April 15, 2021

Brundisium.net
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Il prossimo 30 aprile scadrà il contratto di collaborazione per 2700 lavoratori, di cui ben 248 operativi nella regione Puglia, 21 nella provincia di Brindisi, assunti a seguito di selezione pubblica a partire dal 30.07.2019 da Anpal Servizi S.p.a.

Come NIdiL CGIL Brindisi riteniamo fondamentale, per la professionalità di questi Lavoratori, diffondere un differente punto di vista rispetto alla narrazione che si sta facendo a media unificati, a maggior ragione quando si tratta di “persone che lavorano per le persone” in ogni ambito del difficile panorama attuale, nel caso specifico l’elevare lo status di persone espulse o mai entrate nel mondo del lavoro è un impegno che queste figure professionali hanno preso anche oltre il loro mandato.

Si tratta di figure tecniche all’interno dei servizi per l’impiego che potrebbero avere un ruolo chiave nell’alveo delle politiche attive del lavoro e che invece, sin dalla loro assunzione, si sono trovati e si trovano costantemente a doversi difendere da incessanti attacchi da parte dei mass media ed esponenti politici. Le statistiche illustrano che tali lavoratori, denominati “Navigator”, sono tutti laureati, per il 54% donne ed in larga maggioranza under 35.

Peraltro, proprio l’emergenza legata al Covid-19 ha reso difficile il loro lavoro che, sebbene le criticità riscontrate nel dover operare da remoto nella gestione dei beneficiari di Reddito di Cittadinanza, hanno continuato nell’attività di presa in carico degli stessi, seguendoli nel percorso di profilazione delle competenze e reinserimento lavorativo; si è di fatto ripreso un dialogo tra domanda ed offerta che in molte occasioni ha dato risultati anche al di fuori dei sistemi riducendo la platea dei percettori e riportando nel mondo del lavoro profili non sempre specializzati, che poi è una delle sfide principali sul nostro territorio.

Guardando i dati Anpal e del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, la provincia di Brindisi ha risultati superiori alla media regionale una delle più alte in Italia, la migliore fra le Regioni del Mezzogiorno, per il numero di beneficiari che sono riusciti a sottoscrivere almeno un contratto di lavoro, rapportato al numero totale dei beneficiari occupabili, numeri vicini al 40% rispetto a quasi 10.000 beneficiari. Si tratta di performance importanti, che dovrebbero spingere a strutturare la misura piuttosto che dileggiarla e che smentiscono la narrazione del reddito come strumento unicamente assistenziale.

Appare paradossale poi che la data di scadenza del contratto dei Navigator coincida con la fine del blocco dei licenziamenti previsto dal Governo, al termine del quale è verosimile ritenere che la platea di beneficiari di misure di sostegno al reddito si amplierà a dismisura, moltiplicando il carico di lavoro dei Centri per l’impiego e rendendo di fatto indispensabile la prosecuzione delle attività di questi lavoratori, nonché imprescindibile la loro figura.

 

La CGIL di Brindisi ha da poco analizzato i dati dello SVIMEZ 2020 facendo una fotografia dello spopolamento della nostra provincia con la situazione dei flussi migratori della nostra zona che si intersecano con il sempre minor numero dei nuovi nati, ecco unire la riflessione sullo spopolamento ad un progetto che vada oltre il compito dei “Navigator”, un nome che sin dall’inizio non ha reso giustizia alla professionalità di queste persone, utilizzando le competenze acquisite per un nuovo slancio nelle politiche del lavoro ed allargare gli orizzonti, è questo il tema.

La CGIL Brindisi ha inoltre messo in campo un ventaglio di proposte possibili, con la giusta transizione energetica come faro per un’industria finalmente sostenibile e l’idrogeno verde come auspicio per un futuro Green, lanciando l’idea di una piattaforma territoriale per intercettare i fondi europei come il Next Generation UE, i cui effetti avrebbero riflessi su tutti i comparti che generano economia e sviluppo.

In questo contesto si possono inserire le competenze di questi lavoratori, il Piano Nazionale Ripresa e Resilienza nato in Italia per intercettare i fondi Next Generation EU di tutto parla fuorché di nuove generazioni, la stessa definizione “Next Gen” non viene utilizzata molto volentieri e la politica preferisce indicare i 209 miliardi ad esso riferiti, ma se queste risorse non vanno incontro alla collocazione nel contesto lavorativo allargando i cittadini attivi in Europa non saremo incisivi
Le professionalità acquisite saranno fondamentali in un progetto di riforma del “Sistema Impiego” in Italia oggi frazionato tra regioni che non comunicano tra loro, non si può più aspettare, l’occasione di far ripartire l’economia passa anche da un sistema territoriale che guardi alla questione lavoro in un’ottica generale anche attraverso queste risorse formate per migliorare tutto il complesso anche oltre il reddito di cittadinanza.

 

È davvero imperdonabile l’assoluta mancanza di considerazione del futuro occupazionale di questi 2700 lavoratori da parte delle Istituzioni preposte, se si consentirà che vada sprecato un capitale umano già formato e che può annoverare al suo interno varie categorie di professionisti in opera già da 18 mesi, si produrrà nel mercato del lavoro una sconsiderata perdita di competenze che risulta deprecabile, specie nell’attuale situazione pandemica la quale ha soltanto aggravato una situazione occupazionale ed economica già critica in molte aree del Paese.

 

Luciano Quarta
Segretario Generale NIdiL CGIL Brindisi

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