April 15, 2021

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La Commissione bilancio presieduta da Fabiano Amati ha approvato a maggioranza il ddl con cui vengono riconosciuti debiti fuori bilancio per un importo complessivo di circa 116 mila euro. Nel disegno di legge, come di consueto, un emendamento proposto dal presidente della Commissione, sono confluiti i due diversi provvedimenti legislativi di identica natura iscritti all’ordine del giorno.

Successivamente, la Commissione ha preso in esame due tematiche sanitarie limitatamente agli aspetti finanziari di stretta competenza dell’organismo.

RSA e Centri diurni per anziani e disabili – L’audizione dei rappresentanti dei gestori delle RSA e dei Centri diurni per anziani e disabili è stata richiesta dal consigliere Ignazio Zullo per chiarimenti circa la disparità di trattamento su prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza, tra pazienti alcuni dei quali sostengono il costo dell’intera retta, mentre per altri interviene il contributo della Regione ad alleggerire l’impegno economico. Il direttore del Dipartimento Salute, Vito Montanaro, spiegando che il tema è stato trattato nella commissione di merito, ha aggiunto che alla base vi è una questione di risorse. Per coprire il 100% del costo del “socio sanitario”, limitatamente alla sola copertura del contributo sostenuto da pazienti ed ospiti di RSA, oltre agli stanziamenti già previsti in bilancio, occorrerebbero ulteriori 75 milioni anui, in aggiunta ai 20 milioni previsti nel corso dell’esercizio finanziario 2021, con risorse attinte dal bilancio autonomo e destinante al Fondo Sanitario Regionale la cui copertura, ha sottolineato, non può prescindere dall’equilibrio delle risorse assegnate. Possibili nuove risorse, in attesa di affrontare una definizione del comparto, possono giungere da economie che ogni singola azienda sanitaria riuscirà a ottenere nei bilanci di competenza.

Edilizia ospedaliera – Il quadro normativo all’interno del quale agisce l’ex articolo 20 è estremamente complesso, con una tempistica che esula dai canoni ordinari ed è con questa realtà che è necessario confrontarsi quando il tema tocca interventi connessi all’edilizia ospedaliera sulla quale la Commissione bilancio ha proseguito il confronto con la struttura amministrativa del Dipartimento sanità, audendo il direttore Vito Montanaro per fare il punto della situazione sugli interventi riferiti agli ultimi interventi assunti su delibere CIPE (2008 e 2019)

La somma residua ammonterebbe a circa 245 milioni di euro dallo stanziamento iniziale complessivo di 1 miliardo 204 milioni di euro e potrà essere utilizzata per avviare nuovi interventi in campo di edilizia ospedaliera solo quando gli accordi già sottoscritti saranno completamente definiti ma con tempi non stimabili. La Commissione ha aggiornato i suoi lavori accettando la proposta del presidente Amati di riprendere l’esame del tema all’indomani delle interlocuzioni avviate con le singole ASL per la verifica dei progetti stralciati con l’ultima delibera CIPE (51/2019) con la provvista finanziaria di 318 milioni di euro per la costruzione dell’ospedale del Sud Salento, quello di Andria, la demolizione e la ricostruzione del monoblocco e di interventi minori del Policlinico “Riuniti” di Foggia.

“Ci sono 833 milioni di euro da spendere in sanità e non si riesce a sapere quando saranno pronte tutte le carte per farlo. La Regione attende il Ministero e critica le sue regole, il ministero attende la Regione e lamenta i suoi ritardi. E al centro ci siamo noi e le necessità di modernizzazione delle strutture e tecnologie sanitarie, diventate un’emergenza in tempi Covid. Serve una presa di coscienza regionale e un immediato confronto con il Ministero, su cui ho già allertato qualche parlamentare”.
Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione Fabiano Amati, commentato l’esito dell’audizione odierna sui 563 milioni di euro da spendere sulle vecchie delibere Cipe 97/98 del 2008 e sui 270 milioni della delibera Cipe 51 del 2019.
“La situazione della spesa dei fondi ex articolo 20 è surreale e a oggi risulta così rappresentabile.
Fondi da delibere Cipe 97 e 98 del 2018, per un importo complessivo di euro 563. Di questi ci sono 318 milioni impegnati con un accordo stralcio del settembre 2020, che a dire della Regione potranno essere spesi solo a seguito dell’adozione di un decreto ministeriale di ammissione formale. Ma per ottenere l’adozione del decreto di ammissione formale pare che serva la presentazione dei progetti esecutivi, i cui tempi di redazione non sono allo stato conosciuti. La circostanza più preoccupante, tuttavia, è data dalla constatazione, sempre a dire della Regione, che la mancata definizione dell’accordo stralcio per 318 milioni inibisce la programmazione dei 245 milioni residui, sempre a valere sulle vecchie delibere Cipe.
Gli interventi relativi a queste somme di denaro già stanziate sono: quanto all’accordo stralcio del settembre 2020 per 318 milioni, nuovo ospedale sud Salento, nuovo ospedale Andria, demolizione e ricostruzione del monoblocco degli Ospedali riuniti di Foggia e riqualificazione dei plessi minori dello stesso presidio; quanto allo stralcio finale delle Cipe 97 e 98 del 2008 per 245 milioni, arredi e attrezzature nuovo ospedale Monopoli-Fasano e riqualificazione degli ospedali San Paolo-Bari, Di Venere-Bari, Perrino-Brindisi, Francavilla Fontana, Giovanni XXIII-Bari, Policlinico-Bari, Barletta, Castellaneta, Cerignola, San Severo, Gallipoli e nuovo ospedale del nord barese.
Per quanto riguarda invece le somme della delibera Cipe 51 del 2019, pare che la mancata definizione del procedimento sulle vecchie Cipe, inibisca già l’avvio della programmazione di queste risorse.
E mentre tutto ciò accade, in una combinazione di fatti burocratici che rischiano di travalicare in un incomprensibile ping-pong, non ci resta che continuare senza risparmio a seguire la vicenda e a collaborare nella rimozione di qualsiasi impedimento sulla strada della spesa tempestiva di queste ingenti risorse”./comunicato

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