Il Nuovo Teatro Verdi di Brindisi vive una stagione che segna un punto di svolta. I numeri parlano chiaro: il dato degli spettatori ha superato quello del periodo pre-Covid e il teatro registra sold out con una regolarità ormai strutturale. Un risultato che va oltre la contingenza e restituisce al Verdi una rinnovata centralità nella vita culturale della città.
La conferma più evidente è arrivata ieri sera, con il tutto esaurito per “Il medico dei pazzi” di Eduardo Scarpetta, portato in scena da Gianfelice Imparato per la regia di Leo Muscato, produzione del Teatro di Napoli. Uno spettacolo accolto da applausi convinti, capace di intercettare un pubblico ampio e trasversale, che si è riconosciuto nella forza di un grande classico riletto con intelligenza e misura.
Scritta nel 1908, la commedia resta una macchina teatrale di straordinaria efficacia. Al centro c’è Don Felice Sciosciammocca, ingenuo proprietario terriero convinto di finanziare gli studi di medicina del nipote Ciccillo. La scoperta dell’inganno e la trovata della finta pensione trasformata in manicomio innescano una catena di equivoci che ancora oggi funziona con precisione chirurgica. La scelta di ambientare la vicenda nella Napoli degli anni Settanta, subito dopo la legge Basaglia, aggiunge profondità e nuovi livelli di lettura, in un’atmosfera che alterna comicità pura e una sottile malinconia.
Oltre alla risata, lo spettacolo propone una riflessione sull’identità, sull’autoinganno e sulla fragilità umana. Il finale agrodolce restituisce a Don Felice una dimensione tenera e spiazzante, rendendolo il personaggio più umano e disarmante dell’intera vicenda.
Il tutto esaurito di ieri sera, dunque, non rappresenta un episodio isolato ma va letto come parte di un percorso più ampio.
Il Nuovo Teatro Verdi intercetta un bisogno reale, costruito su qualità artistica, programmazione riconoscibile e rispetto per il pubblico.
Brindisi risponde quando l’offerta culturale è credibile. La domanda esiste ed è evidente: quando trova risposte all’altezza, diventa piena partecipazione. Ed è un segnale che merita attenzione, continuità e responsabilità.
