April 18, 2024

Brundisium.net

“Il disegno di legge approvato ieri sull’autonomia differenziata rischia di frantumare il Paese con conseguenze devastanti sul futuro di milioni di cittadini. Il testo di Calderoli accentua le differenze tra le regioni del Nord e quelle del Sud e amplia le diseguaglianze tra territori. Non possiamo permettere che l’Italia venga divisa in due e chi vive al Sud venga privato in un colpo solo di fondamentali diritti in settori sensibili come salute, scuola, ambiente, energia”. Lo dichiarano i consiglieri del M5S Marco Galante, Cristian Casili, Grazia Di Bari e l’assessora al Welfare Rosa Barone.

 

“In merito all’autonomia differenziata – continuano i pentastellati – la posizione del MoVimento 5 Stelle è chiara: nessuna nuova funzione può essere delegata alle Regioni se prima non vengono definiti, con le adeguate coperture economiche, i Livelli Essenziali delle Prestazioni, ovvero quei servizi che lo Stato deve garantire in maniera uniforme per tutte le Regioni, in modo da garantire tutti i principi sanciti dalla Costituzione Italiana in tema di autonomie regionali. Nel disegno di legge di Calderoli, invece, a definire i LEP sarebbe una cabina di regia, istituita sotto il controllo del Governo e del ministro per gli Affari Regionali, che scavalcherebbe addirittura la commissione tecnica per i fabbisogni standard. Non è previsto neanche un euro per finanziare il minimo sindacale dei diritti sociali e non vengono indicate le modalità con cui una regione può chiedere autonomia. C’è poi una preoccupante vaghezza sul finanziamento dei LEP. Non possiamo permettere che per mere logiche elettorali vengano approvate riforme che fanno solo l’interesse di alcuni esponenti del centrodestra e non del Paese. Serve fare fronte comune tra tutte le Regioni del Sud contro questo scempio. Come M5S coinvolgeremo i nostri parlamentari e consiglieri delle altre regioni per dare vita a iniziative congiunte e sensibilizzare i cittadini. Siamo disponibili a lavorare insieme a tutti coloro che vogliono opporsi a questa scellerata riforma”.

 

C.S.

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