December 8, 2022

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Di seguito riportiamo integralmente un intervento di Luana Amati (PD)

Ufficio del Giudice di Pace di Fasano: a che punto siamo?

Assordante è il silenzio su quelle che sono le determinazioni dell’Amministrazione Comunale circa il mantenimento dell’Ufficio del Giudice di Pace di Fasano pur mancando ormai solo qualche giorno alla scadenza perentoria stabilita dal Governo per la comunicazione delle determinazioni prese in merito alla permanenza di questo servizio giudiziario in loco.

Scade, infatti, il 28 giugno 2014, il termine entro il quale dovranno essere comunicati al Ministero da parte dei Comuni di Fasano e Cisternino i nominativi del personale da assegnare all’Ufficio del Giudice di Pace di Fasano, l’esatta ubicazione della sede ed il nominativo del referente al quale l’Amministrazione della Giustizia possa rivolgersi per le opportune interlocuzioni.

Appare il caso di ricordare all’Amministrazione ed alla città intera che – mediante apposite delibere di giunta – il Comune di Fasano ed il Comune di Cisternino hanno manifestato la volontà di mantenere l’Ufficio del G. di P.in città con accollamento delle relative spese, compresa quella del personale amministrativo, inoltrando la prescritta istanza al Ministero della Giustizia nei tempi dallo stesso stabiliti.

Ad oggi nulla è dato di sapere circa lo stato dell’arte della questione nonostante la scadenza imminente non consenta più differimenti né tanto meno cincischiamenti!

Pertanto, chiediamo pubblicamente di convocare ad horas  una conferenza stampa, allargata ai soggetti interessati, per informare la città sullo stato dell’iter amministrativo e su quali siano le iniziative concrete  adottate circa la permanenza dell’Ufficio del Giudice di Pace locale.

Non si può mancare di ricordare, infatti, che quello dell’Amministrazione della Giustizia è un ambito già fortemente penalizzato con la soppressione delle sedi distaccate dei Tribunali e che è precipuo compito di chi attualmente governa, avendone l’opportunità,  di non pregiudicare irrimediabilmente le sorti di una città che si vedrebbe definitivamente privata di un servizio attraverso il quale i cittadini possano accedere ad una giustizia denominata “di prossimità” in quanto vicina alla comunità locale.

Gravi, difatti, sarebbero i danni derivanti dalla chiusura anche dell’ufficio del Giudice di Pace a carico della collettività che si vedrebbe costretta ad ulteriori oneri e ad una spesa talvolta superiore al valore della causa con il grave disagio di doversi recare a Brindisi per avere accesso al livello minimo di giustizia.

Per non parlare, poi, della beffa che si aggiungerebbe per essere stati – in questi ultimi due anni – solo presi in giro dalle rassicurazioni di chi attualmente governa questa città circa la positiva risoluzione di un  problema di così grande importanza .

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