January 17, 2021

Brundisium.net
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Camminando nei corridoi delle nostre esistenze, spesso, ma sarebbe il caso di affermare sempre, incontriamo episodi, eventi, manifestazioni o semplici intenzioni di abusi e violenze.

Non è che agli uomini non accada, intendiamoci. Violenze, abusi, maltrattamenti fisici o solo psicologici sono all’ordine del giorno, e talmente diffusi nell’oscurantismo dei diritti umani e del senso etico che stiamo attraversando, da turbare oltremodo le coscienze.
Ma quando parliamo di donne è diverso, il confine appare evidente ed inequivocabile : la violenza rivolta alle donne è un’espressione del genere a cui appartengono, tocca profondamente il nucleo dell’essere offendendo la dignità dell’esistente, degradandone i percorsi di vita, turbando e segnando con matite indelebili gli animi ed i vissuti.

Questo senza vittimismo o autocommiserazione, perché le donne imparano a lasciar fluire, ad accogliere con resilienza quanto accade nelle loro esistenze, integrando le esperienze positive , quanto di bello offre la vita, con quegli aspetti che nel loro squallore inducono disagio, traumi e senso di sconfitta.

Come spiegarlo agli uomini?
E’ violenza ed abuso qualsiasi gesto, azione od intenzione che usi e prevarichi la femminilità degradandola, anche se questo è il risultato ma non l’intento. Ecco ad esempio che anche uno sguardo di troppo rivolto nei confronti di una ragazzina poco più che bimba verso specifiche parti del suo corpo , può determinare vissuti di abuso e violenza.

Finché continuerà, anche se in maniera subdola o indiretta, l’atteggiamento culturale di possesso, mercificazione e connotazione sessuale delle donne e del loro corpo, dubito che ci si possa liberare da comportamenti maschili inadeguati o inopportuni.

Vivere la sessualità ed il proprio orientamento in serenità, nel rispetto della dignità del’altrui presenza, senza prevaricare, assoggettare, offendere, è presupposto per la costruzione di rapporti ispirati dall’amore e non dal degrado morale della violenza.
Queste considerazioni alla luce della giornata del 25 novembre, che rappresenta uno spazio di riflessione sul tema della violenza nei confronti delle donne.

 

Iacopina Maiolo

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