February 27, 2021

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I miei album: 33 x ‘20 + 2. Di Antonio Marra

 

Quella chiusa da poco è stata un’annata ricchissima di uscite e di contraddizioni: la reclusione forzata ha aumentato il fabbisogno di musica ed anche l’importanza della stessa nella vita di ciascuno di noi ma i musicisti hanno vissuto il periodo peggiore, a nostra memoria, per il perdurante blocco di quasi tutte le attività connesse alla musica. Per dovere di cronaca aggiungiamo pure che i negozi di dischi, a differenza delle librerie, non sono inspiegabilmente autorizzati alle aperture durante i periodi di serrata  e questo si traduce in un ulteriore danno per gli ormai pochissimi temerari negozianti discografici rimasti in giro a promuovere musica indipendente. Ma la musica è o non è cultura al pari della letteratura?

 

Vediamo allora di rappresentare in 33 titoli (i giri per minuto dei nostri amati LP) e 2 ristampe l’orribile anno appena conclusosi nella speranza che la nostra amata musica possa tornare libera per le piazze ed i teatri. Cominciamo dalla nostra amata penisola e dalla scena indipendente italiana ormai in stato comatoso dopo i fasti di inizio millennio, tanto che persino il termine ‘indie’ è ormai utilizzato per indicare tutt’altro. La Trap faccio sempre fatica a capirla e digerirla ed allora mi rifugio su alcuni nomi classici del nostro nuovo cantautorato: Paolo Benvegnù (“Dell’Odio dell’innocenza”), Moltheni (“Senza Eredità”), Cristiano Godano (“Mi ero perso il cuore”), Perturbazione (“Dis-amore”), Francesco Bianconi (“Forever”), Giorgio Canali (“20”).

 

La mia preferenza però va su un giovane talento toscano, Lucio Corsi, che avevo già notato 3 anni fa di spalla al tour di Baustelle a promuovere il suo secondo album “Bestiario Musicale” che nel 2017 finì nella playlist di Radiazioni Cult. Il suo terzo disco “Cosa faremo da grandi”, prodotto ed arrangiato proprio da Francesco Bianconi dei Baustelle, è stato il disco che ho ascoltato di più in questo 2020 e dal primo passaggio ho capito che sarebbe stato il mio disco dell’anno. Lucio Corsi inventa storie con dei personaggi surreali con i quali porta la fantasia al potere, come un Italo Calvino della canzone d’autore. Non è un caso che le edizioni in vinile dei suoi dischi siano ormai esaurite e quotino anche parecchio tra i collezionisti.

 

Torniamo al nostro 2020. Un altro anno nel quale è stata la scena jazz (anzi ‘Nu-Jazz’ – come viene definita dalla critica) ad offrire gli spunti innovativi più interessanti con i vari tentativi di mescolare generi diversi: jazz, elettronica, avanguardia, hip-hop, rock.  Chicago e Londra pullulano di artisti ed etichette che sfornano dischi di grande qualità, voglio ricordare assolutamente la label International Anthem di Chicago che sta assumendo un’importanza direi storica. Se siete interessati al nu-jazz allora vi consiglio i seguenti album Shabaka & the ancestors (“We are sent here by History”), Matthew Tavares & Leland Whitty dei Badbadnotgood (“Visions”), Nubya Garcia (“Source”), Rob Mazurek Exploding Star Orchestra (“Dimensional Stardust”). Ma la mia preferenza va al nuovo album di Jeff Parker, chitarrista eclettico da vari trascorsi (Chicago Underound duo, trio, quartet – Isotope 217, Tortoise etc.) dedicato alla madre: “Suite for Max Brown” nel quale potete trovare una rappresentazione della contaminazione alla quale accennavo prima.

 

Volendo restare su territori ibridi ai confini con il jazz ma anche con certa library music italiana voglio citare l’attesa seconda prova di un misterioso collettivo femminile di New York. Ghost Funk Orchestra (“An ode to escapism”) si conferma una band matura e capace come poche di scrivere qualcosa di nuovo nel moderno panorama musicale.

 

Torniamo ora al piacere della canzone, il cosiddetto pop, abbreviativo di ‘popular’ che potrebbe avere anche un’accezione negativa. Ma in realtà non è facile scrivere delle belle canzoni arricchendole con melodie e suoni raffinati rifacendosi a strutture classiche e prive sonorità alla moda. Voglio raccomandare due album splendidi e che corrispondono anche a due attesi ritorni. In primo luogo il lavoro di Stuart Moxham & Louis Philippe (“The devil laughs”) un duo che arriva dalla scena pop inglese degli anni ottanta; il primo leader dei seminali Young Marble Giants ed il secondo francese di origine ma trapiantato in Gran Bretagna come giornalista sportivo con vari album da solista per la indie label “El”.  Album davvero delizioso  dai toni rilassati e le atmosfere soffuse da comprare a scatola chiusa, così pure quello che segna il ritorno di Erin Moran, aka A Girl Called Eddy (“Been Around”), che ci ha fatto attendere 16 anni per ritornare a farci ascoltare delle canzoni perfette, senza tempo, con melodie memorabili ed arrangiamenti raffinati.

 

Sullo stesso filone segnalo con molta piacere il secondo lavoro dei Saxophones (“Eternity Bay”) duo artistico e sentimentale californiano nel quale si respira l’idillio che caratterizza la vita dei due artisti, canzoni sognanti e sospese che a tratti ricordano i Tindersticks più pop. Per coloro che invece sono nostalgici incurabili delle mielose melodie tra Beach Boys e Burt Bacharach consiglio di comprare a scatola chiusa Explorers Club: “The Explorers Club” che nel 2020 hanno pure pubblicato un delizioso album di cover.

 

Ora è il momento degli outsider, categoria di artisti che amiamo ricercare per il coraggio con il quale si approcciano alla musica pur rimanendone ai margini. Nei loro dischi vi si trova parte della loro anima e se ascoltati a notte fonda a luci soffuse, magari in cuffia, possono mettervi in armonia con l’universo, apprezzando anche la cura con cui ogni piccolo dettaglio, sussurro sono stati posti durante la registrazione. Citiamo in primo luogo Ben Seretan, già presente nelle nostre playlist degli anni passati. Nel 2020 è uscita la sua terza prova intitolata “Youth Pastoral” che segna il suo ritorno negli Stati Uniti dopo un lungo peregrinare  in giro anche in Italia con la sua chitarra. Un cantautore indie rock si potrebbe definire ma in questo album i toni si fanno più pacati e le canzoni quasi sussurrate, una forma di alternative country suonato da un punk-rocker.

 

La seconda segnalazione per la categoria ‘outsider’ è per Daniel Blumberg, anche lui già presente nella playlist 2018 con il suo esordio intitolato “Minus”; artista inglese molto sofferto e condizionato da problemi psichiatrici ma dotato di una sensibilità unica. “On&On&On” ha ricevuto meritatamente grandi attenzioni dalla critica di mezzo mondo e per fortuna questa non è affatto l’unica playlist nel quale viene celebrato. Disco intensissimo, volutamente dissonante a tratti,  con tanti piccoli disturbi sullo sfondo e dal quale affiorano melodie da lasciarti senza parole.

 

Difficile poi che possa passare un anno senza citare almeno un disco brasiliano. Sono sempre stato affascinato dai suoni che arrivano dal paese amazzonico, atmosfere uniche frutto probabilmente della contaminazione culturale e dall’approccio alla vita senza ansie che non ha eguali nel resto del mondo. Citiamo innanzitutto Ricardo Richaid da Rio de Janeiro con “Travesseiro Feliz” esordio con il botto nel quale trovare tutte le principali influenze della musica brasiliana degli ultimi 50 anni senza cadere mai nello scontato. Stesso discorso anche per la seconda citazione “Magia Magia” il secondo lavoro di Gus Levy, anche lui da Rio ed anche lui arrivato a noi grazie ad una distribuzione degna di questo nome. Secondo disco anche per un sestetto di Belo Horizonte; si chiamano Moons e “Thinking Out Loud”, a differenza dell’esordio,  beneficia di una distribuzione internazionale che li ha portati sul nostro giradischi. Toni pacati, ritmi dilatati melodie splendide: consigliatissimo

 

Ci sono giorni in cui abbiamo bisogno di qualche scarica di adrenalina, alzare il volume e lasciarci trascinare da chitarre e grandi sezioni ritmiche, insomma la mente richiede un po’ di sano indie-rock. La prescrizione prevede in questo caso dosi di Fontaines DC (“A Hero’s Death”) secondo splendido lavoro per la band di Dublino sbrigativamente etichettata come capo fila del revival post punk di questi anni ma nella pratica un album che ha messo d’accordo tutti. Seconda dose a base di Coriky (“Coriky”) la nuova creatura di Ian MacKaye degli indimenticabili Fugazi con il loro suono scarno, le chitarre distorte ed i ritmi spezzati. Infine terza dose per un altro grande veterano della scena alternativa ovvero Bob Mould, leader (con il compianto Grant Hart) dei grandissimi Husker Du negli anni ottanta. “Blue Hearts” ce lo ripresenta in forma smagliante, un set di brani che non lasciano un attimo di respiro conditi da testi di denuncia dei mali della società contemporanea.

 

Per quando invece l’incertezza di questi giorni accresce  la necessità di suoni più rassicuranti, il 2020 ci ha regalato 3 album di nomi storici ai quali fare ricorso. Innanzitutto il buon Bob Dylan che dopo aver messo a dura prova la pazienza dei suoi fans con vari album di cover improbabili e scelte manageriali discutibili ci ha regalato “Rough and Rowdy days” , inaspettatamente uno degli album migliori della carriera del grandissimo songwriter-poeta americano.

 

Per rimanere negli Stati Uniti, forse per effetto di una specie di reazione alla barbarie trumpista, un altro grande nome storico ha trovato nuova vitalità: Bruce Springsteen e “Letter to to you”ci restituiscono quel sano rock della periferia che animava il boss ai tempi gloriosi con la E-street band.

 

Infine il buon Elvis Costello, in pista dopo la lotta contro un tumore, si ripresenta con un album (“Hey Clockface”) ispirato ed allo stesso tempo coraggioso nel quale il grande songwriter inglese, ora trapiantato in Canada con la sua compagna Diana Krall, affianca a ballate memorabili  altri brani nei quali gioca con suoni moderni e poco convenzionali.

 

Voglio dedicare due righe alla library italiana ovvero quella musica concepita come sottofondo sonoro alle immagini: film, un documentari, etc..  Ancor più del progressive è questo il filone musicale italiano più apprezzato all’estero grazie a maestri quali Piero Piccioni, Piero Umiliani, Sandro Brugnolini, Stelvio Cipriani, Franco Micalizzi, Bruno Nicolai, Armando Trtovajoli e tanti tanti altri oltre al compianto ineguagliabile Ennio Morricone. Esistono etichette specializzate in questo settore che ricercano e rimasterizzano opere introvabili dei nostri più grandi maestri, edizioni limitate in vinile che vanno letteralmente a ruba in tutto il mondo. Tra le tante ristampe di quest’anno voglio consigliarne due Alessandro Alessandroni (“Alessandro Alessandroni” – 1972) e Piero Piccioni (“Il dio sotto la pelle” – 1974). Ascoltarli è regalarsi benessere psico-fisico, terapia naturale che arriva nostalgicamente da un periodo nel quale anche nel nostro paese si poteva guardare al futuro con ottimismo.

 

Ora chiudo questa carrellata come si fa nelle playlist serie con le citazioni ‘in breve’. ‘In breve’ perché non sono riuscito a contenere la prolissità di uno scritto che pensavo di fare  più succinto, in breve anche perché il tempo è sempre tiranno e non se ne ha mai abbastanza e la stanchezza affiora;  mi va comunque di omaggiare anche altri artisti tra i tanti ascoltati nel difficile 2020 e che hanno contribuito a tenermi in vita nonostante tutto. Bill Fay:”Countless Branches” (continua la seconda giovinezza di uno dei grandi nomi del cantautorato anni sessanta); Stephen Malkmus: “Traditional Techniques” (disco inaspettatamente pacato per l’ex leader dei Pavement); Thurston Moore: “By The fire” (il disco più sonico dallo scioglimento dei Sonic Youth); Devonns: “The Devonns” (il nuovo soul di Chicago per una label milanese Record Kicks); Leah Senior: “The passing scene” (la folk singer australiana della scuderia dei King Gizzard & Lizard Wizard).

 

Ed ora una guida all’ascolto…..

 

Playlist

1. Lucio Corsi “Cosa Faremo da Grandi” da “Cosa Faremo da grandi”
https://www.youtube.com/watch?v=Ympb4Q-HhcM

2. Ghost Funk Orchestra: “Overture-Little bird” – da “An ode to escapism”
https://ghostfunkorchestra.bandcamp.com/track/little-bird-2

3. Ben Seretan: “Holding up the sun” – da “Youth Pastoral”
https://www.youtube.com/watch?v=NbDE2kXzHG474

4. A Girl Called Eddy: “Been Around” da “Been Around”
https://www.youtube.com/watch?v=fMpmVk06aVo

5. Stuart Moxham & Louis Philippe: “Day Must Come” – da “The devil laughs”
https://www.youtube.com/watch?v=FQF0iNcHI1Y

6. Daniel Blumberg: “Bound” da “On&On&On&On&On&On”
https://www.youtube.com/watch?v=5eCDiBWydds

7. Fontaines DC: “You Said” – da “A Hero’s Death”
https://www.youtube.com/watch?v=Kfd59WAcsaE

8. Francesco Bianconi: “L’abisso” da “Forever”
https://www.youtube.com/watch?v=uNs1rEvDX-A

9. Jeff Parker: “Del Rio” – da “Suite for Max Brown
https://intlanthem.bandcamp.com/track/del-rio

10. Ricardo Richaid: “O Velho Cai” – da Travesseiro Feliz”
https://www.youtube.com/watch?v=QqYHSNx2BDw

11. Saxophones: “Lamplighter” – da “Eternity Bay”
https://www.youtube.com/watch?v=qsl7c4fAolU

12. Coriky: “Clean Kill – da “Coriky”
https://www.youtube.com/watch?v=rSQ3b6QnHlk

13. Elvis Costello: “Thery’re not laughing at me now” – da “Hey Clockface”
https://www.youtube.com/watch?v=vtBd5f6MZII

14. Matthew Tavares & Leland Whitty: “Through the looking glass” – da “Visions”
https://www.youtube.com/watch?v=1HXhG7YOK_s

15. Moons: “Vik’s dream” da “Thinking Out Loud”
https://www.youtube.com/watch?v=iqb9RYuAPng

16. Bob Mould: “Next Generation” da “Blue Hearts”
https://www.youtube.com/watch?v=G75JEUymDqo

17. Paolo Benvegnu’: “Non torniamo più” – da “Dell’odio dell’innocenza”
https://www.youtube.com/watch?v=6WUeI6CRqdM

18. Gus Levy: “No Vento Que For” – da “Magìa Magìa”
https://www.youtube.com/watch?v=UjkyHnTg2x4

19. Rob Mazurek and the exploding star orchestra: “The careening prism within” – da “Dimensional stardust”
https://www.youtube.com/watch?v=HpLronhlaRI

20. Nubya Garcia: “The message continues” – da “Source”
https://www.youtube.com/watch?v=S6IB_nGpKBY

21. Bob Dylan: “I’ve made up my mind to give myself to you” da “Rough and Rowdy Days”
https://www.youtube.com/watch?v=xqJNgO5Caf4

22. Cristiano Godano: “Figlio e Padre” – da “Mi ero perso il cuore”
https://www.youtube.com/watch?v=XJbkwP_mEeA4

23. Shabaka and the Ancestors: “Go my heart, go to heaven” – da “We are sent here by history”
https://www.youtube.com/watch?v=eg-0rBD38Lc

24. Bruce Springsteen: “If I was the priest” – da “Letter to you”
https://www.youtube.com/watch?v=Ctd360iF8js

25. Bill Fay: “Tiny” – da “Countless Branches”
https://www.youtube.com/watch?v=PdMUmxo0PnA

26. Explorers Club : “One drop of rain “ – da “The explorers club”
https://www.youtube.com/watch?v=o8V0t5PRv6g

27. Stephen Malkmus: “ACC Kirtan” – da “Traditional Techniques”
https://www.youtube.com/watch?v=LelvMZjFjR4

28. Thurston Moore : “Hashish” – da ”By The Fire ”
https://www.youtube.com/watch?v=Au_9H9wW1n0

29. Devonns:”Think I’m falling in love” – da “The Devonns”
https://www.youtube.com/watch?v=t_VKv_78qmo

30. Giorgio Canali e Rossofuoco: “Morire Perché” – da “Venti”
https://www.youtube.com/watch?v=qLOAHqMgcdo

31. Leah Senior: “Graves” – da “The Passing Scene”
https://www.youtube.com/watch?v=-R30wogqnhU

32. Perturbazione: “Le spalle nell’abbraccio” – da “(Dis)Amore
https://www.youtube.com/watch?v=2DBI27JVvrY

33. Moltheni: “Se puoi, ardi per me” – da “Senza Eredità”
https://www.youtube.com/watch?v=bNiKnGTpkgs

34. Alessandro Alessandroni: “Giovane Flirt” da – “Alessandro Alessandroni”
https://www.youtube.com/watch?v=bJTpwX2fm0Y

35. Piero Piccioni: “A starless night” – da “Il dio sotto la pelle”
https://www.youtube.com/watch?v=wwraUQXQEM4

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