March 3, 2021

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“È un tema molto sentito, sul quale stiamo concentrando la nostra attenzione” – così l’assessore alla sanità Luigi Lopalco, avvia la discussione nel corso dell’audizione nella III Commissione presieduta da Mauro Vizzino.

La richiesta di confronto su iniziativa del presidente del Gruppo PD, Filippo Caracciolo, in particolare si riferisce alle “indicazioni operative su eventuale proroga per gli incarichi a tempo determinato degli OSS in scadenza 31.1.2021.

La questione “cammina su due binari”, ha spiegato l’assessore.

Da una parte ci sono gli 804 operatori socio sanitari assunti a tempo determinato, di questi 512 sono stati assunti prima del 31 dicembre 2019, prima dell’inizio della pandemia e invece 292, nel 2020 dopo l’inizio della pandemia.

Questo significa che 804 lavoratori potrebbero aver maturato il diritto del rinnovo del contratto a tempo determinato alla scadenza del 31 gennaio 2021 e fra questi al 31 dicembre del 2021, 512 potrebbero aver maturato il diritto alla stabilizzazione secondo le norme vigenti.

Ma non dobbiamo dimentica l’altro binario. Quello che riguarda il concorso degli Oss di Foggia, dal quale risultano 13.000 idonei di cui 2.300 vincitori di concorso.

È necessario verificare la possibilità di estendere i contratti a tempo determinato e contemporaneamente non dimenticare il diritto di scorrere la graduatoria. Anche perché se non fossero rinnovati i contratti si verificherebbe un grave disagio organizzativo.

“Una vicenda molto complessa dal punto di vista legislativo e contrattuale – ha spiegato l’assessore Lopalco – che ci sta a cuore soprattutto perché coinvolge lavoratori che hanno svolto un ruolo centrale in questa fase particolare, figure professionali necessarie da mantenere all’interno del sistema, anche perché già formate”.

La Regione attende il Piano dei fabbisogni che ciascuna delle Asl deve predisporre e nel frattempo sta procedendo alla ricognizione generale.

Poi c’è una terza questione, la possibilità della professionalizzazione degli OSS con la terza S super specializzati, per far svolgere loro alcune delle funzioni infermieristiche. Ma per questo è necessario un confronto con i sindacati.

Il presidente Vizzino ha chiesto un aggiornamento della seduta su questi temi, sollecitando i Piani dei fabbisogni che le direzioni strategiche delle Asl avrebbero dovuto già predisporre, trattandosi di Piani triennali 2020/2022.

“Il problema degli OSS assunti a tempo determinato nelle Asl pugliesi e quindi il loro destino è stato l’argomento che abbiamo affrontato nel corso dei lavori della III Commissione che presiedo”.

Così Mauro Vizzino a conclusione dei lavori della Commissione sanità.

“L’assessore alla Sanità Pierluigi Lopalco ed il Direttore del Dipartimento Salute e Benessere Vito Montanaro, hanno illustrato lo stato dell’arte – ha continuato il presidente – spiegando che la situazione, come già evidenziato in più occasioni, appare molto complessa. In via prioritaria sarà necessario effettuare una verifica del fabbisogno in ogni singola Asl della Regione. Montanaro, si è impegnato a sollecitare le aziende sanitarie affinché completino in tempi rapidi l’analisi dei fabbisogni fino al 2022”.

Sulla base dei dati ad oggi disponibili, gli Oss assunti a tempo determinato sono 804, di cui 512 assunti prima del 2019 2020 e i restanti 292 durante la fase pandemica del 2020. Il requisito essenziale perché possano essere stabilizzati (come previsto per legge) è che entro il 31 dicembre 2021 raggiungano i 36 mesi di attività.

“E’ evidente – ha continuato Vizzino – che tali stabilizzazioni potranno essere effettuate prima di dar corso allo scorrimento degli idonei del bando di Foggia. “L’argomento, in ogni caso, tornerà ad essere discusso in Commissione Sanità nel corso della prossima settimana e comunque non prima che lo stesso organismo disponga dei dati relativi al fabbisogno di personale (sulla base dei dati forniti dalle Asl). Nei prossimi giorni sarà necessario anche un confronto con le Organizzazioni Sindacali”.

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Approvata a maggioranza con la sola astensione del presidente della Commissione, la legge Amati, che prevede l’estensione dell’obbligo vaccinale agli operatori sanitari anche relativamente al vaccino per i Covid, integrando così una legge già esistente nella nostra Regione.

Si tratta di un articolo unico che recita “Le disposizioni di sicurezza previste, dalla Legge regionale 19 giugno 2018, n. 27 e dal successivo regolamento attuativo, a carico degli operatori sanitari per prevenire e controllare la trasmissione delle infezioni occupazionali e degli agenti infettivi ai pazienti, ai loro familiari, agli altri operatori e alla collettività, si applicano anche per la vaccinazione anti-Coronavirus-19, purché la pratica di prevenzione sia prescritta in forma di obbligo o raccomandazione dalla legislazione statale, ovvero qualora la sua raccomandabilità possa intendersi derivata in coerenza con la legislazione statale eccezionale e d’emergenza, oppure sia prevista da atti amministrativi nazionali, comunque denominati, diretti a favorire la massima copertura vaccinale della popolazione e per questo aventi efficacia integrativa del Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale”.

L’assessore Lopalco ha espresso il suo favore nei confronti dell’iniziativa legislativa, sottolineando tuttavia che, ad oggi, l’adesione degli operatori sanitari alla campagna vaccinale per il Covid è massiccia.

“Sulle vaccinazioni obbligatorie agli operatori sanitari il Consiglio regionale della Puglia, per ora in Commissione, si mantiene accordato con la prova scientifica, estendendo l’obbligo vaccinale contenuto nella legge vigente alla vaccinazione anti Coronavirus-19. Ringrazio i colleghi e l’assessore Lopalco per il sostegno alla proposta di legge”. Lo dichiara il presidente della Commissione regionale bilancio e programmazione Fabiano Amati, all’esito dell’approvazione in terza Commissione della proposta di legge ‘Operatori sanitari e vaccinazione anti Coronavirus-19’.
“Nella materia dell’obbligo vaccinale a carico degli operatori sanitari c’è una storia di originalità tutta pugliese, avviata nella scorsa legislatura con la proposta di legge avanzata dalla collega Francesca Franzoso e approvata dal Consiglio regionale.
Un’idea che scaturì dai suggerimenti della c.d. Carta di Pisa, redatta tra gli altri dall’attuale assessore alla sanità Pierluigi Lopalco e fortemente sostenuta dai dirigenti dei dipartimenti di prevenzione, a cominciare da Michele Conversano del dipartimento di Taranto.
Con la mia proposta di legge, approvata ieri all’unanimità dalla terza Commissione, continuiamo su quel percorso nella speranza che sia fatto proprio dall’intero Consiglio regionale”.

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Riguardo le vaccinazioni si registra la seguente nota del consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Luigi Caroli.
“Circa 100 brindisini si sono vaccinati contro il covid pur non avendone diritto in questa prima Fase, vale a dire quella che è partita il 30 dicembre scorso e che in questi giorni vede medici, operatori sanitari, ospiti RSA richiamati per la seconda dose.
Non puntiamo il dito contro nessuno, né consideriamo i 100 che hanno beneficiato della somministrazione dei ‘furbetti’, anche perché di fatto qualche operatore sanitario l’ha consentita. Ma non possiamo non chiederci se sia giusto che persone che per disposizioni ministeriali non rientravano in questa prima fascia siano stati vaccinati a discapito di tanti anziani o altre figure professionali decisamente più a rischio.
Non andiamo a caccia di colpevoli, ma non possiamo non chiederci – e lo facciamo con un’interrogazione – se ciò che è accaduto a Brindisi è a conoscenza dell’assessore alla sanità, Pierluigi Lopalco, visto che quanto da noi sostenuto è stato ampiamente denunciato anche dalla stampa locale, regionale e nazionale. Da Lopalco vogliamo sapere, inoltre, se esiste presso al ASL di Brindisi un calendario delle vaccinazioni per la Fase 1 e, nella certezza che esista, come è possibile che non una o dieci dosi, ma bensì un centinaio siano state somministrate a persone non incluse in quell’elenco?”.

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