March 18, 2019

Print Friendly, PDF & Email

La scorsa settimana ho scritto che è fondamentale assimilare quello che si mangia altrimenti non avrebbe senso mangiare. L’atto del mangiare è così fondamentale per la vita che non necessita di spiegazioni particolari in quanto è guidato da un istinto primordiale che è svincolato dalla volontà. L’automatismo del mangiare non è così forte come il respiro ma l’istinto di sopravvivenza è tale da non richiedere ragionamenti complicati quando si presenta la fame.

 

Il vero problema è che oggi noi occidentali non conosciamo più la sensazione della vera fame in quanto l’abbondanza di cibo ha “addomesticato” l’istinto della fame. Quando si mangiava con maggiore parsimonia, il cibo ingerito veniva metabolizzato meglio e, quindi, nutriva di più. Come ho già scritto nella precedente puntata, mangiando troppo, non tutto il cibo viene digerito per cui non tutti i nutrienti in esso contenuti possono essere assorbiti.

 

Intanto, spieghiamo cosa significa digerire. Fughiamo, intanto, un luogo molto comune che consiste nel credere che la digestione corrisponda allo svuotamento dello stomaco. L’errore di bere acqua gassata durante i pasti o di bere l’amaro a fine pasto è molto frequente ma la sensazione di sollievo gastrico è un grave inganno. Infatti, indurre un prematuro svuotamento gastrico non è una cosa buona. Se potessimo guardare con una telecamera endoscopica la densità del chimo che attraversa il piloro, ci renderemmo conto quanta poca roba i villi possono assorbire da questo chimo denso che non riuscirà a diventare il fisiologico liquido alcalino chiamato chilo.

 

Basta osservare le feci per capire quanto cibo viene sprecato! A causa della carente masticazione possiamo osservare nelle feci interi pezzi di cibo. I villi intestinali sani possono assorbire solo micro molecole di nutrienti che servono per comporre le macro molecole che compongono le nostre cellule ed i tessuti del nostro corpo. Le macro molecole che compongono le cellule ed i tessuti dei cibi mangiati (non digeriti) non possono essere assorbiti altrimenti noi diventeremmo quel determinato cibo.

Quando i villi intestinali si dilatano per effetto dell’acidità cronica del chilo, purtroppo, essi possono assorbire una certa quantità di macro molecole le quali vengono riconosciute estranee dal nostro sistema immunitario. Questo fatto sta alla base delle sempre più frequenti intolleranze ai cibi. Il fenomeno delle intolleranze o ipersensibilità è legato anche allo squilibrio batterico del nostro intestino come anche alla carenza degli enzimi nutritivi specifici di un determinato cibo.

 

Il sistema digestivo è attrezzato per ridurre il cibo ingerito in micro particelle assorbibili dai villi ma, se si salta la prima fase (la masticazione), tutte le fasi successive non saranno pienamente efficaci per predisporre il sistema assimilativo a costruire le cellule del nostro organismo. Se nelle cripte dei villi intestinali non arrivano determinati micro nutrienti, il progetto vita non può essere realizzato. È come se avessimo un bello ed articolato progetto della nostra casa fatto dal migliore architetto e dei bravissimi muratori ma non abbiamo mattoni, ferro, cemento, ecc., come potremmo realizzare la costruzione dei nostri sogni? Nelle cripte inizia la composizione delle macro molecole che andranno a costituire le nostre cellule ed i nostri tessuti.

 

Probabilmente, a mio parere, un giorno riusciremo a capire molti meccanismi, oggi, reconditi del mistero della vita ma, difficilmente, ne capiremo il come, quando e perché.

Continua…

 

Rocco Palmisano

No Comments