April 13, 2024

Brundisium.net

In una Latiano strutturalmente disfatta e politicamente inerme, sempre piu’ consistenti sono le voci dei cittadini delusi dall’attuale situazione di stallo in cui vertono le sorti del paese.

Quello che a distanza di un anno dall’insediamento del nuovo governo avrebbe dovuto essere un vero e proprio cantiere di opere pubbliche da realizzare a gran voce promesse e ripromesse in campagna elettorale con sicurezza e naturalezza, oggi non è che un paese in rovina deluso, umiliato e incattivito dalle tante menzogne pronunciate poco più di un anno fa.

E’una Latiano perplessa e dir poco sgomenta quella che non vede ancora soluzione per il collocamento dell’arma dei carabinieri. Questi i fatti:

Primo (particolarmente partecipato) Consiglio Comunale monotematico: il Sindaco ostenta la sua perplessità e preoccupazione anche solo a prendere in considerazione una proposta uscita pubblicamente anche a mia firma, circa l’allocazione della caserma dei Carabinieri presso uno stabile oggi adibito a Scuola dell’Infanzia da porre in essere solo DOPO la riqualificazione del Plesso Pigna, concludendo un intervento a dir poco teatrale con applauso finale (frutto di una regia attenta e interessata), con la SUA PERSONALE soluzione ovvero l’allocazione dell’arma presso Via Dalmazia con conseguente spostamento dei Volontari 118 presso l’ex ludoteca plesso Bartolo Longo.

Ora, se “la scuola viene prima di tutto” e “i bambini non si toccano” (slogan costruiti e strumentalizzati al solo scopo di favorire una classe politica piuttosto che un’altra per approfondire i quali servirebbe un articolo intero), predisporre una caserma delle forze armate a ridosso di una scuola dell’Infanzia (Via Dalmazia) e la protezione civile volontari del 118 nei cortili di una scuola elementare consapevoli della condivisione degli spazi tra bambini e mezzi di soccorso di emergenza, risulta a mio avviso molto poco ragionevole e soprattutto molto ma molto poco corente con le motivazioni che avevano portato all’immediato scarto della prima (nonché unica) proposta precedente a detto consiglio.

Sull’onda di tali perplessità gestionali e di sicurezza e su spinta della minoranza il Consiglio si conclude con la nomina di una commissione consiliare specifica che prontamente trova come soluzione veloce e al di sopra dei voleri delle parti, l’allocazione dei carabinieri presso parte del palazzo dei Domenicani appena ristrutturato; soluzione da adottare solo temporaneamente e previo parere favorevole della Regione Puglia ente promotore di un finanziamento per la ristrutturazione del palazzo dei Domenicani con oggetto il perseguimento di finalità culturali.

Prassi normativa vuole che tale richiesta di autorizzazione pervenga all’ente regione da parte di un Organo Collegiale ovvero a seguito di una delibera del Consiglio Comunale.

Il Sindaco, invece, pensa bene di non attendere delibera consiliare espressione della volontà politica di un organo collegiale, e scrive di proprio pugno e a solo suo nome una piccola comunicazione priva dell’ampio e dettagliato contenuto inerente il carattere di urgenza e difficoltà economica proprie della situazione. Il diniego della Regione non tarda ad arrivare.

Secondo Consiglio monotematico: con “profondo rammarico” il Sindaco si piega al volere dell’ente sovrano rimettendo sul tavolo della politica la SUA soluzione già discussa (e bocciata) durante il primo consiglio monotematico.

Non solo; con il suo intervento pubblicamente accusa i consiglieri di minoranza facenti parte della commissione di essere fautori di BASSA POLITICA. Gli stessi Consiglieri che in virtu’ di un alto senso di responsabilità non abbandonano la seduta di consiglio (come altri esponenti della maggioranza invece si accingono a fare a ridosso dell’espressione del voto), assicurando così il rispetto del numero legale dell’assemblea e la possibilità per la stessa di procedere alle operazioni di voto.

Per il rispetto che nutro sia politicamente che personalmente nei confronti dei tre Consiglieri di opposizione  con i quali ho condiviso l’ultima campagna elettorale, mi sento di restituire al mittente tale penosa affermazione ricordando di dare sempre misura e contezza alle parole che si esprimono, anche in sedi politiche.

Forse la bassa politica è quella operata proprio da colui il quale in questa circostanza è stato in grado di strumentalizzare l’operato di un organo democraticamente eletto al fine di ricondurre la volontà della propria classe politica dirigente ad una sua personale proposta.

Non so se è più giusto pensare che l’invio del comunicato alla Regione privo di motivazioni e monco di una delibera approvativa da parte del Consiglio Comunale, sia frutto di una semplice distrazione o invece sia stata una mossa appositamente architettata per ottenere il tanto desiderato NO da parte della Regione; NO che ha permesso alla maggioranza di approvare una proposta già in precedenza scartata.

Prima di giudicare come di basso rilievo e spessore l’operato politico altrui, sarebbe sempre cosa buona e giusta valutare la natura profonda, e molto spesso celata dietro sorrisi e dolci amichevoli frasi, delle proprie azioni.

Perché  condividere le decisioni in un organo collegiale che esprime la volontà politica alla risoluzione di un problema pubblico e LAVORARE al superamento delle tante problematiche che affliggono il nostro paese, stimolare l’operato della silente e conflittuale SUA maggioranza, fornire gli strumenti per riflessioni accurate,  Signor Sindaco, non si chiama Bassa Politica ma ha un altro nome, un nome che poco si sposa all’operato su descritto, si chiama DEMOCRAZIA.

C.S. COORDINAMENTO CITTADINA CONSERVATORI E RIFORMISTI

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