October 18, 2019

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MESAGNE – Venti anni nella ricerca biomedica per l’Istituto Scientifico Biomedico Euro Mediterraneo. Un traguardo sul quale vale la pena riflettere, un appuntamento con il tempo. Negli ultimi venti anni sono cambiate tante cose, ma non è cambiata la determinazione dei ricercatori che compongono l’istituto e del presidente Alessandro Distante sempre in prima linea. “Ricerca, formazione e assistenza. È questa la triade dalla quale prende le mosse un istituto che opera attivamente nel territorio e in sinergia con altre realtà di ricerca accreditate a livello nazionale e internazionale”. Tanto ha dichiarato proprio il presidente Distante che negli ultimi mesi ha lavorato duramente per superare una difficile congiuntura economica. Venti candeline che hanno il sapore dell’impegno e della tenacia di un gruppo che ha prodotto lavori scientifici pubblicati su prestigiose riviste di settore, tra cui la rinomata The Lancet. “Senza ricerca non c’è futuro”. Con questo motto i ricercatori vengono stimolati continuamente a pubblicare, concorrendo a migliorare inevitabilmente le comunità nelle quali vivono. E volere bene alla propria comunità e (in)formarsi per renderla migliore è uno dei presupposti che muovono il contributo del 5×1000, grazie al quale l’Istituto finanzia ogni anno dottorati e assegni di ricerca, aumentando così il tasso di ricerca che rappresenta una delle mission fondanti. A fronte dei risultati ottenuti nello scorso anno, Distante riflette sulla necessità di comprendere quanto ognuno di noi sia fondamentale per fare la differenza. Insomma, il 5×1000 da intendersi come denaro di inseminazione, strumento per innescare percorsi virtuosi per i giovani, perché esso è nelle mani del singolo cittadino. L’ISBEM è fra gli enti del territorio che seleziona i talenti, infatti, il 5×1000 può essere destinato liberamente, senza per questo perdere la possibilità di utilizzare altre opportunità che lo Stato ha deciso di offrire tra cui 8 x 1000 e 2 x 1000 che non sono in conflitto fra loro. Negli ultimi quindici anni ben duecentomila giovani laureati hanno abbandonato la Puglia, ma si può invertire la tendenza utilizzando le strutture a fini formativi ed educativi per il singolo e per la collettività. Venti candeline per un istituto che ha visto transitare professionisti del settore biomedico e ha contribuito a portare con orgoglio Mesagne in giro per il mondo.

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