February 17, 2026

Avviare un confronto concreto e operativo per definire un protocollo condiviso a tutela dei figli delle persone detenute presso la Casa Circondariale di Brindisi: è stato l’obiettivo dell’incontro interistituzionale che si è tenuto questa mattina nel salone di rappresentanza della Provincia di Brindisi alla presenza, tra gli altri, del Presidente F.F. Giuseppe Ventrella e della Dirigente Fernanda Prete, quale soggetto di coordinamento e di promozione delle politiche territoriali.
L’iniziativa, promossa dalla Garante delle persone private della libertà personale della Provincia di Brindisi Valentina Farina, si pone l’obiettivo di vigilare sul rispetto dei diritti fondamentali dei minori favorendo un lavoro sinergico tra istituzioni penitenziarie, servizi territoriali e comunità locale.
L’idea del protocollo nasce dalla constatazione che – pur in presenza di impegno, professionalità e dedizione da parte dell’istituzione penitenziaria e dei servizi – permangono difficoltà strutturali reali, che rendono fragile e discontinua la tutela dei minori coinvolti e le responsabilità genitoriali. Criticità che incidono fortemente sul diritto alla famiglia e sul superiore interesse del minore.
Si ritiene fondamentale accelerare i tempi di attivazione dei servizi sociali e sanitari; coordinare gli interventi tra Comuni, ASL e servizi specialistici; combattere la disomogeneità delle prassi sul territorio provinciale; semplificare l’accesso a valutazioni psicologiche e neuropsichiatriche.
L’idea è quella di sperimentare un modello integrato di presa in carico multidisciplinare, accompagnamento alla genitorialità e graduale reinserimento sociale di genitori sottoposti a misure di detenzione.
L’incontro proposto intende dunque rispondere all’esigenza di trasformare obblighi normativi già esistenti in prassi operative effettive.

“È una giornata storica – ha affermato il Presidente F.F. Ventrella – Siamo riusciti a mettere insieme tutti gli attori coinvolti e la vicinanza delle istituzioni è fondamentale. Tutti nella vita possono commettere errori, ma questo non deve ricadere sull’educazione e sul futuro dei figli. È nostro dovere garantire che i bambini si sentano accolti, anche in contesti così difficili. Significa offrire loro supporto, accompagnarli e permettere che affrontino questa situazione nel modo più sereno possibile.”

“L’elaborazione di un protocollo operativo per i figli delle persone private della libertà personale era un atto dovuto – ha affermato la Garante Valentina Farina. Sarà costruito insieme ai Comuni, all’Asl, al Ministero della Giustizia, ad Arpal, al Provveditorato, agli Uffici di Esecuzione Penale Esterna, con gli enti del Terzo Settore, dalle cooperative sociali al volontariato e reti civiche, che costituiscono una infrastruttura sociale fondamentale, al fine di integrare le politiche sociali con le trasformazioni delle nuove vulnerabilità sociali e della salute mentale.
Con loro – ha concluso – vogliamo consolidare un modello di welfare generativo, fondato sulla co-progettazione e sulla capacità di costruire risposte comunitarie, inclusive e partecipate”.

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