March 31, 2020

Brundisium.net
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Nelle prossime ore (e potremmo dire….. senza alcuna ironia, puntualmente e per l’ ennesima volta) ci sarà un sit in organizzato dal Sindacato brindisino Cobas per i lavoratori della Partecipata in House della Provincia Santa Teresa (in concomitanza del Consiglio Provinciale) a seguito dell’ ennesimo annuncio da parte della Società della procedura di licenziamento per i lavoratori e il rischio più che concreto che si arrivi purtroppo alla chiusura della Partecipata.

Un “ destino amaro” per questi lavoratori, che da quasi sei anni , a fine dicembre, ci arrivano con l’ ansia, la forte preoccupazione, la paura per un “ futuro eternamente insicuro “.

Una vicenda che il sottoscritto segue molto da vicino da diversi anni, da cittadino e giornalista, non fosse altro ( ma non è chiaramente l’ unico aspetto, per chi conosce ed apprezza il mio impegno e la mia professionalità) , purtroppo, per un personale coinvolgimento in sostanza in una “ vicenda parallela”, in tema di Società Partecipate della Provincia di Brindisi.

 

Una brutta vicenda, ormai di “dominio pubblico”, tra vecchie responsabilità (come affermo sempre, senza esitazioni, ognuno di noi, compresa la classe politica e chi ha ed ha assunto responsabilità amministrative in questi anni, dovrà fare i conti con la propria coscienza, i propri errori), errori, sottovalutazioni, vertenze legali, contenziosi (annunciati e poi ritirati), “giochi e giochetti politici” che poi inevitabilmente, come al solito, si riversano sull’ “anello più debole”: il lavoratore. Una vicenda (e qui mi fermo, ma probabilmente si avrà ancora modo e tempo di parlarne ancora) ancora peggio di quella della Santa Teresa, ma legate tra loro da “comuni denominatori” quali la dignità lavorativa e gestioni che riguardano anche e soprattutto l’ impegno degli uomini. Sì, quella forza e dignità che nonostante tutto mi hanno spinto ad andare avanti, a non arrendermi, a continuare a denunciare certe situazioni, ad intraprendere anche altre strade ma con lo sguardo e sempre la speranza di ottenere giustizia.

Ho le “spalle forti” ( lo affermo senza banalità, in una vita che purtroppo ad ognuno di noi può riservare sorprese imprevedibili), ma so cosa vuol dire “ perdere il sonno, avere profondi sentimenti di paura e preoccupazione per il futuro”.
Sentimenti condivisi in questi anni con gli amici della Santa Teresa (e non solo), per i quali fieramente mi sono battuto, trasmettendo in un certo senso (senza presunzione) la mia grande forza ad andare avanti, a crederci. La situazione attuale denunciata dal Sindacato Cobas nel comunicato stampa non lascia spazio per ora a facili ottimismi: “già annunciati per il 2020 una trentina di licenziamenti , ai costi già sostenuti dalla Società per la Cassa Integrazione si aggiungono anche delle perdite che davvero possono costringere a portare in Tribunale i libri contabili”.

Parole forti, roboanti, che , inevitabilmente, in queste ore stanno riempiendo la testa dei lavoratori, in attesa dell’ annunciato sit in e di un Consiglio Provinciale che dovrà dare delle risposte.
Ma i miei amici della Santa Teresa non si arrenderanno, come hanno sempre fatto, e con proteste e iniziative sempre civili, rispettose anche del ruolo istituzionale in questa che rappresenta sicuramente una delle vertenze più complicate sul fronte Partecipate. E lunedì mattina, nel sit in organizzato dai Cobas, “ grideranno “ quel diritto alla dignità e il Lavoro che non può essere sovrastato da tagli, decisioni politiche e burocratiche, e chissà quali altre situazioni e meccanismi.

Come vi ricorderete, già nello scorso anno ho fatto e consegnato agli organi di stampa un appello rivolto al Sindaco e Presidente della Provincia Riccardo Rossi, il Presidente della Task Force Regionale sul Lavoro e le crisi occupazionali Leo Caroli, il Prefetto di Brindisi, tutte le organizzazioni sindacali, qualsiasi altra realtà che possa dare un contributo alla soluzione definitiva di questa “eterna vicenda” (che vede, tra l’ altro, ancora il mancato ricollocamento delle lavoratrici del Settore Pulizie passato nei mesi scorsi nelle competenze della Regione Puglia).

Lo rifaccio ora, mi sento di farlo, come ogni cosa che mi esce dal cuore, dall’animo di un lavoratore che ha già subito un’ ingiustizia . E dico con rabbia, determinazione, e soprattutto speranza: BASTA, mai più sit in, infinite riunioni, promesse, parole, ecc….. si ponga fine ad una vertenza che ha anche procurato depressioni e purtroppo anche malattie e decessi”.

Partecipata Santa Teresa, vicenda Multiservizi, Leucci, comparto aeronautico, ex lavoratori Nubile( e scusate se ne dimentico qualcuna), tutte devono avere soluzione, senza se e senza ma.

Non c’è dignità senza Lavoro, il mio appello per chi un lavoro non ce l’ ha e per chi l’ ha perso.
Buon 2020 a tutti….

 

Ferdinando Cocciolo

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