March 2, 2024

Brundisium.net

Perché il male trionfi è sufficiente che i buoni rinuncino all’azione (Edmond Burke).

Mai aforisma fu più azzeccato per rappresentare l’esigenza di doversi ribellare alle prepotenze, ai soprusi, agli impieghi arbitrari di autorità costituite.
Le ripetute espressioni energiche e ferme di volere oppositivo promosse da una gran parte della cittadinanza brindisina, allorquando si è rimostrato contro la realizzazione a Costa Morena Est di un deposito di GNL da parte di Edison, sono stati gli esempi che maggiormente hanno accomunato l’aforisma sopra richiamato con gli accadimenti che stanno caratterizzando questo ultimo periodo di storia della nostra città.

Purtroppo, però, almeno nella fattispecie, tali rimostranze sono apparse inascoltate, atteso che finanche il governo centrale, appellandosi a normative all’apparenza (o verosimilmente?) studiate a tavolino, ha ritenuto il progetto legittimamente realizzabile anche se privo della “Valutazione di Impatto Ambientale”, stimando l’insediamento stesso “assolutamente strategico per gli interessi della nazione”.

Pertanto, così come preannunciato dalle tantissime sigle partitiche ed associative, oltre che da tantissimi singoli cittadini, tutti promotori delle passate azioni di protesta, saranno programmate ulteriori, legittime e sacrosante manifestazioni di lotta tese a difendere la nostra Brindisi, considerata da sempre, con decisioni adottate altrove, la sede ideale per l’insediamento di impianti ad alto rischio di incidente rilevante e, quindi, rifiutati da altri, ancorché a difendere la polifunzionalità del nostro porto indotto a subire una visione progettuale incompatibile con le sue reali vocazioni e potenzialità.

Il misero ricatto occupazionale che artatamente, come in tanti altri casi, si antepone al progetto Edison non può giustificare la presenza a poche centinaia di metri in linea d’aria dal centro cittadino di un deposito di gas naturale liquefatto che, pur con tutti i sistemi di sicurezza garantiti, rappresenta comunque un vero, enorme pericolo per l’intera comunità brindisina, ancorché una evidente iattura per la polifunzionalità del nostro porto ridotto, invece, ormai da tempo, quasi esclusivamente a scalo industriale.

E questa ultima, subdola strategia di porto quale “scalo industriale” viene confermata dal fatto che, così come riportato su un quotidiano locale di qualche settimana addietro, è stata annunciata dal Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, con enfasi degna delle più grandi conquiste, la sottoscrizione del contratto di appalto per il “completamento della infrastrutturazione portuale mediante banchinamento e realizzazione della restante colmata tra il pontile petrolchimico e costa morena est”, che va ad aggiungersi al già deliberato banchinamento della colmata a suo tempo realizzata per ospitare il famoso rigassificatore.

Detta “annunciazione” è stata impreziosita dal fatto che, a detta del rappresentante dell’Ente portuale, per la esecuzione dei lavori sarà impiegata “molta manodopera locale”, ma la cosa che a suo dire rende maggiormente appetibile l’opera consiste nel fatto che “non solo permetterà di dragare il porto, non solo darà casa alla Marina Militare ed alle tante imprese che oggi cercano spazi nel porto, ma offrirà a cittadini e turisti un parco su un magnifico fiordo in cui passeggiare, trascorrere qualche ora di relax, fare attività fisica, passare piacevolmente del tempo godendo dello spettacolo dell’insenatura e del porto intero e magari, se ci saranno dei privati che vorranno investire, sorseggiando un aperitivo al tramonto”.
Tali dichiarazioni non possono che ingenerare stupore, sconcerto e sbigottimento, poiché questa comunità, non certo una tribù con l’anello al naso, ha l’assoluta certezza che una spettacolare oasi così come capziosamente rappresentata non può mai insistere in una zona in cui, a distanza di non più di trecento metri in linea d’aria, si pensa di allocare un insediamento ad altissimo rischio di incidente rilevante come il deposito GNL, attorniato, peraltro, da tanti altri impianti notoriamente e palesemente pericolosi ed inquinanti.
Niente!
Brindisi continua ad essere caratterizzata dal solito “strabismo” politico/amministrativo/imprenditoriale, responsabile dei fallimenti di un sistema produttivo assolutamente poco lungimirante, in quanto determinato da una condotta che ha guardato solo agli immediati, rilevanti guadagni rivenienti da condizioni estremamente favorevoli al momento, ma assolutamente poco aperti ad una visione capace di garantire una crescita diffusa a lungo termine.
L’improvvisazione, l’incapacità di costruire una programmazione di lungo periodo, l’approccio ora terroristico, ora superficiale a tematiche riguardanti la tanto agognata crescita sociale ed economica, sono comportamenti palesemente nemici dei processi di sviluppo. Cultura, questa, che, così come riportato dall’ultimo report elaborato dal “Sole 24 Ore”, ha determinato il collocamento di Brindisi in una delle ultime posizioni in Italia nella graduatoria della qualità della vita, cristallizzando così la già risaputa continua ed inesorabile caduta della città nell’anonimato sociale, economico e culturale più assoluto.

Appare, pertanto, non più differibile ideare ed attuare una visione gestionale sistemica da trasformarla in azioni responsabili, in modo tale da restituire dignità ed autostima a tutte quelle voci che continuano ad appalesare il senso della paura, dei dubbi e delle incertezze, ingenerati da una assenza di chiare prospettive.

 

Francesco D’Aprile

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