April 19, 2019

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E ’il caso di chiedersi se l’amore sia una capacità intrinseca all’individuo, incastrato nel DNA come i tratti somatici o le urgenze del temperamento che spesso dirige con impeto le azioni e i comportamenti umani oltre la volontà del singolo.
Oggi ancor più appare necessaria la comprensione e la risposta al quesito, poiché il termometro emozionale della società attuale indica uno stato di apatica partecipazione se non assenza dei sentimenti.

 

Non solo l’empatia, cioè la capacità di comprendere quanto l’altra persona provi a livello emozionale è diventata tanto rara da essere classificata come debolezza o ingenuità dettata da altruistiche tendenze ormai fuori moda, ma l’amore in sé e le sue manifestazioni sono state relegate a iconiche rappresentazioni di faccine sbaciucchianti o a fiumi di cuoricini, tutti identici nella forma e nel significato.

 

E’ anche di tendenza riconsiderare la parola amore come inutile orpello del vocabolario italiano, privilegiando l’uso di termini quali: io, denaro, sicurezza, forza, vittoria, potere, grandezza…

 

Non è che il termine amore in assoluto non venga più usato, ma la sua essenza è venuta meno e l’uso che se ne fa è mirato al consumo in occasione di festività e ricorrenze alla cui base c’è una relazione affettiva ( dalla festa della mamma e del papà, alla festa degli innamorati ovvero San Valentino..)il tutto con criteri mirati al consumo ed al profitto.

Inoltre vige una regola sui social, dell’emozionare ed emozionarsi con frasi ad effetto, video ed affini, il cui contenuto è spesso l’amore ed i suoi derivati. Per carità, tutti noi, pena l’esclusione dalla vita civile, ne facciamo uso, ma la consapevolezza dei limiti di queste modalità di comunicazione è essenziale per mantenere un sano e corretto esame di realtà : l’amore qui descritto non è il sentimento che scuote e muove le nostre anime nella vita reale, rappresenta solo una sterile espressione multimediale dell’idea che abbiamo dell’amore.

 

 

Ma torniamo al quesito iniziale: il senso dell’amore è innato nell’essere umano?
Se già per Aristotele ( IV sec. A.C.) l’essere umano è un animale sociale poichè calato in contesti di relazione e pertanto tendente all’aggregazione con altri individui per costruire la società, la domanda, per quanto possa trovare una risposta alla luce di recenti studi e ricerche in ambito psicobiologico, appare superflua, visto che nessuno di noi nasce e vive in foreste della Papuasia allevato da un branco di scimmie ( sebbene tali episodi siano accaduti ), pertanto l’amore ed i suoi affini e derivati, in quanto strettamente correlato alle relazioni umane, può far parte di noi fin dalla nascita.
L’ipotesi è legittima, in quanto bisogna chiamare in causa altri fattori, quali la qualità dell’accudimento che ci viene riservato quando siamo neonati, le modalità educative a cui siamo sottoposti negli anni che caratterizzano la nostra crescita.

 

Quindi, se il processo di attaccamento ( per approfondimenti è di John Bowlby 1907-1990 la teoria dell’ attaccamento, per la quale il processo di cura che l’individuo riceve dalla nascita e nei primi anni di vita, ha un ruolo centrale nell’individuo e nello sviluppo della sua personalità)si snoda lungo percorsi per così dire ortodossi, l’individuo possiede la capacità di dare e ricevere amore.

 

Se, comprendendo anche le esperienze traumatiche e le gravi carenze educative a cui malauguratamente possiamo essere stati esposti, camminiamo, viviamo la quotidianità in regime di sufficiente integrazione fra noi ed il resto del mondo, conosciamo il significato della parola amore.

 

Dunque la maggior parte di noi, grazie a Dio, è in grado di operare scelte e liberi arbitri, fra cui l’adesione a percorsi di vita in cui l’amore abbia un ruolo fondamentale o venga, negletto, relegato in un angolo della propria anima ed espresso solo sotto il pieno controllo della ragione , senza abbandonarsi mai a momenti di coinvolgimento e piena adesione al sentimento d’amore.

 

Un esempio tratto dal vivere quotidiano
– Un politico dotato di senso amoroso, può affermare: non abbiamo la forza per sostenere il fenomeno dell’immigrazione, pertanto chiediamo l’intervento di tutti i paesi d’Europa, insieme dobbiamo collaborare e dare aiuto a quanti chiedano accoglienza, ma non intendo usare gli stessi migranti come merce di scambio ledendo il loro diritto all’aiuto umanitario.

 

Quali sono dunque i sentieri, oggi, per dare e ricevere amore?
Esiste un’unica opzione quando si tratta di faccende umane, ritenere che in ogni intenzione, gesto o azione, l’amore possa avere il suo ruolo e quando non compare è d’obbligo ricercarlo.

 

 

Iacopina Maiolo

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