October 30, 2020

Brundisium.net
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Giulio Casale, Massimo Donà, Umberto Galimberti, Andrea Lucisano, Valentina D’Urbano, Pamela Spinelli, on Claudio Prima e Progetto Se.Me, Gabriella Genisi con Redi Hasa e Maria Mazzotta per concludere con Stefano Benni.

Questi gli ospiti della XXIII edizione della Rassegna letteraria “Un’emozione chiamata libro 2019” realizzata dal Comune di Ostuni (Settori Turismo e Cultura) con il patrocinio della Regione Puglia e l’Università del Salento.

Musica, teatro e libri per la XXIII edizione della kermesse “Un’emozione chiamata libro”. La manifestazione, giunta alla XXIII edizione, è stata presentata in conferenza stampa dal Sindaco di Ostuni, Guglielmo Cavallo e dal direttore scienti-fico, Dott. Luca Nolasco.
L’iniziativa è organizzata in collaborazione con le Associazioni Culturali del Forum della società Civile, con il Presidio del Libro di Ostuni e con il progetto lettura “Io sono una persona libro” del Liceo Classico “A. Calamo di Ostuni.

Tutti gli appuntamenti si svolgeranno nella suggestiva cornice del Chiostro di Palazzo San Francesco ed avranno inizio alle 20:30.

 

Si comincia sabato 29 giugno. L’apertura della manifestazione è affidata a Giulio Casale con il concerto “Casale canta Gaber”. A ottant’anni dalla nascita, Giorgio Gaber rimane uno degli artisti che hanno inciso maggiormente nella cultura italiana: teatrale, musicale e non solo. Lo spettacolo una vera e propria celebrazione del teatro-canzone del “Signor G” affidata alla voce di Giulio Casale, considerato uno dei migliori interpreti contemporanei dell’immenso repertorio di Gaber.

Un occasione per riascoltare Gaber attraverso una delle voci a lui più vicine, sia a livello di intento che di interpretazione..
Sabato 6 luglio sul palco del Chiostro San Francesco salirà Massimo Donà che presenterà il libro La filosofia dei Beatles.
IL LIBRO: L’apparizione dei Beatles sulla scena musicale a inizio anni Sessanta non fu meno dirompente dell’avvento, nei primi decenni del Ventesimo secolo, delle correnti dadaiste, surrealiste, cubiste e futuriste nel campo delle arti visive, o delle innovazioni introdotte da Schoenberg, Stravinsky, Bartok e Satie nel mondo della musica colta. I quattro di Liverpool irruppero sullo sfondo di uno stanco scenario, dominato da una produzione artistica ormai consumata e languida. Con la pura potenza dell’immaginazione, reinventando e ponendo le basi di un nuovo evo, colorato, utopistico, capace di un sincretismo radicale, i Beatles hanno cambiato per sempre non soltanto la musica, ma anche i costumi e la visione di intere generazioni. In questo saggio, il filosofo-jazzista Massimo Donà analizza quell’eterogeneo e variopinto insieme di testi, musiche, provocazioni e rivoluzioni che ha contribuito a creare una vera e propria filosofia dei Beatles.

 

Massimo Donà, filosofo e musicista jazz, è docente ordinario di Filosofia Teoretica presso la Facoltà di Filosofia dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Collabora con il settimanale “l’Espresso”. Tra le sue ultime pubblica-zioni con Mimesis, ricordiamo: La filosofia di Miles Davis (2015) e In principio (2017). Come musicista jazz, ha al suo attivo sette cd.

 

Sabato 13 luglio il pubblico del Chiostro San Francesco accoglierà il filososo Umberto Galimberti, che presenterà il suo ultimo libro “La parola ai giovani. Dialogo con la generazione del nichilismo attivo”.
IL LIBRO: Nel 2007 Umberto Galimberti ha pubblicato un libro, L’ospite inquietante. Il nichilismo e i giovani, in cui de-scriveva il disagio giovanile da imputare, a suo parere, non tanto alle crisi psicologiche a sfondo esistenziale che caratterizzano l’adolescenza e la giovinezza, quanto a una crisi da lui definita “culturale”, perché il futuro che la cultura di allora prospettava ai giovani non era una promessa, ma qualcosa di imprevedibile, incapace di retroagire come motivazione a sostegno del proprio impegno nella vita.
A distanza di anni cos’è cambiato di quell’atmosfera che Galimberti aveva definito “nichilista”? Non granché, fatta ec-cezione per una percentuale forse non piccola di giovani che sono passati dal nichilismo passivo della rassegnazione al nichilismo attivo di chi non misconosce e non rimuove l’atmosfera pesante del nichilismo senza scopo e senza perché, ma non si rassegna. E dopo un confronto serrato con la realtà, si promuove in tutte le direzioni, nel tentativo molto determinato di non spegnere i propri sogni.
La parola ai giovani raccoglie la voce di questi giovani, che hanno un gran bisogno di essere ascoltati per poter dire quelle cose che tacciono ai genitori e agli insegnanti, perché temono di conoscere già le risposte, che avvertono lontane dalle loro inquietudini, dalle loro ansie e dai loro problemi. E allora si affidano a un ascoltatore lontano, che prende a dialogare con loro, non per risolvere i loro problemi, ma per offrire un altro punto di vista che li faccia apparire meno drammatici e insolubili.
Umberto Galimberti, nato a Monza nel 1942, Filosofo, psicoanalista e docente universitario italiano. Compiuti gli studi di filosofia e psicologia, è attualmente professore ordinario di filosofia della storia presso l’Università di Venezia. Professore associato fino al 1999, precedentemente (dal 1976 al 1983) è stato professore incaricato di antropologia culturale. Dal 1985 è membro ordinario dell’International Association of Analytical Psychology. Allievo di Karl Jaspers durante alcuni soggiorni in Germania, ne ha tradotto in italiano le opere. Ha dedicato anche alcuni studi a Edmund Husserl e a Martin Heidegger. Dal 1995 collabora con il quotidiano «la Repubblica».
Tra le sue opere si ricordano: Heidegger, Jaspers e il tramonto dell’Occidente (1975), Psichiatria e fenomenologia (1977), Il corpo (1983), Dizionario di psicologia (1992), Psiche e tecne. L’uomo nell’età della tecnica (1998), Gli equivoci dell’anima (1999), Orme del sacro (2000), L’ospite inquietante (2007), Il segreto della domanda. Intorno alle cose umane e divine (2008), La morte dell’agire e il primato del fare nell’età della tecnica (2009), I miti del nostro tempo (2009), Cri-stianesimo (2012), La disposizione dell’amicizia e la possessione dell’amore (2016), La parola ai giovani. Dialogo con la generazione del nichilismo attivo (2018).

 

Venerdì 19 luglio sarà la volta di Andrea Lucisano con uno spettacolo teatrale dedIcato ai bambini dal titolo “La volpe Sophia: avventure tra il bosco e la realtà”.
Lucisano che è poeta, filosofo, autore e musicista, inventa Sophia per la necessità che sente dentro se stesso di por-tare i bambini a pensare con la propria testa, a chiedersi il perché delle cose.
È un personaggio eclettico, con un flauto traverso irrompe tra il pubblico di piccoli spettatori e li incanta con la sua musica catalizzando la loro attenzione. Li incalza con domande apparentemente semplici: cosa muove l’universo, cos’è la giustizia e cosa sia l’amore.
Tra un gioco e una canzone con ritmo tenuto dalle percussioni, sullo schermo irrompe la” Volpe Sophia” in un corto-metraggio animato: “La Volpe Sophia e l’indovinello solare”, la quale, giocando e correndo su un prato come una bambi-na si pone mille perché, sulla natura, sul sole e la sua importanza.
I ragazzi restano completamente catturati dalla storia che, se pur pregna di contenuti importanti e non facili, è raccon-tata con molta leggerezza. La loro attenzione, salta dalla piccola volpe che fino a quel momento era la protagonista, all’uomo cattivo, l’elemento del film che disturbava l’allegria della canterina e leggiadra amica. Il cattivo, che alla fine della storia, si lascia convincere dalla piccola volpe che uscire fuori da quella tana sia la cosa migliore e affronta la giustizia degli uomini, raccoglie il loro plauso.
Altra musica, altri giochi e indovinelli, Lucisano è un instancabile mattatore sul palco. Attira continuamente l’attenzione di piccoli e grandi senza mai cedere il passo alla stanchezza o ad una battuta venuta male. Tutto condito con molta gra-zia e professionalità, fino a quando la protagonista incontra il filosofo Aldo Masullo in un altro cortometraggio. Questo è di sicuro un incontro dolce, come tra un nonno e una nipote curiosa. Dialogo in cui si parla di cosa sia l’amore, si parla della vita e della terra che è la nostra salvezza. “Dialoghi tra il bosco e la città”.

 

Sabato 27 luglio la scrittrice Valentina D’Urbano presenterà il libro “Isola di neve”.
IL LIBRO: Un’isola con una storia segreta e un amore che si rifugia tra gli scogli e le pareti di un carcere: questi sono gli elementi chiave di Isola di neve di Valentina D’Urbano, scrittrice che cresce ad ogni pagina, facendoci percepire forte la sua voce. Siamo nel 2004 e Manuel si è rifugiato nella sperduta isola di Novembre, dopo aver commesso un errore che non riesce a perdonarsi. Qui, in mezzo al mar Tirreno, cerca la pace e la solitudine, ma proprio quando pensa di averle trovate, arriva Edith, una giovane ragazza tedesca che cerca di risolvere un mistero che ha a che fare con quell’angolo di paradiso e che cinquant’anni prima l’ha stravolto. Che fine ha fatto il violino di Andreas von Berger? E la donna che probabilmente gliel’ha nascosto? Manuel cerca di aiutare Edith nella risoluzione di quel mistero anche perché l’unico indizio che hanno a disposizione è il nome di una donna: Tempesta. Inizia così per i due ragazzi un percorso che li riporta indietro nel passato, a quel 1952 in cui una diciasettenne di nome Neve cerca di sfuggire ad un destino che sembra esserle stato brutalmente assegnato con un padre violento e nullafacente. Ma un giorno, nel carcere dell’isola, viene trasferito uno straniero di nome Andreas. Isola di neve di Valentina D’Urbano è una storia dal fascino travolgente dove dolore e amore diventano la stessa inesorabile cosa.
Valentina D’Urbano è una scrittrice e illustratrice per l’infanzia. Si è diplomata allo IED in illustrazione e animazione multimediale. Nel 2010 vince la prima edizione del torneo letterario Io Scrittore organizzato dal Gruppo editoriale Mauri Spagnol. Longanesi ha pubblicato i suoi romanzi: Il rumore dei tuoi passi, nel 2012; Acquanera nel 2013; Quella vita che ci manca nel 2014 (con cui vince il premio Rapallo Carige nel 2015), Non aspettare la notte nel 2016 e Isola di neve nel 2018. Con Tea ha pubblicato Alfredo (2015).

 

Sabato 10 agosto doppio appuntamento. Si comincia alle 20,30 con la giornalista brindisina Pamela Spinelli che presenterà il libro “Tranquilla”.
Un titolo emblematico per il romanzo d’esordio della giornalista Pamela Spinelli, edito dalla casa editrice Il Raggio Verde. Una narrazione avvincente, che riesce a tenere il lettore con il fiato sospeso fino alla conclusione per nulla sconta-ta del romanzo che vede protagonisti Angela, un’affascinante donna di 44 anni, esperta in marketing d’impresa, con una serie di storie sbagliate alle spalle, compreso un matrimonio “tenuto in piedi come un’equilibrista”.
Una donna solare e sorridente ma sostanzialmente insicura che incrocia sul suo cammino, una sera durante una cena, il carismatico avvocato Ernesto, sposato e padre di Ilaria che lo ha reso nonno. La differenza tra i due è notevole e non si tratta solo dei 21 anni che li separano anagraficamente. Eppure l’attrazione tra i due è tangibile quanto inevitabile. “Tranquilla”, come la parola che lui le ripete spesso,è una storia d’amore ma non solo. È un continuo affacciarsi alla vita, un attraversamento nei sentimenti più disparati e a volte contrastanti: l’amore, in primis, sentimento totale che come un filo rosso tesse la trama di un incontro casuale che sconvolge l’incedere lento dei giorni. Ernesto e Angela. Un uomo e una donna. Il tempo e lo spazio. E nel bel mezzo le affinità elettive, quella magia sottesa che è fatta di sguardi, parole e silenzi. Di una complicità naturale quanto inspiegabile e inarrestabile. Un vortice di emozioni. E poi la vita che è sempre un punto interrogativo che può sconfinare nel sogno o nell’incubo perché la banalità del male è dietro l’angolo e il più delle volte potrebbe essere evitabile.
Pamela Spinelli, brindisina, giornalista professionista, ha iniziato a lavorare nel 1995 scrivendo sulle pagine dei quo-tidiani “Roma” e “Corriere del Giorno”. Ha curato gli Uffici Stampa di diversi Enti pubblici e delle massime società sportive di basket e di calcio di Brindisi, oltre a curare la comunicazione di due parlamentari pugliesi. Nel 2001 è stata corrispondente per Brindisi per l’emittente televisiva Antenna Sud, mentre nel 2007 ha iniziato a lavorare per Telenorba, azienda per la quale continua a collaborare tutt’oggi come inviata della trasmissione di approfondimento “Il Graffio”. Ha scritto anche per il “Nuovo Quotidiano di Puglia” e dal 2016 ha fondato il giornale on line www.newspam.it, del quale è editore e direttore responsabile.

 

Sempre Sabato 10 agosto, dopo la presentazione del libro di Pamela Spinelli spazio alla musica con il concerto di Claudio Prima ed il progetto SE’. ME.
Sul palco del Chiostro San Francesco saliranno Claudio Prima (Organetto e voce), Nevila Cobo (Violino), Vera Andrea Longo (Violino e voce), Shpetime Xhelilaj Balla (Violino), Merita Alimhillaj (Violoncello).
La musica come strumento di indagine, di dialogo, di contatto. Claudio Prima nel progetto SE.ME. muove le sue composizioni con l’istinto del ricercatore, curioso e attento. Con lo sguardo rivolto, allo stesso tempo, fuori e dentro, per cogliere insieme le consonanze e le dissonanze del rapporto con il mondo. L’organetto e la voce respirano questa continua alternanza, aprendosi e chiudendosi all’aria che li sostiene. Ad accompagnarlo in questo progetto un inedito quartetto d’archi di provenienza italo-albanese (Nevila Cobo, Vera Longo, Shpetime Balla, Merita Alimhillaj) che rappresenta le due terre che si guardano dalle proprie sponde affacciandosi sull’Adriatico. Con l’organetto al centro, mantice che avvicina e allontana continuamente, col ritmo delle onde, queste due culture così simili tra loro, eppure apparentemente così diverse.

 

Doppio appuntamento anche domenica 18 agosto. Si comincia con la scrittrice Gabriella Genisi che presenterà il li-bro Pizzica amara. Una terra rosso sangue, il cuore nero del Salento. In un giallo sconvolgente e quanto mai attuale, Gabriella Genisi ci racconta il Salento oscuro delle superstizioni e delle notti della taranta. A farci da guida, una carabinie-ra indimenticabile.
Ulivi millenari dai tronchi contorti stavano come anime inquiete imprigionate al suolo, ammalate di un male ignoto e in-capaci di liberarsi da quella morsa.
Nel cimitero di un paesino vicino a Lecce, terra incantata battuta dal vento e incendiata dal sole, viene profanata la tomba di Tommaso Conte, un ragazzo morto qualche anno prima per un sospetto incidente. Poco tempo dopo, lì vicino, vengono trovati due cadaveri: una ragazza di origini balcaniche dall’identità sconosciuta e la liceale Federica Greco, figlia di un senatore. Annegata sulla spiaggia la prima e impiccata a un albero la seconda. A indagare c’è il maresciallo Chicca Lopez, giovanissima salentina e carabiniera ribelle. Appassionata di moto e fidanzata con Flavia, una compagna piuttosto esigente che, come i più genuini mariti pugliesi, la aspetta a casa pretendendo la cena, Chicca ogni giorno lotta per farsi spazio in un ambiente di soli uomini come quello della caserma. Determinata, cocciuta, sfrontata, è alla ricerca della verità costi quel che costi, anche la vita. Cosa lega quei cadaveri e la serie di inspiegabili sparizioni degli adolescenti della zona? E chi è quella donna che si dice possegga gli antichi poteri delle macare, le streghe del Salento? Combattendo l’omertà di una comunità che non vuole incrinare l’immagine di terra da sogno, Chicca Lopez si troverà invischiata in una vicenda dai contorni sempre più inquietanti, tra rituali sanguinosi, magia e loschi traffici.
Gabriella Genisi ha scritto numerosi libri e ha inventato il personaggio del commissario Lolita Lobosco, la poliziotta più sexy del Mediterraneo, protagonista di alcuni romanzi pubblicati da Sonzogno: La circonferenza delle arance (2010), Giallo ciliegia (2011), Uva noir (2012), Gioco pericoloso (2014), Spaghetti all’assassina (2015), Mare nero (2016) e Dopo tanta nebbia (2017). Ha inoltre scritto: La teoria di Camila. Una nuova geografia familiare (Perrone, 2018) e Pizzica amara (Rizzoli, 2019).

Sempre domenica 18 agosto, dopo la presentazione del libro di Gabriella Genisi, si svolgerà il concerto di Hasa e Mazzotta. Di scena la grande musica con la voce di Maria Mazzotta ed il violoncello di Redi Hasa che presenteranno il loro ultimo lavoro discografico “Novilunio”. I due artisti, che dal 2010 reinventano le tradizioni musicali delle loro terre d’origine, l’Albania di Redi Hasa e il Salento di Maria Mazzotta, traggono ispirazione l’uno dall’altra nella perfetta fusione tra il suono sontuoso, lirico e introspettivo del violoncellista che Ludovico Einaudi vuole sempre con sé e che Robert Plant ha chiamato a suonare nel suo ultimo disco, e l’interpretazione luminosa di una delle voci protagoniste del Rinascimento Salentino, già nota per il sodalizio con il Canzoniere Grecanico Salentino.
Fondamenta del repertorio del progetto sono le storie delle rispettive terre d’origine, delle genti della Vecchia Europa e dei migranti di ogni tempo e luogo, che Maria e Redi interpretano e ripropongono secondo il proprio sentire. Sapori, profumi, luci e ombre dell’esistenza umana vengono trasformati in suono che coinvolge e in storia che ammalia, o più semplicemente in emozione. Sperimentazione e improvvisazione sono strumenti dosati con saggezza per sentire l’appartenenza di un brano e imprimervi la propria personalità.
La sua particolare versatilità fa di Maria Mazzotta una tra le voci più importanti del panorama pugliese e, più in genera-le, della world music alla quale si accosta con estremo rispetto e meticolosa ricerca, nel rispetto e nell’attenzione delle caratteristiche vocali e non che contraddistinguono le varie culture. Spaziando con naturalezza dalle sonorità del Sud Italia a quelle balcaniche, la sua sentita interpretazione coinvolge lo spettatore trascinandolo ed immergendolo nella cultura dei brani interpretati.
Redi Hasa costruisce con il suo violoncello “polifonie monostrumentali” che spaziano dalle sfumature folk a quelle più ardite della reinvenzione della tradizione. Redi si esprime spaziando tra i generi e collaborando con diverse formazioni musicali. Dal 2008 entra a far parte dell’organico della “Notte Della Taranta”, con direttori artistici Mauro Pagani, Ludovico Einaudi, Goran Bregovic e Giovanni Sollima.

 

L’ultimo appuntamento con la rassegna è in programma martedì 27 agosto quando nel Chiostro san Francesco arriverà Stefano Benni che presenterà il libro Dancing Paradiso.
IL LIBRO: Dancing Paradiso è un locale notturno di una crudele metropoli, dove “non bisogna essere buoni per entra-re / accettano anche le carogne / e qualche volta le fanno cambiare”. È in quel locale che un angelo custode – l’“angelo angelica” – tenta di far confluire i cinque protagonisti di questa narrazione in versi: Stan il Pianista Triste che prepara un ultimo concerto per Bill, l’amico batterista morente in ospedale; Amina, giovane profuga che ha perso la madre passando il confine; Elvis, un hacker obeso e geniale chiuso in casa da anni, forse mitomane, forse assassino; la poetessa Lady, raffinata e ubriacona, ossessionata dal suicidio.
Cinque creature della notte, senza un rifugio nel mondo, di cui a poco a poco, mentre si avvicina la serata al Dancing, scopriamo la storia grazie alle loro stesse parole. Assolo malinconici, struggenti, comici, crudeli, furibondi. Costretti alla solitudine, ciascuno di loro sembra aver perduto ogni speranza.
A vegliare perché si incontrino, perché uniscano voci e musica in un racconto polifonico che indichi una possibile via di salvezza, l’angelo caduto dal cielo per stare con gli uomini, un angelo angelica straccione dalle ali sporche di fango, lui stesso solo fra i soli.
Stefano Benni torna al racconto in versi – in cui mantiene lo stile ricco e inventivo della prosa, aggiungendo accensioni liriche e musicalità – con una storia che è canto delle paure, delle ferite e delle ossessioni del nostro presente, per raccontare l’impresa quotidiana del sacrificio, della cura e della speranza.
Stefano Benni è nato a Bologna nel 1947. Con Feltrinelli ha pubblicato: Prima o poi l’amore arriva (1981), Terra! (1983), Stranalandia, con disegni di Pirro Cuniberti (1984), Comici spaventati guerrieri (1986), Il bar sotto il mare (1987), Baol (1990), Ballate (1991), La Compagnia dei Celestini (1992), L’ultima lacrima (1994), Elianto (1996), Bar Sport (1996; Edizione speciale, 2016), Bar Sport Duemila (1997), Blues in sedici (1998), Teatro (1999), Spiriti (2000), Dottor Niù. Cor-sivi diabolici per tragedie evitabili (2001), Saltatempo (2001), Teatro 2 (2003), Achille piè veloce (2003), Margherita Dol-cevita (2005), Misterioso. Viaggio nel silenzio di Thelonious Monk (2005), La grammatica di Dio. Storie di solitudine e al-legria (2007), Pane e tempesta (2009), Le Beatrici (2011; “Audiolibri Emons-Feltrinelli”, 2012), Fen il fenomeno (con Luca Ralli; 2011), Di tutte le ricchezze (2012; “Audiolibri Emons-Feltrinelli”, 2012), Pantera (con Luca Ralli; 2014), Cari mostri (2015), Prendiluna (2017), Teatro 3 (2017), Dancing Paradiso (2019) e, nella collana digitale Zoom Flash, Frate Zitto (2011) e L’ora più bella (2012). Nell’area audiolibri ha letto: La terra desolata di T.S. Eliot (Full Color Sound), Novecento di Alessandro Baricco (Emons-Feltrinelli, 2011) e il suo Di tutte le ricchezze (Emons-Feltrinelli, 2012).

 

 

Comune di Ostuni – Ufficio stampa:

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