November 24, 2020

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Papa Giovanni Paolo II diceva che il lavoro deve essere “al servizio dell’uomo” e non viceversa. La vicenda dei cinque lavoratori della cooperativa «Il Cammino», che svolgono lavori di manutenzione per il Comune di San Donaci, deve far pensare a quanto sia fondamentale la dignità del lavoro come sacra forma di rispetto per le persone e anche per garantirne la dovuta efficienza produttiva. Il taglio delle ore da 150 a 110 mensili contenuto nell’ultimo affidamento, a fronte di un carico di lavoro insostenibile, produce inevitabilmente un duplice effetto: anzitutto addossare difficoltà insormontabili ai cinque lavoratori e alle rispettive famiglie, aggravate dai disagi legati al periodo che stiamo vivendo, in secondo luogo rendersi responsabili del perdurare di una situazione di degrado e disfunzione dei servizi, dal momento che è impensabile che cinque persone possano sobbarcarsi a una mole di lavoro improponibile e ingestibile.

Accolgo con favore l’intervento sulla questione dell’Amministrazione comunale, più volte sollecitato dal sindacato Cobas e dal suo segretario provinciale Roberto Aprile, cui ho offerto tutta la mia collaborazione, nell’auspicio che siano dapprima ascoltate ed accolte le istanze dei lavoratori, insomma che si metta mano all’urgenza, tuttavia pensando già oggi a soluzioni più strutturali in vista della nuova gara. In quella occasione, il prossimo anno, bisognerà contemperare le due inderogabili esigenze di sempre: da una parte garantire ai lavoratori un trattamento economico almeno dignitoso e poi mettere il soggetto affidatario nelle condizioni di svolgere un buon lavoro, efficiente e sostenibile, senza vessare gli stessi lavoratori, a favore del decoro e del benessere dell’intera comunità sandonacese.

Antonella Vincenti
Capogruppo Pd Consiglio Comunale San Donaci

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