November 23, 2020

Brundisium.net
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Venerdì 8 novembre, alle ore 18.00, presso la History Digital Library (Casa del Turista, lungomare Regina Margherita, 44 – Brindisi) si terrà il XXII Colloquio Laurenziano sul tema: “San Lorenzo da Brindisi: Riflessioni sui temi della misericordia e della sacra numerologia”.

Il colloquio è organizzato da Comune di Brindisi, Convegni di cultura Maria Cristina di Savoia, Arcidiocesi di Brindisi-Ostuni. Cattedra Laurenziana, Società di Storia Patria per la Puglia. Sezione di Brindisi e History Digital Library, Brindisi.

 

Intervengono:
S. E. Mons. Domenico Caliandro (Arcivescovo di Brindisi-Ostuni)
S.E. Dr. Umberto Guidato (Prefetto di Brindisi)
Ing. Riccardo Rossi (Sindaco di Brindisi)
Dr.ssa Aloisia Lamberti (Presidente Convegni di cultura Maria Cristina di Savoia)

Relazioni:

Antonio Mario Caputo (Cattedra Laurenziana)
Il tema della misericordia in san Lorenzo da Brindisi

La virtù della misericordia in San Lorenzo da Brindisi è un attributo direttamente collegato all’amore verso il Prossimo che induce a desiderare e a procurare il bene altrui. Antonio Caputo tratterà la poliedrica figura del nostro più illustre concittadino, quale San Lorenzo, misericordioso, capace di apportare sollievo ai mali dell’uomo quando questi è afflitto da ignoranza, errore, peccato, malattia e povertà.

 

Giacomo Carito (Cattedra Laurenziana)
Numerologia. Dalle interpretazioni precristiane ed ebraiche al De numeris amorosis di san Lorenzo da Brindisi

La numerologia è lo studio della possibile relazione mistica o esoterica tra i numeri e le caratteristiche o le azioni di oggetti fisici ed esseri viventi. La pratica ha radici storiche molto antiche, che nascono dall’osservazione del legame che esiste tra i numeri e i fenomeni naturali: Pitagora (575-490 a.C.) fu il primo a sostenere che la natura ultima della realtà fosse la matematica. Analogamente a quanto accadde per l’astronomia e l’astrologia, le teorie pitagoriche viaggiavano su due binari: quello matematico, per cui il mondo poteva essere compreso attraverso i numeri, diventerà una delle basi dell’attuale metodo scientifico; quello numerologico e mistico, che dava ai numeri poteri magici e significati esoterici. Queste idee furono riprese nei secoli successivi, mescolandole ad altre tradizioni analoghe, come la Qabbaláh ebraica: si inizio così ad associare i numeri alle lettere dell’alfabeto, ai pianeti del sistema solare, e ad ogni altro aspetto della vita. Anche chi non ha una grande assuefazione coi testi sacri sa che essi sono costellati di numeri che spesso non devono essere computati quantitativamente, ma valutati qualitativamente, cioè come simboli. Così, che la creazione dell’universo sia dalla Genesi distribuita nei sette giorni della settimana, destinata ad avere il suo apice nel sabato liturgico, è legato al fatto che il sette è un segno di pienezza e perfezione, naturalmente coi suoi multipli. In questa luce si comprende perché si scelgano nell’Apocalisse sette chiese, perché Gesù ci ammonisca di perdonare non solo sette volte, ma settanta volte sette, perché l’oro puro sia «raffinato sette volte», come si dice nel Salmo 12,7, perché settanta siano gli anziani del «senato» costituito da Mosè, settanta i discepoli inviati in missione da Gesù, settanta siano gli anni dell’esilio babilonese e settanta settimane d’anni scandiscano l’avvento finale del regno messianico, secondo il libro di Daniele (9, 24). San Lorenzo tratta nel De numeris amorosis della numerologia biblica utilizzando, al riguardo, anche fonti ebraiche.

 

 

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