May 19, 2024

Brundisium.net

La recente nota del segretario generale della CGIL (che condividiamo) Antonio Macchia, sulle reti di trasporto transeuropee aggiunge un ulteriore, e non meno importante, motivo su quella che possiamo definire “QUESTIONE BRINDISI”. La denuncia della CGIL pone in evidenza come una scelta calata dall’alto, escluda Brindisi non solo da rotte commerciali molto importanti, per questa parte del Mediterraneo, ma anche e soprattutto dallo sviluppo di infrastrutture determinanti per lo sviluppo di Brindisi e dell’intero Salento. Brindisi pur essendo stata “scippata” dalla definizione di “Porto-Core” avendone tutte le prerogative, ha ancora oggi tutte le potenzialità, impegnandosi adeguatamente, per ricoprire tale ruolo e riacquistare l’autonomia gestionale amministrativa.
Ha quindi tutti i titoli per appartenere all’elenco dei cosiddetti “ Porti-Core” perchè ha ciò che per definizione li contraddistingue : un importante nodo interzonale vale a dire un porto, un aeroporto, dei terminali. Addossare oggi, così come fa un autorevole rappresentante parlamentare, le colpe a governi precedenti e minimizzare le responsabilità del nostro attuale ministro degli esteri, già commissario europeo, vuol dire ancora una volta non sapersi assumere responsabilità che un ruolo così autorevole comporta e soprattutto non avere idea su come agire per il bene di Brindisi.
A questo grave problema, si aggiungono altre questioni che trascinano la nostra città sempre più in basso, mortificando le speranze di una popolazione che vive sempre nell’attesa di un futuro migliore, dopo che decenni ha subito danni irreparabili al territorio per i cosiddetti interessi nazionali.
Recentemente un ulteriore pezzo importante della nostra realtà industriale, la Basel, ha chiuso i battenti e in cambio la comunità europea li gratifica con un contributo di ben 40 milioni di euro da spendere in Romagna, per un progetto che avrebbero potuto sviluppare anche a Brindisi.
A gettare sale sulle ferite, ci sta pensando in questi giorni la nostra compagnia di bandiera che taglierà dalla prossima primavera altre tratte da e per Milano, con il beneplacito del nostro governatore che strizza l’occhio all’aeroporto di Grottaglie in vista di prossime tornate elettorali, destinando a questo 10 milioni di euro per ammodernamento della stazione aeroportuale.
Potremmo continuare con la recente vicenda del rigassificatore Edison o con i pesanti contributi del passato per cui Brindisi ha già pagato tanto in termini ambientali e di salute. Ora non è il momento di piangersi addosso o di puntare l’indice su una classe politica assente a tutti i livelli, questo è il momento di chiamare tutti a raccolta indipendentemente dalle bandiere, non possiamo permettere ulteriori mortificazioni. C’è bisogno di un patto per Brindisi che veda coinvolti cittadini, partiti, e classe imprenditoriale, perchè sono in gioco gli interessi di un intero territorio, non a caso il primo a reclamare assieme alla CGIL di Brindisi è stata la Camera di Commercio di Lecce. Noi vigileremo e sproneremo costantemente tutti gli attori in campo affinché si inverta tale criminosa tendenza.

 

Movimento 5Stelle Brindisi

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