February 24, 2020

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L’inverno, solitamente, è tempo di raffreddori ed influenza. A questi disagi si attribuiscono cause che non hanno nulla a che vedere con essi. I sintomi influenzali sono determinati, invece, dall’assunzione di cibi più grassi durante il periodo invernale per contrastare il freddo, dall’eccesso di cibo durante le festività, dalla minore attività fisica, dall’utilizzo di vestiti più pesanti ma, soprattutto, dalla carente assunzione di acqua. Effettivamente, durante i periodi freddi è difficile avvertire la sensazione della sete per cui è più difficile bere. Questo crea un grave problema perché l’organismo non ha a disposizione l’acqua sufficiente per drenare (pulire, eliminare) gli scarti metabolici che vengono prodotti, necessariamente, in quantità maggiori.

 

Quella che vi sto dicendo anche a me sembrava incredibile 30 anni fa. Infatti, fino a 40 anni, io sono stato come voi, mangiavo tutto e tanto ma stavo sempre male. Poco prima dei miei 40 anni ebbi modo di leggere un libro dal titolo “Gli alimenti sono le vostre migliori medicine” del dott. Henry G. Bieler pubblicato in America nel lontano 1965. Quel libro l’ho letto almeno tre volte. Dopo la lettura di quel libro è cambiata la mia vita perché ho cominciato a considerare il cibo con un’attenzione diversa.

 

Dott. Bieler, a sua volta, ha sviscerato ciò che aveva capito e affermato il grande Ippocrate già circa 2.500 anni fa: “Il tuo cibo sia la tua medicina, e come una medicina sia il tuo cibo”. Applicare, oggi, il principio di Ippocrate è veramente difficile perché siamo nell’epoca dell’abbondanza. Infatti, è facile rinunciare al cibo, se non lo si vede ma è terribilmente difficile farne a meno quando è sotto gli occhi con il suo profumo fumante. Il cibo saporito, bello, profumato odierno è la più grossa tentazione per noi civilizzati. Il cibo rappresenta una vera droga per la maggior parte della gente.

 

Effettivamente, non possiamo vivere senza provare piacere; quest’ultimo è un bisogno psicofisico essenziale nella vita; abbiamo bisogno di godere per qualche cosa, e il cibo è un elemento di facile godimento. Il piacere della gola è forte perché funzionale alla stessa sopravvivenza dell’individuo come il piacere del sesso che è finalizzato principalmente alla continuazione della specie.

 

Dopo quello che ho appena detto sembra ovvio il nostro diritto di godere dei piaceri della tavola. Ma, come in tutte le cose, occorre equilibrio. Mangiare cibi piacevoli è cosa buona ma mangiare troppo e di tutto di più non è cosa saggia. Infatti, anche il cibo più saporito, se mangiato in eccesso non ci procura più piacere ma sofferenza. A questo punto ha senso la raccomandazione di Ippocrate che indicava di mangiare piccole quantità. Inoltre, un proverbio antico recita: “Il troppo storpia”. L’eccesso fa sempre male. Anche l’acqua bevuta in eccesso può farci morire allo stesso modo della piantina affogata dall’acqua perché marciscono le radici.

 

Oggigiorno, gli abitanti dei paesi occidentali industrializzati hanno a disposizione troppo cibo. Addirittura, i mercati di queste nazioni mandano al macero l’eccesso di derrate per non fare abbassare i prezzi. Ma non sarebbe più logico e giusto spedire quell’avanzo di cibi nei paesi poveri ove muoiono di fame? Perché l’uomo si comporta con tanta ingordigia? Non capisco perché tanta cattiveria e stupidità nell’essere più evoluto tra le specie viventi su questo pianeta!

 

Continua…

 

Rocco Palmisano

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