October 27, 2020

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Dopo la chiusura di altri tre Stabilimenti Ospedalieri nella nostra Provincia voluta dal Governatore della Regione Puglia Emiliano, riteniamo che si sia portato un attacco mortale al Servizio Sanitario Pubblico soprattutto nel nostro territorio. Riteniamo che il Sindaco della nostra città nell’esercizio delle sue prerogative di Autorità
Sanitaria Locale (vedi art. 32 della legge 833/78, art. 117 del D.L. 112/1998 e anche il DL 24 dell’8 marzo 2017 sulla “Sicurezza delle cure”, che prevede tra l’altro che il Sindaco debba dare l’autorizzazione all’esercizio di strutture sanitarie insistenti sul proprio territorio, quando ampliano la propria attività), debba vigilare affinché nell’ambito comunale non si patiscano le conseguenze di una organizzazione dei servizi sanitari che al momento incide negativamente sulla domanda di salute dei cittadini. I problemi sono molteplici, dalle ricadute del “Piano di Riordino” sul “Perrino” e sulla città, al potenziamento dei servizi territoriali (per garantire iter diagnostici e terapeutici rapidi , efficaci ed efficienti, la presa in carico territoriale, le dimissioni protette e le cure domiciliari integrate), alle liste di attesa troppo lunghe, alla mobilità passiva che ha anche un costo sociale, alla tutela delle fasce deboli della popolazione (i portatori di disabilità, gli anziani, l’area della salute mentale e delle dipendenze, l’area della povertà), alla mancata applicazione della legge 194/78 (la libera scelta delle donne viene quotidianamente calpestata), alla prevenzione e cura dei tumori nel nostro territorio (già dichiarato area ad elevato rischio di crisi ambientale con due Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri del 30 novembre 1990 e trenta luglio 1997). Non vogliamo rinunciare a riflettere, con il Sindaco R. Rossi cui già varie settimane fa chiedemmo un incontro, ancora non fissato e che sollecitiamo, sulle politiche sanitarie che si stanno attuando e si intendono adottare nei prossimi anni per trovare soluzioni valide a difendere il “bene comune salute” e il diritto costituzionale (art. 32) dei cittadini alle cure migliori possibili.

Casa del Popolo Brindisi

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