May 19, 2024

Brundisium.net

La proposta di candidare Brindisi a Capitale della Cultura 2027 rappresenta un momento cruciale per la nostra città.
Il Sindaco Marchionna, da personalità intelligente ed esperta di comunicazione, ha ben compreso di aver perso capacità propulsiva, in termini di consenso e di compattezza interna, e di aver bisogno come il pane di mettersi alla guida di processi in grado di sollecitare identità, comunanza di prospettive e senso di appartenenza.
E la proposta risponde a queste esigenze.

Tuttavia le implicazioni della candidatura vanno al di là del semplice tornaconto politico.

La sfida è cruciale perché un eventuale successo costituirebbe un volano pazzesco per la città e per la sua economia; un insuccesso (non improbabile visto il novero delle candidature, non ultime quelle pugliesi) rappresenterebbe, invece, l’ennesimo colpo all’orgoglio brindisino, già vilipeso 15 anni fa da una candidatura più di facciata che di sostanza che fece subire a Brindisi l’onta di finire a fare la valletta di Lecce.

Pertanto, accanto all’entusiasmo e alla promessa di supportare la mia Brindisi “senza se e senza ma”, mi sia concesso il beneficio del dubbio che una candidatura capace di suscitare immediata euforia, alla lunga, possa rivelarsi un boomerang per una città che è già in crisi nera in tanti ambiti.

Chiudo con due brevi considerazioni:

– La città ha tanti e tali problemi che sarebbe una iattura se il seguito mediatico legato alla candidatura costituisse il classico tappeto sotto cui nascondere le vere questioni da affrontare. Insomma, cittadinanza attiva, partiti di opposizione e stampa hanno si il dovere di sostenere il buon nome di Brindisi ma allo stesso tempo anche quello di evitare che la candidatura a capitale della cultura diventi la cortina fumogena che occulta i veri problemi irrisolti dell’amministrazione e della nostra città.

– Considerate le condizioni economiche in cui versano le casse comunali sarà interessante capire di quali risorse si avvarrà il progetto.
Anche qui è necessario parlare in modo diretto: se davvero, come auspico, verrà scelto un professionista qualificato come Chris Torch, vorrà dire che saremo davanti ad un investimento considerevole. Pertanto mi auguro che la sua attività e quella del team al suo supporto sia finanziata con sponsorizzazioni limpide e senza secondi fini.

 

Oreste Pinto

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