March 3, 2021

Brundisium.net
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Gli inquirenti hanno reso noto alcune delle vicende che hanno condotto all’arresto di sei persone, tra le quali, un magistrato della sezione Fallimentare del Tribunale di Brindisi, un noto imprenditore della Provincia e quattro professionisti.

In carcere sono finiti il magistrato latianese Gianmarco Galiano, l’imprenditore Massimo Bianco ed il commercialista Francesco Pepe Milizia, entrambi di Francavilla Fontana.
Ai domiciliari, invece, l’avv. Federica Spina (moglie di Galiano), l’architetto Annalisa Formosi (moglie di Pepe Milizia) e l’avv. Francesco Bianco (cugino di Massimo Bianco).

L’indagine, partita nel 2017, è stata inizialmente condotta dal sostituto procuratore di Brindisi Raffaele Casto ed è poi stata trasferita al Tribunale di Potenza che ha competenza per inchieste riguardanti magistrati.

In tutto sono 21 le persone finite sotto inchiesta. Tra queste altri due magistrati della sezione fallimentare. Per 13 di esse è stata rubricata l’accusa di associazione a delinquere.

L’inchiesta è stata avviata a seguito della richiesta di concordato preventivo avanzata da una società del brindisino ed è stata condotta attraverso una serie di perquisizioni negli studi dei professionisti coinvolti nelle procedure fallimentari.

Per l’accusa, l’associazione, composta da professionisti e consulenti, sarebbe finalizzata a compiere reati di corruzione in atti giudiziari, falsi in atto pubblico, concussione, abuso d’ufficio, riciclaggio, autoriciclaggio ed emissione di fatture per operazioni in esistenti.

Gli inquirenti ritengono che il ruolo di capo e promotore delle condotte contestate sia proprio il giudice Galiano, già coordinatore della sezione distaccata di Francavilla Fontana e successivamente magistrato presso la sezione Fallimentare del Tribunale di Brindisi.
Galiano avrebbe spartito illecitamente incarichi giudiziari e consulenze ed, assieme ad altri professionisti ed imprenditori, avrebbe influito o dato la disponibilità a influire sulle decisioni giurisdizionali.

Tra le vicende contestate anche la sponsorizzazione gonfiata per la barca a vela di Galiano.

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