February 2, 2023

Brundisium.net
Print Friendly, PDF & Email

Mia ha 11 anni, età di cambiamenti, di paure, fughe in avanti, rifugi in cui cercare riparo e sicurezza. Mia è inquieta, anzi non sa stare ad aspettare, sente che deve muoversi. Mia deve cercare luoghi e dare nomi alla realtà che sta intorno, avanti, dietro, sopra, sotto; realtà che gli entra dentro.

E tutto ciò accade, le accade e lo fa accadere, dove deve trascorrere l’estate, e compiere gli anni, con la madre, coscienziosa pediatra. Lunghi giorni di distacco dalla routine consueta in città e ore, ore e giorni a disposizione totale in questo paese di Dolina (nel nome già il destino) che solo ad arrivarci è meglio arrivarci con lo scuro così da non vederlo trascinandosi le valigie in giù e poi risalire per attraversare il fosso, la gravina, ma che dico la voragine grande più di una piazza che non si sapeva neanche quanto andava giù, e giù dove finiva e scompariva tutta l’acqua quando il buon dio la menava ma anche tutto quanto cadeva, rotolava, spariva per sempre come era successo a suo padre finito giù con la corriera; ne era rimasto solo un copertone della corriera finita giù, e quello era diventato l’altalena, e il modo di ricordarlo, anzi di non scordarlo.

Mia, a Dolina era la “figlia della dottoressa” Distante (altro nomen omen) non altro: nessuno sapeva il suo nome, quali fossero i suoi desideri. In casa dormiva sul divano, usato di giorno dai numerosi pazienti, compresi i festivi.

Mia sta molte ore fuori di casa, cercando. Cercando cosa? Costantemente curiosa, si stupisce di ciò che vede, osserva, tocca, “entra dentro”. Parla una lingua che costruisce mentre scopre e conosce: i bambini-bestie, Tonia Pungente, che si trascina una cosa fatta di immondizie legate al corpo come fosse sirena; di notte Mia si gira e rigira nel letto e sente l’acqua della voragine ribollire, risucchiare, fiumi sotterranei, pensieri lumache. Parla una lingua tutta sua per dare forma e senso alla realtà.

E allora Mia di quale realtà ci dice? Osserva il fare e ascolta il dire degli adulti. In primis della madre che s’esprime sempre con il corretto linguaggio da pediatra che dovrebbe dare i giusti consigli, le “dritte” per crescere bene; crescere come? Per arrivare, quantomeno per andare dove? Per andare via da casa?
La madre, stimata e ossequiata in paese, le insegna che anche il silenzio parla. Mia pensa che forse preferirebbe qualche parola in più per aiutarsi a capire.

Per tutto ciò, comprende Mia, c’è solo da fare da sé, non angosciarsi: andare a vedere il mondo; scoprire fantasticando, disvelare è conoscere. Mia, come Alice nel paese delle meraviglie di Carroll: anche Alice sottoterra, anni 7.

Crescere, conoscere è …cadere? Come, dove, perché? Ma vuole cadere? Cade, scivola, vuole andarci dentro quella voragine. Mia è anche la gamba da tirarsi appresso: zavorra, ancoraggio o catena?
Prendersi cura di un piccolo pipistrello con cui scende giù, accudito e messo in fasce per scaldarlo, poi attraversa fiume … sul petto, lo protegge, ali bagnate, occhi chiusi, quasi inferno dantesco?
Ma c’è una legge del bios da rispettare: c’è bisogno del buio per far germogliare i semi. Eccolo il viaggio nell’ignoto un poco a tentoni per modellare il sé, darsi identità.

Perché appassiona anche i grandi questo libro? Anche da adulti si compiono gli anni, si cresce ancora; sempre reimparare, cercando gli attrezzi idonei, per sentire il fuori ed il dentro, trasformandosi. MIA in quell’estate è diventata un’altra, è traslocata in altro corpo, in altra mente. Siamo esseri in movimento, ci ricorda Rita Levi Montalcini.

Diana Ligorio dà a Mia una voce come un tempo musicale circolare, con un tono che cresce, nonostante le incertezze del flusso di pensieri ed emozioni.

E’ MIA in quell’estate è diventata un’altra – è traslocata in altro corpo, in altra mente come portarsi appresso coppie semantiche indissolubili, da vivere: testa/cuore – ragione/sentimento – scoprire/capire – incanto/disincanto.

Siamo comunque fatti della stessa sostanza dei sogni? Che bisogna fare per crescere e cosa non bisogna fare?
Mia è la voragine?

 

Emanuele Amoruso
26 dicembre 2022

No Comments

WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com