December 12, 2019

Print Friendly, PDF & Email

Il tempo passa e non si intravedono significativi cambiamenti nelle intenzioni dei nuovi amministratori della politica locale sul metodo e nel merito della gestione delle ormai datate vertenze che interessano il nostro territorio. Personalmente mi ero illuso pensando e sperando che ormai, dopo l’ultimo commissariamento del Comune e l’insediamento del Sindaco ed il successivo rinnovo dell’amministratori provinciali, finalmente avremmo avuto la disponibilità dei rappresentanti istituzionali locali al confronto ed alla collaborazione nel traguardare gli importanti e non più rinviabili obiettivi per determinare la svolta e l’auspicata crescita della nostra città e della sua provincia, ignorate ed emarginate, lontane dalle considerazioni e dagli interessi della politica. Lo speravo, ma senza esito perché, dopo la decisione di ricomporre il Tavolo di concertazione istituzionale territoriale per l’Economia ed il Lavoro, non vi è stato nessun altro incontro. Siamo punto e a capo. Sono mesi che attendiamo la convocazione per riaprire la discussione sulla situazione attuale e sul futuro che si prospetta in settori produttivi vitali: energetico, chimico, metalmeccanico, quello portuale alla ricerca di valide soluzioni per scongiurare altre possibili prospettive congiunturali negative. Mi chiedo perché non si aprono i cantieri per lavori già finanziati, perché non si inizia a parlare di come sarà affrontato il problema della decarbonizzazione della centrale di Cerano, già decisa entro il 2025, mentre a Taranto al contrario si sta predisponendo una vasta area all’interno della raffineria per stoccare centinaia di migliaia di tonnellate di carbone, perché non si iniziano le bonifiche in ritardo di anni, mentre ancora non si conoscono le imprese che eseguiranno i lavori (anche questi già finanziati). Quando inizierà l’intervento di Versalis per la costruzione della nuova torcia? Perché non si fanno le manutenzioni programmate all’interno delle grandi aziende? Il rammarico è che ancora una volta la classe politica della nostra città dimostra di non avere idee e prospettive chiare. In sostanza conferma la sua incapacità di una visione realisticamente costruttiva del contesto attuale e del suo futuro assetto produttivo. E questo non può che scoraggiare, mortificando tutta la collettività brindisina che si aspettava il cambiamento che portasse a Brindisi progresso e stabilità. Invece siamo alle solite! Tante promesse, poca sostanza. Le imprese sono in crisi e non intravedono novità positive. Nella riunione del 23 aprile in Confindustria sono emerse forti preoccupazioni sulla loro tenuta. Mancano nuove commesse. Si ipotizzano forti ridimensionamenti occupazionali, i lavoratori avvertono la gravità della situazione e ci chiedono cosa accadrà se non si avviano i lavori e non si chiariscono le prospettive ed il futuro dei grandi insediamenti industriali. Si chiedono a cosa servono gli strumenti sociali: Reddito di cittadinanza e Quota 100 se poi non si crea lavoro e nuovi investimenti?
La preoccupazione è tanta. È necessaria una attenzione particolare delle Istituzioni Comunali e Provinciali e di chi ci rappresenta nel governo Regionale e Nazionale. Non si può fare finta di niente e che nulla stia accadendo! Non voltiamoci dall’altra parte e assumiamoci la responsabilità che i cittadini ci hanno assegnato nel appresentarli!

 

Antonio Licchello

No Comments