January 29, 2020

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Ormai la citta’ di S. Pietro costituisce una pagina importante della letteratura sociologica della crisi, dello smarrimento e della inquietudine civile: il centro della collettivita’, in un lontano tempo storico, era ricco della presenza di istituzioni, di recapiti, sportelli, servizi strutturali ,su cui poggiava la sicurezza economica di ciascuno e la floridita’ generale: ospedale, ferrovie, tribunale, gas, enel. Oggi tutto e’ crollato, disperso e la citta’ e’ diventata terra di conquista di soggetti e fasce sociali che la globalizzazione e i flussi dell’internalizzazione ci hanno riversato e che monopolizzano aspetti strategici della dimensione comunitaria: assistenza, economia, commercio, sottraendo, pertanto, le ultime ricchezze sociali disponibili.

 

Una politica priva di discernimento a di avvedutezza, ci ha privati non solo del profano, della ricchezza materiale, ma anche del sacro e con cio’ si intende aprire un capitolo della evoluzione complessiva pubblica: il cimitero e la sua storia infinita. La locale sinistra di governo, nel corso del tempo, ha partorito due ide: la fiscalita’ locale e l’ampliamento del cimitero attraverso il Project Financing. La fiscalita’ locale esattiva e’ crollata, anche se con ritardo, nei vortici della sua stessa incapacita’ di portare innanzi la sua stessa ragione sociale, tirando nel gorgo l’ultimo governo di sinistra Renna. Quanto in premessa, ci conduce al succedersi degli eventi cimiteriali. Sorta come idea fortemente innovativa al fine di dotare la citta’ di una struttura necessaria e strategica, dopo un lungo periodo di elaborazione e gestazione, in data 02-04-2008, viene dato l’affidamento del Project Financing, alla Societa’ Cimiteriale Pugliesi.

Il contratto prevedeva e prescriveva che la stipulante aziendale presentasse entro un certo periodo, un progetto generale complessivo e definitivo, nonche’, un progetto esecutivo dei lavori, per la costruzione del manufatto consistente in loculi, ossari, edicole, il tutto articolato in tre lotti da terminare nel giro di tre anni: un lotto ogni anno. Il permesso per l’inizio lavori dato dalle autorita’ comunali avviene in data 08-03.2010. Ma ben presto inizia lo stallo, il fermo e la sospensione delle opere, da parte della ditta, per una serie di incongruenze, di illegittimita’, illegalita’, e manchevolezze sullo stesso progetto.

Il governo in carica all’epoca, gli uffici tecnici, avevano dato e confermato tutte le licenze ed autorizzazioni, ma aveva tralasciato strascichi e pendenze di consistente rilevanza sotto il profilo politico-giuridico-legale-amministrativo consistenti e concernenti tematiche quali: la cessione, da parte della Cimiteriale Pugliesi, delle relative, dovute, fideiussioni e garenzie assicurative, nei confronti dell’ente affidatario, per la somma di 10 milioni di euro per la buona esecuzione dei lavori. Nei confronti, altresi’, della cittadinanza che, nel frattempo, aveva versato la meta’ dell’importoper l’acquisto dei loculi, direttamente nelle casse della ditta imprenditrice e, il gravoso, ulteriore problema, del mancato coinvolgimento dell’autorita’ di bacino, per il rilascio del nulla osta per l’ampliamento cimiteriale poiche’ il manufatto veniva a cadere in un comprensorio territoriale ad alto rischio ambientale ed idrogeologico dovuto alla convergente confluenza delle acque piovane convogliate dai canali Ficanera e Infocaciucci.

Va precisato, inoltre, che la documentazione per il rilascio del Nulla Osta per l’esecutivita’ operativa, doveva essere approntata e preparata in solido dal comune, per l’aspetto politico, e dalla Cimiteriale Pugliesi per l’aspetto tecnico: il tutto complessivo e’ previsto e contemplato all’art.4 del concordato. Si riporta, inoltre, avanzava ulteriori richeste: poiche’ il contratto prevedeva che il subentrante doveva provvedere alla gestione dei servizi e, poiche’, nello stesso periodo, l’istat nazionale aveva previsto un ribasso delle tariffe, la medesima Cimiteriale, pretendeva dal comune la somma di 700 mila euro ad integrazione delle perdite previste nel corso dei 25 anni contrattuali. In conclusione il fermo lavori della Cimiteriale diviene definitivo ad inizio dell’anno 2012 per la mancata presentazione inerente il Nulla Osta idrogeologico.

Il 2012 segna, con enfasi, l’inadempienza aziendale. Di fronte alla stasi, il nuovo legislativo insediatosi, diretto dall’esecutivo Rizzo, conduce il resistente in giudizio ed alla fine del percorso giudiziario, i giudici intimano all’impresa la consegna immediata della cantierizzazione all’ente pubblico comunale adducendo la seguente motivazione: causa la prolungata ed ingiustificata inerzia che non ha dato esecuzione e termine ai lavori previsti.Questa prima fase tragica e travagliata si esaurisce in data 30-04-2013 col giudizio della magistratura. Nel frattempo, la gestione del cimitero e relativo ampliamento, passa all’ente pubblico, il quale, procedead una ulteriore nuova stipula con i cittadini e nel 2014, dopo un anno, sorge un nuovo progetto esecutivo del nuovo cimitero che prevede la spesa complessiva di un milioneseicentomila euro, di cui un milioneduecentomila euro provenienti dai cittadini per un versamento dell’ulteriore 25% della spesa contrattuale e che vengono pagati durante l’amministrazione Renna e quattrocentomila euro sono di provenienza dalla Cassa Depositi e Prestiti. Ma la previsione del completamento cimiteriale non si avvera e ci troviamo nella situazione di uno stallo ulteriore e che i cittadini devono versare il rimanente alla consegna dell’opera. Allora si avanzano le seguenti considerazioni: siccome i cantieri sia fermi che operativi, costano e sopportano spese ed oneri, siccome esiste ancora una ditta appaltatrice e costruttrice, la All Service, ancora titolare dell’appalto non rescisso, fortunatamente, altrimenti si dovrebbe procedere a nuova gara, siccome i nostri concittadini che lasciano il nostro mondo non trovano degna sepoltura, siccome la storia infinita si protrae da oltre un quindicennio, complessivamente, gravando economicamente sull’onesto lavoro della societa’ sampietrana, ci rivolgiamo alle forze politiche che governeranno il paese dopo la tornata elettorale, a farsi carico di questa pesante incombenza.

Ma il pressante invito va rivolto alle autorita’ prefettizie in carica se si trovano nella condizione di espletamento e conclusione dell’opera. Cio’, anche perche’si vuole e deve evitare che il malessere spinga i cittadini ad intraprendere una Class Action nei confronti del comune per la restituzione del quanto gia’ versato. Con cio’, affrontiamo l’ultimo aspetto che interessa i cittadini e l’amministrazione che inerisce la sostanzialita’ tecnico-infrastrutturale. Per la mitigazione del rischio idrogeologico, sono state approntati e realizzati dei sistemi di canalizzazione logistico-strategici, ma resta da completare l’intero sistema consistente in una canalizzazione che sorgera’ tra i due cimiteri fornito di un ponte di transito.

Ma sorge il dramma: per l’appalto del canale, la fine lavori, la consegna dell’opera e la concessione di collaudi ed agibilita’, che segneranno la conclusione di tutto nonche’ la fruizione del nuovo cimitero terminato, sono necessari ancora anni. Ma la soluzione potrebbe essere a portata di mano se prendiamo ad esempio il comune di Cellino che presentava le stesse dinamiche: l’ing Patera ha accelerato la tempistica burocratica rivolgendosi al Prefetto per la concessione dell’agibilita’ rapida. In conclusione, chi di competenza deve mobilitarsi, cittadini compresi, per terminare il progetto.

 

 

 FRANCO NEGRO
RESPONSABILE TERRITORIALE FRATELLI D’ITALIA

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