March 15, 2026

Ritorna ad Erchie l’annuale appuntamento con il falò e le Mattre di San Giuseppe, tipici eventi che l’Amministrazione comunale, guidata dal Sindaco Giuseppe Margheriti, supporta e cerca di valorizzare con l’obbiettivo dello sviluppo del territorio e della promozione del turismo eno-gastronomico che si associa al turismo religioso nei confronti di San Giuseppe.

 

Martedi 18 marzo è il giorno del FALO’ “organizzato dall’associazione gli “Amici del Falo’ di San Giuseppe”: alle h. 19.30 nella zona 167, dopo l’arrivo della statua del Santo portato in processione e la solenne benedizione, ci sarà il lancio dei palloni devozionali a seguire l’esibizione de I Cavalieri del fuoco con lo spettacolo “La magia del fuoco”, il clou dell’evento alle 20.30 con la grandiosa accensione pirotecnica del fanoj formato da fascine di fronde di ulivo , recuperati dalla potatura degli uliveti e che sapientemente e con dedizione i giovani dell’associazione “Gli Amici del falò di San Giuseppe”  hanno composto in una architettura piramidale alta 15 metri e con lato che
supera i 12 metri. Dalle 21, la scena passerà alla musica d’autore salentina.

Sul palco salirà Enzo Petrachi e la sua Folk Band, icona della musica leccese, per una serata all’insegna del ritmo e del coinvolgimento. Ad
arricchire la performance ci saranno due ospiti d’eccezione: Cesko (frontman degli Après la Classe) e Giampaolo Catalano (anima di The Lesionati)

MERCOLEDÌ 19 marzo è il giorno delle MATTRE, un’antica tradizione custodita e valorizzata dall’Unità Pastorale e dalla Pro Loco di Erchie, che avvicina il sacro e il profano e dove protagonista è il cibo. Per l’ora di pranzo, in tutto il centro del paese sono imbandite le MATTRE (tavole) di San Giuseppe per ricordare la povera dieta contadina composta da 13 piatti tipici.

Il piatto fondamentale è la TRIA (tagliatelle) condita con olio fritto e pane, la tria con le fave, la tria con il miele, la tria con i ceci, la tria con la cipolla fritta, lampasciuni (muscari) fritti, i cavolfiori fritti, il baccalà e pesce fritto vengono offerti all’intera popolazione e agli ospiti dei paesi limitrofi.

Sono momenti rappresentativi di questa tradizione: la celebrazione della Santa Messa con la partecipazione di S. E. Mons. il Vescovo Vincenzo Pisanello; la benedizione delle mattre durante la processione del Santo; la chiusura anticipata delle scuole.
Per il loro valore simbolico, anche perché rimandano al significato originario della festa, meritano un’attenzione particolare “gli uccelletti”: pezzi di pasta non lievitata, modellati a forma di uccelli, con due acini di pepe a mo’ di occhi e un corto filo di cotone rosso nel becco.
Ogni devoto avrà cura di custodirne uno in casa e sbriciolarlo in direzione dei quattro punti cardinali per tenere lontano “lu mali tiempu” e proteggere il raccolto.
A seguire After Mattra a cura delle associazioni Joga Bonito e Miyagi aps.

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