May 12, 2021

Brundisium.net
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Nelle passeggiate brevi e fugaci verso il mare da novembre inoltrato in poi (nei nostri luoghi è consuetudine frequentare i lidi oltre l’estate, costume e bagno compresi, quando altrove già i camini accesi indicano l’arrivo della stagione fredda ), l’obiettivo è non solo colmare il cuore con i ricordi della stagione trascorsa, ma riprendere la certezza che lui c’è e che conserva la bellezza ed il mistero di sempre.

Il contatto è privo di quella sinestesia che lo accompagna d’estate, quando tutti sensi , in un mix piacevole, ci fanno cogliere la sua presenza: odore, calore , la sabbia che massaggia i piedi, le sue acque sempre più fresche rispetto alla gradazione a lui esterna, sapore salmastro sulle labbra e la pelle.

D’inverno il contatto riempie i vuoti della sua assenza , come per un bimbo che ha lasciato il grembo materno e lo ritrova ad occhi chiusi, annaspando fra sensazioni indelebili , che le distanze ed il tempo non potranno mai cancellare.
Mi piace veder riaffiorare i ricordi, anche quando la tramontana d’inverno spazza via gli odori di memorie estive vicine o lontane nel tempo ( dai falò dei migliori anni ai castelli di sabbia di manine creative, spettacoli di bellezza per amore materno, a quant’altro appartiene a scrigni segreti…)

 

Per noi marinai di terra, l’assenza del mare per lontananza fisica e geografica determina non solo nostalgia, ma sgomento e bisogno del ritorno. Anche d’inverno, appunto, chi fa rientro se pur breve nella terra nostra ripercorre il sentiero che lo porta verso l’amato per coglierne l’essenza e portarla con sé dovunque vada.

 

Ha resistito, il mare nostrum, alle invasioni sanguinarie dei Saraceni, al senso del possesso degli Svevi Angioini, all’arroganza borbonica ed alle vicissitudini legate alla forza bellica mondiale.

 

Oggi resiste alla plastica, all’inquinamento industriale, al degrado ambientale delle sue coste, provocato un po’ per incuria un po’ per disamore da chi ha la forza del potere ma non delle azioni.
E noi aspettiamo, noi marinai di terra, sperando che non giunga un altro lockdown ad imprigionare le nostre anime in lontananze sofferte dal nostro amato mare.

 

 

Iacopina Maiolo

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