March 4, 2026

Sono davvero piaciuti quegli “Artisti in cerca di libertà”, che hanno richiamato visitatori da ogni dove a Mesagne (Brindisi), raggruppati con grande competenza nella Grande Mostra “Negli anni dell’Impressionismo, da Monet a Boldini”, evento che ha portato nel castello normanno-svevo di Mesagne oltre 20mila presenze ed ha avuto unanimi consensi anche dalla critica e dal mondo dei media.
Organizzata da Micexperience Rete di Imprese, assieme a Regione Puglia e Comune di Mesagne e, in ottemperanza al protocollo d’Intesa “Puglia Walking Art”, prodotta da Reinassance srl la mostra è stata curata dalla prof. Isabella Valente, docente nell’Università di Napoli Federico II e dal 27 giugno al 26 novembre 2025 ha proposto nelle sale nobili del Castello di Mesagne 153 capolavori originali, scelti uno ad uno perché – come ebbe a spiegare la curatrice – l’evento era stato “costruito capolavoro dopo capolavoro per il Castello di Mesagne” per rendere immediatamente percepibile l’unicità dell’ultimo quarto di secolo XIX per la storia della cultura europea, alla quale gli italiani hanno offerto il loro contributo personalissimo. “Ecco perché a Mesagne accanto ai francesi e al grande Monet – ebbe modo di fare osservare la curatrice – abbiamo voluto proporre le esperienze maturate al nord Europa e quelle altrettanto interessanti registrate alle diverse latitudini italiane da Nord a Sud” e di questo notevole sforzo è rimasta prova visibile nel catalogo.
“Ben 94 giorni di mostra aggiunti al calendario sono la prova più evidente dell’apprezzamento che essa ha riscosso nell’intero Sud d’Italia, perché è vero ciò che ha detto la prof. Valente al vernissage: quella di Mesagne resta la mostra più importante allestita nella seconda metà del 2025 a sud della Capitale – ha ricordato l’ideatore di Puglia Walking Art e presidente di Micexperience, Pierangelo Argentieri -. Anche quando a fine novembre alcune delle opere hanno preso l’itinerario di altre mostre in Italia e all’Estero nulla è stato tolto al pregio della mostra mesagnese che ha continuato a stupire per la completezza dello svolgersi dei temi proposti e per la competenza con la quale è stata allestita”. “Il nostro De Nittis ha continuato ad attirare l’attenzione assieme alle Ninfee di Monet che sono rimaste uno dei pezzi iconici della mostra – ha proseguito -: e mentre iniziamo a disallestire le sale nobili, sento di dire che Mesagne resta uno dei poli di attrazione artistica della Regione. Stiamo lavorando ad un nuovo progetto su Mesagne – ha concluso Argentieri –: sarà un progetto immersivo, un’occasione di riorganizzazione urbana degli spazi, che ci vede ancora una volta impegnati nella valorizzazione culturale del territorio che trova innanzi tutto l’apprezzamento dei pugliesi. Al momento aggiungo soltanto che, aspettando che il castello torni in auge, proporremo un percorso d’arte che esce fuori da questo monumento”.
Giova ricordare che mobility partner della mostra è stata la Ferrotranviaria spa; sponsor sono stati: D’Agostino Costruzioni generali Spa; Groupama Assicurazioni, che ha curato la copertura assicurativa dei visitatori e ha bandito un concorso a premi fra gli stessi; Omega Centro diagnostico di Mesagne; HDL Srl società leader nella logistica; Green Thesis Group; Fer.Metal Sud. Sponsor tecnici sono stati: ETRA, Habitat Azzarito e Spreach Outdoor Concept. La Grande Mostra “Negli anni dell’Impressionismo, da Monet a Boldini. Artisti in cerca di libertà” è stata supportata da due società leader nel rispettivo settore: Vivaticket per le attività di biglietteria e Ears Srl per le audioguide.

Mesagne, 4 marzo 2026.

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