono da addebitare soprattutto alla mancata ripresa degli investimenti delle opere pubbliche ed alla debole crescita nei settori privati residenziali che, però, non è stata sufficiente per rilanciare l’intero comparto. L’iniziativa del Sindacato di categoria (l’ultima organizzata il 15 novembre scorso in 100 città capoluogo) “Noi non ci fermiamo”, dopo la gande manifestazione nazionale a Roma del 15 marzo, è servita a sottolineare l’importanza del rilancio del settore.
A Brindisi si è creata, finalmente, una attenzione particolare grazie alle denunce fatte dalla UIL territoriale in occasione del Convegno “Riprendiamoci il nostro futuro” organizzato l’8 novembre scorso. Una iniziativa che ha riscosso molto interesse, anche a livello nazionale. Certo la situazione complessiva dei comparti produttivi non è rosea. Ne fanno testo le numerose vertenze, ancora senza soluzione, che attanagliano la nostra provincia. Il settore edile, al contrario degli altri, presenta possibili prospettive di sviluppo se i progetti in campo saranno realizzati. Le bonifiche nella zona industriale, la torcia a terra, la riconversione della centrale Federico secondo, l’ampliamento in corso degli spazi strutturali di AERO AVIO, le opportunità degli investimenti ZES rappresentano, certamente, le occasioni attese da tempo per rivitalizzare l’economia territoriale dell’edilizia e consentire l’inversione di tendenza. Per quanto riguarda la salute degli Enti bilaterali, in particolare della Cassa Edile, la Feneal UIL di Brindisi ritiene giusto evidenziare, anche per l’incremento dei lavori dell’edilizia privata residenziale, la crescita degli addetti attivi pari a 2.672 unità, le ore prodotte 2.906.329 (dati relativi al 20 novembre 2019), pur in presenza di una riduzione delle aziende, la massa salari in crescita rispetto al 2017 e 2018. Sono dati che fanno ben sperare in una ripresa, sia pur minima.
L’obiettivo della Feneal UIL territoriale è quello, più volte sottolineato, di sollecitare un controllo ispettivo più efficace e mirato nei confronti di quelle aziende che applicano contratti meno onerosi del settore (es.: meccanici, elettrici, servizi e multiservizi), svolgendo attività edili a minor costo, rendendosi competitive rispetto alle imprese sane e rispettose delle regole contrattuali. A scapito di tutto questo risulta penalizzata la salute e la sicurezza dei lavoratori. Cosa che non deve essere tollerata, ma combattuta.
Infine la FENEAL UIL richiama l’attenzione delle Istituzioni pubbliche che hanno l’onere di autorizzare i lavori privati, attraverso le concessioni edilizie, di usare la massima attenzione nel controllo della documentazione prodotta in quanto l’assenza di DURC, la incompatibilità aziendale rispetto ai lavori svolti, comporta di regola il decadimento autorizzativo. Per combattere questi fenomeni e per tutelare le imprese sane ed i lavoratori, da tempo la Cassa Edile di Brindisi e la FENEAL UIL conducono una battaglia chiedendo anche l’intervento della Procura della Repubblica.

COMUNICATO STAMPA FENEAL UIL

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