Dallo scrutinio delle elezioni provinciali di Brindisi emerge un dato politico che merita attenzione: un divario significativo tra il risultato delle liste del centrodestra e quello ottenuto dal loro candidato presidente, Giuseppe Marchionna.
Le due liste della coalizione — Fratelli d’Italia – Giorgia Meloni e Alleanza Civica per Brindisi — totalizzano complessivamente 39.066 voti ponderati, mentre Marchionna si ferma a 32.680 voti ponderati, con una differenza negativa di 6.386 voti ponderati rispetto alle liste che lo sostenevano.
Il confronto per fasce demografiche conferma un andamento sostanzialmente uniforme dello scarto.
Nella fascia C, quella dei Comuni tra 5.000 e 10.000 abitanti con scheda grigia, le liste del centrodestra raccolgono 8.820 voti ponderati pari a 28 voti (24 per Fratelli d’Italia e 4 per la lista che riuniva gli altri partiti della coalizione), mentre Marchionna ottiene 6.300 voti ponderati, pari a 20 voti, con una differenza negativa di 2.520 voti ponderati.
Nella fascia D, quella dei Comuni tra 10.000 e 30.000 abitanti con scheda rossa, le liste totalizzano 16.962 voti ponderati corrispondenti a 66 voti (51 a Fratelli d’Italia e 15 agli altri partiti), mentre il candidato presidente del centrodestra si ferma a 14.392 voti ponderati, pari a 56 voti, con uno scarto di 2.570 voti ponderati.
Anche nella fascia E, quella dei Comuni tra 30.000 e 100.000 abitanti con scheda verde, il dato resta analogo: le liste del centrodestra raccolgono 13.284 voti ponderati, pari a 41 voti (11 a Fratelli d’Italia e 30 alla lista con gli altri partiti), mentre Marchionna ottiene 11.988 voti ponderati, cioè 37 voti, con una differenza di 1.296 voti ponderati.
Nel complesso, quindi, le liste del centrodestra sommano 135 voti per 39.066 voti ponderati, mentre il candidato presidente si ferma a 112 voti e 32.680 voti ponderati, uno scarto significativo che certifica come una parte degli amministratori che hanno scelto le liste della coalizione non abbia poi votato Marchionna, orientando il proprio voto sul candidato del centrosinistra.
A rendere ancora più interessante il quadro politico contribuisce anche l’esito della lista che riuniva tutti gli altri partiti della coalizione a sostegno di Marchionna escluso Fratelli d’Italia: nella lista “Alleanza per Brindisi”, infatti, risultano eletti in Consiglio provinciale Giovanni Spennati e Pasquale Luperti.
Spennati è politicamente inserito nell’area dell’ex sindaco di Ostuni Tanzarella, ed è esponente socialista già in maggioranza nell’amministrazione Pomes, prima che si rompesse l’asse Tanzarella/Pomes. Spennati, alle scorse regionali, aveva sostenuto apertamente Antonio Decaro, candidato del centrosinistra.
Luperti, invece, è stato candidato sindaco a Brindisi proprio contro Marchionna ed è rimasto per circa due anni politicamente vicino al centrosinistra prima di transitare in Forza Italia alla vigilia delle ultime elezioni regionali, dove è stato candidato senza essere eletto.
Il dato complessivo restituisce quindi l’immagine di un voto provinciale nel quale le dinamiche interne alla coalizione e le scelte individuali degli amministratori sono, probabilmente, destinate a lasciare strascichi e creare discussioni sul futuro del centrodestra brindisino.
