December 4, 2021

Brundisium.net
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I Giovani del FAI, con il supporto di tutte le Delegazioni, i Gruppi FAI e i Gruppi FAI Ponte tra culture, propongono per sabato 16 e domenica 17 ottobre la decima edizione delle Giornate d’Autunno con visite in 600 luoghi solitamente inaccessibili o poco noti in 300 città d’Italia tra cui 42 luoghi del Ministero della Difesa, dello Stato Maggiore della Difesa e delle Forze Armate, aperti in occasione del centenario del Milite Ignoto.

 

Torna la grande festa delle Giornate FAI, la più importante manifestazione di piazza dedicata al nostro patrimonio artistico e culturale. Con energia, coraggio, voglia di fare, di migliorare e migliorarsi, di condividere e soprattutto con una passione travolgente per il nostro Paese, oltre 5.000 tra delegati e volontari FAI sono pronti a far innamorare tutti gli italiani dell’Italia. L’opportunità, ogni anno nuova e diversa, per accostarsi a un patrimonio smisurato e policromo, raccontato per l’occasione con l’entusiasmo contagioso di tutti i giovani che sposano la missione culturale del FAI: diffondere e coltivare la consapevolezza che l’Italia custodisce tesori inestimabili, fondamento dell’orgoglio che ogni cittadino prova davanti all’eccezionale bellezza del Paese e solida base su cui costruire la prosperità del futuro. Le Giornate FAI sono, dunque, un incontro sentimentale, un abbraccio collettivo tra i visitatori e l’ambiente che li circonda, prodigo di natura, arte e storia. In una parola: cultura.

 

Il catalogo dei luoghi visitabili è, come di consueto, amplissimo così come tantissime sono le tipologie rappresentate: dai complessi religiosi ai palazzi, dai castelli alle aree archeologiche, dai piccoli musei ai parchi e giardini storici, e ancora borghi, aree naturalistiche, luoghi produttivi e molto altro. Inoltre, in occasione del centenario della traslazione della salma del Milite Ignoto, il Ministero della Difesa, lo Stato Maggiore della Difesa e le Forze Armate concederanno l’accesso straordinario in 42 loro luoghi-simbolo di significativa importanza storica e istituzionale.

 

Tutti i visitatori potranno sostenere il FAI. È infatti suggerito un contributo non obbligatorio di 3 euro. La donazione online consentirà, a chi lo volesse, di prenotare la propria visita, assicurandosi così l’ingresso nei luoghi aperti dal momento che, per rispettare la sicurezza di tutti, i posti saranno limitati. Chi lo vorrà potrà anche iscriversi al FAI online oppure nelle diverse piazze d’Italia durante l’evento. Agli iscritti saranno dedicate aperture speciali. Prenotazione online consigliata (salvo diverse indicazioni segnalate sul sito) su www.giornatefai.it; i posti sono limitati. N.B. il programma potrebbe subire variazioni. La realizzazione dell’evento nelle singole Regioni dipenderà dal loro colore nella settimana dell’11 ottobre.

 

Le Giornate FAI d’Autunno si inquadrano nell’ambito delle iniziative di raccolta pubblica di fondi occasionale (Art 143, c 3, lett a), DPR 917/86 e art 2, c 2, D Lgs 460/97). A coloro che decideranno di partecipare verrà suggerito un contributo libero, utile a sostenere la missione di cura e tutela del patrimonio culturale italiano della Fondazione. Gli iscritti al FAI o chi si iscriverà in occasione dell’evento potranno beneficiare di aperture e visite straordinarie in molte città e altre agevolazioni e iniziative speciali.
Le visite si svolgeranno nel pieno rispetto delle normative anti Covid-19. In base alle disposizioni del D.L. 105 23/07/2021, l’accesso sarà possibile solo alle persone in possesso della certificazione verde Covid-19 (Green Pass). La certificazione verde è richiesta anche per l’ingresso ai luoghi di carattere naturalistico. Per i bambini al di sotto dei 12 anni il Green Pass non è obbligatorio.

 

Le Giornate FAI d’Autunno 2021 sono rese possibili grazie al fondamentale contributo di importanti aziende illuminate:
FinecoBank, una delle più importanti banche FinTech in Europa e fra le principali Reti di consulenza in Italia, è il prestigioso Main Sponsor dell’evento perché da sempre è impegnata nel valorizzare il patrimonio artistico e culturale del territorio.
Multicedi, impresa della grande distribuzione da sempre attenta ai territori in cui opera, per il primo anno è accanto alla Fondazione in qualità di Sponsor dell’evento.
Grazie inoltre a Fondazione Leonardo-Civiltà delle Macchine, costituita da Leonardo nel 2018, che nasce per favorire il dialogo con la società civile, promuovere la cultura industriale e d’impresa e valorizzare il proprio patrimonio culturale e museale; a Edison, storica azienda amica del FAI da sempre impegnata per la salvaguardia dei luoghi e delle realtà di interesse culturale, turistico e sociale presenti nel nostro Paese e a Ferrarelle, acqua ufficiale del FAI, che ha donato il suo prodotto per l’iniziativa.

 

L’evento si svolge con il Patrocinio della Commissione europea, del Ministero della Cultura, di Regione Puglia, di tutte le Regioni e le Province Autonome italiane. Si ringrazia per la collaborazione il Ministero della Difesa, lo Stato Maggiore della Difesa e le Forze Armate che, in occasione del centenario della traslazione della salma del Milite Ignoto, concedono l’apertura, durante le Giornate FAI d’Autunno, di alcuni loro luoghi simbolo.

 

Le Giornate FAI d’Autunno chiudono la Settimana Rai di Sensibilizzazione dedicata ai beni culturali in collaborazione con il FAI. Dall’11 al 17 ottobre la Rai racconterà luoghi e storie che testimoniano la varietà, la bellezza e l’unicità del nostro Paese: una maratona televisiva e radiofonica a sostegno del FAI, per emozionare e coinvolgere sempre più italiani sul valore del nostro straordinario patrimonio artistico e paesaggistico e per promuoverne la partecipazione attiva. Rai è Main Media Partner del FAI e supporta in particolare le Giornate FAI d’Autunno 2021 anche attraverso la collaborazione di Rai per il Sociale.

 

Grazie di cuore alle 130 Delegazioni, 106 Gruppi FAI, 98 Gruppi FAI Giovani e 9 Gruppi FAI Ponte tra culture, attivi in tutta Italia. Ad affiancare i volontari ci saranno gli Apprendisti Ciceroni, studenti che desiderano attuare con i propri docenti un’esperienza sul campo come percorso formativo per le competenze trasversali e l’orientamento, o che hanno scelto autonomamente di mettersi in gioco in prima persona per raccontare da protagonisti, anche solo per un giorno, le meraviglie del proprio territorio.

Un ringraziamento particolare per il generoso sostegno alla buona riuscita della manifestazione alla Protezione Civile, con la quale quest’anno festeggiamo i 15 anni di stretta collaborazione, all’Arma dei Carabinieri per il contributo alla sicurezza dell’evento e alla Croce Rossa Italiana per il prezioso supporto in questo periodo di emergenza sanitaria e per una partnership ormai consolidata negli anni.

Ringraziamo infine in modo speciale i proprietari delle centinaia di luoghi aperti in aggiunta ai nostri Beni e le amministrazioni comunali che hanno accolto questa iniziativa.

APERTURE IN PROVINCIA DI BRINDISI

SEPPANNIBALE: UN GIOIELLO DI ARCHITETTURA LONGOBARDA IN PUGLIA
FASANO, BRINDISI

APERTURA A CURA DI
Delegazione FAI Brindisi

ORARIO
Sabato: 10:00 – 13:00 / 15:00 – 18:00
Note: Ultima visita del turno mattutino prevista alle ore 12:00; ultima visita del turno pomeridiano prevista alle ore 17:00

Domenica: 10:00 – 13:00 / 15:00 – 18:00
Note: Ultima visita del turno mattutino prevista alle ore 12:00; ultima visita del turno pomeridiano prevista alle ore 17:00

NOTE PER LA VISITA
Per raggiungere il sito: da SS 16 è necessario prendere l’uscita “Lamalunga”

A CURA DI DELEGAZIONE FAI BRINDISI
Il tempietto di Seppannibale sorge tra Monopoli e Fasano, nel territorio di quest’ultimo, lungo la SS16 (nei pressi di un tratto sostitutivo dell’antica via Appia-Traiana) e fa parte della masseria Seppannibale Grande dalla quale, in epoca relativamente recente, ha preso il nome. Più precisamente il nome deriverebbe dal diminutivo di un membro della famiglia Indelli, proprietaria della contrada negli ultimi due secoli, Giuseppe Annibale. Oggi il bene risulta proprietà della Diocesi di Monopoli.

Il tempietto risale al IX secolo e fra i più antichi della Puglia. In alcuni documenti di età medievale ricorre il nome originale, chiesa di San Pietro lo Petraro o San Pietro Veterano. Infatti, in due donazioni (1086 e 1099) Goffredo, conte di Conversano, donò la chiesetta di San Pietro Beterano all’abate Lorenzo di Monopoli. Negli anni novanta l’Università degli Studi di Bari, si è occupata delle indagini archeologiche dell’edificio religioso e dell’insediamento correlato ad esso.

La chiesetta, di appena otto metri di lato, presenta tre navate scandite da archi poggianti su due pilastri centrali e su due semipilastri e terminava in un’abside quadrangolare (oggi crollata); ciò che più caratterizza l’edificio è la copertura della navata centrale, costituita da due cupole in asse impostate su mensole e nicchiette angolari che consentono il passaggio dalla pianta quadrata di base a quella circolare della cupola. Si conserva, inoltre, un intero ciclo pittorico di età longobarda (VIII sec.), in cui si riconoscono scene bibliche ed episodi tratti dall’Apocalisse di Giovanni. Gli elementi naturalistici che compaiono sullo sfondo di tutte le scene ritratte accomunano gli affreschi pugliesi ad altri capolavori di arte longobarda: i cicli affrescati presenti nella cripta della cattedrale di Benevento, nel grande centro monastico di San Vincenzo al Volturno e nella cripta del Peccato originale presso Matera.

COSA SCOPRIRETE DURANTE LE GIORNATE FAI?
Durante le Giornate FAI verrà raccontata la storia di questo tempietto, esempio eccellente di architettura longobarda in Puglia, normalmente non fruibile al pubblico. I visitatori potranno ammirarne la peculiarità e comprendere la sua importanza, poiché l’edificio è da annoverare tra le chiese a sala con cupole in asse costruite in Puglia a partire dall’Alto medioevo sino al XII secolo. La spiegazione del pregevole ciclo pittorico dell’Apocalisse sarà accompagnata dalla lettura di passi scelti riferiti proprio allo scritto di San Giovanni.

LUOGO SOLITAMENTE CHIUSO
Attualmente è di proprietà della Diocesi di Monopoli dopo un lascito.

VISITE A CURA DI
Visite a cura di: IISS “Gaetano Salvemini” di Fasano (BR)

L’ANTICA FORTEZZA DI BRINDISI: IL CASTELLO SVEVO

APERTURA A CURA DI
Delegazione FAI Brindisi

ORARIO
Sabato: 10:00 – 13:00 / 15:00 – 18:00
Note: Ultima visita del turno mattutino prevista alle ore 12:00; ultima visita del turno pomeridiano prevista alle ore 17:00

Domenica: 10:00 – 13:00 / 15:00 – 18:00
Note: Ultima visita del turno mattutino prevista alle ore 12:00; ultima visita del turno pomeridiano prevista alle ore 17:00

NOTE PER LA VISITA
A CURA DI DELEGAZIONE FAI BRINDISI
Il Castello Svevo di Brindisi, detto anche Castello di Terra o Castello Svevo-Aragonese, si trova a ridosso del centro storico di Brindisi e una sua parte si affaccia sulla parte interna del porto cittadino. Fatto costruire da Federico II nel XIII secolo, due secoli dopo venne modificato e adeguato alle nuove scoperte tecnologiche in tema di assedio. Oggi è sede del Comando della Brigata Marina San Marco che ne cura la manutenzione e la conservazione.

Edificato per volere di Federico II nella prima metà del XIII secolo, il Castello di Terra brindisino venne restaurato dagli Angioini ed ampliato nel XV secolo dagli aragonesi, per essere poi ulteriormente rinforzato da Carlo V nel XVI secolo. All’inizio del XIX secolo venne adibito a penitenziario; tra il settembre 1943 e il febbraio 1944, fu residenza di re Vittorio Emanuele III, della regina Elena e del maresciallo Badoglio che, in fuga da Roma, stabilirono qui la loro base promuovendo Brindisi a temporanea capitale della nazione. Con l’Unità d’Italia il castello divenne, infine, sede di Comando della Marina a Brindisi.

Il castello si sviluppa attorno ad un cortile di forma trapezoidale circondato da un’alta muraglia munita di un mastio, con funzione di entrata, e sei torri (due di forma circolare, tre a pianta quadrata e una pentagonale). La struttura prevede una difesa naturale sul lato rivolto al porto interno della città e sugli altri tre lati sussiste un profondo fossato. Questo primo nucleo difensivo subisce numerose modifiche nel corso dei secoli, tutte legate alle nuove esigenze belliche: viene costruita una nuova cinta muraria e il fossato viene coperto da volte per ospitare uomini in arme e la popolazione in caso d’emergenza. L’impianto del castello venne ulteriormente fortificato sul lato del mare nel XVI secolo. Alcuni adattamenti furono necessari quando il maniero divenne penitenziario agli inizi del XIX secolo, ma la struttura venne sostanzialmente mantenuta intatta, anche quando divenne Comando della Marina Militare nella città brindisina.

COSA SCOPRIRETE DURANTE LE GIORNATE FAI?
Durante le Giornate FAI sarà possibile scoprire la storia del Castello grazie ad un percorso guidato che permetterà l’accesso straordinario ad alcuni dei locali più interessanti della struttura, come ad esempio la Sala Storica del San Marco, nella quale sarà possibile ripercorrere le pagine di storia scritte in oltre cento anni di attività dai valorosi Fucilieri di Marina italiani, con preziosi cimeli testimoni dell’importanza di Brindisi e del ruolo della Città per la marineria Italiana. Ad arricchire la visita, la mostra fotografica legata all’anniversario dell’insediamento del Battaglione San Marco nella città brindisina, avvenuto nel giugno di cinquant’anni fa con una cerimonia solenne che rimase nel cuore di tutta la popolazione.

VISITE A CURA DI
Visite a cura di: Liceo “Marzolla Leo Simone Durano” di Brindisi

 

TESORI DELLA BIBLIOTECA ARCIVESCOVILE “A. DE LEO” DI BRINDISI
BRINDISI

APERTURA A CURA DI
Delegazione FAI di Brindisi

ORARIO
Sabato: 09:00 – 00:00
Note: Le visite si terranno soltanto la giornata di sabato 16 ottobre 2021, dalle 9:00 alle 13:00

NOTE PER LA VISITA
A CURA DI DELEGAZIONE FAI DI BRINDISI
La Biblioteca Pubblica Arcivescovile “A. De Leo” di Brindisi è situato nel cuore del centro cittadino brindisino. Fondata alla fine del XVIII secolo, è stata la prima biblioteca pubblica di Terra d’Otranto. Al suo interno sono ospitati circa 6.000 volumi della raccolta privata del prelato brindisino Annibale de Leo. Importante anche uno dei suoi bibliotecari, Giovanni Tarantini, illustre studioso e collaboratore del Mommsen. Il 20 ottobre 1999 la Biblioteca è stata riconosciuta dalla CEI, Ufficio Centrale per i BB.CC., quale istituzione culturale laico-ecclesiale tra le più antiche del Meridione e la più antica del Salento.

Nel 1798, con regio assenso, Annibale de Leo (1739-1814) fondò la prima biblioteca pubblica di Terra d’Otranto. Egli utilizzò beni propri per assicurarne un regolare funzionamento indicando inoltre, nel suo testamento, che fosse d’uso pubblico e sistemata laddove ancora oggi si trova. Importantissimi furono i bibliotecari scelti per dirigerla; tra tutti ricordiamo Giovanni Tarantini (1805-1889), presbitero e archeologo brindisino, fondatore del locale Museo civico in cui vennero raccolti i preziosi cimeli che il territorio cominciava a restituire in seguito al rinnovamento urbanistico della città e in occasione di scavi occasionali.

La Biblioteca ha mantenuto nel corso dei secoli la sua collocazione originaria, poiché ancora ospitata a piano terra del palazzo del Seminario Arcivescovile di Brindisi. La raccolta aveva in origine la tipica fisionomia dell’erudizione settecentesca con forte interesse, di chi la costuì, per la storia locale e regionale. La struttura, inoltre, ospita 400 pergamene e oltre 10.000 documenti risalenti all’XI secolo. Annessa alla biblioteca è una fototeca, avviata nel 1969 per volere del colonnello Federico Briamo col dono di circa 4.000 foto relative al territorio brindisino; oggi tale materiale risulta essere l’unica testimonianza di beni e/o realtà architettoniche non più esistenti.

COSA SCOPRIRETE DURANTE LE GIORNATE FAI?
Durante le Giornate FAI i visitatori conosceranno il prezioso tesoro della Biblioteca attraverso la descrizione particolareggiata dei manoscritti in essa conservati: oltre ad autori della classicità del calibro di Cicerone, sarà possibile osservare da vicino il codice pergamenaceo del XIII-XIV secolo contenente il Decretum Gratiani, una raccolta di leggi ecclesiastiche da considerarsi fulcro originario del codice di diritto canonico; o, ancora, il De vitae patrum, codice pergamenaceo della seconda metà del XIV secolo contenente le vite dei santi monaci ed eremiti risalenti al III – IV secolo e le vite di alcune donne sante e martiri.

VISITE A CURA DI
Visite a cura di: Liceo “Marzolla Leo Simone Durano” di Brindisi

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