August 9, 2020

Brundisium.net
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E’ di questi giorni la polemica sulla restituzione dei “gettoni di presenza” delle conferenze dei capigruppo impropriamente erogati nell’ultimo decennio. Premetto che nel merito della questione sono d’accordo col sindaco, i soldi ricevuti in più per errore vanno restituiti. Vorrei però spostare l’attenzione su un altro tema a mio giudizio più importante per la vita democratica di una città e di una nazione che è quello della opportunità da parte della cosiddetta “società civile” di mettersi in gioco nella amministrazione della cosa pubblica. Fare il consigliere comunale ed ancor di più fare l’assessore o il sindaco di una città come la nostra non può essere vissuto come un hobby od un eccentrico dopolavoro ma richiede molte ore di impegno e di dedizione. Districarsi tra bilanci preventivi e consuntivi, PUG con relative varianti, mozioni, interrogazioni, interpellanze, ordini del giorno, delibere, commissioni consiliari ecc. implica una adeguata disponibilità di tempo per iniziare a capire. Ne si può fare troppo affidamento sui dirigenti della cosiddetta “macchina amministrativa” del Comune che dovrebbero supportare in tante delicate decisioni e che talora sbagliano come nel caso sopra citato. Per chi governa inoltre è richiesta una buona dose di ottimismo perché le casse comunali sono sempre a secco, le attese delle cittadinanza smisurate e le problematiche sociali da risolvere enormi (si pensi solo al rompicapo delle aziende partecipate, alla raccolta rifiuti ed all’esosità della Tarsu, alle tante persone che cercano alloggio o un sussidio di disoccupazione, alla questione ambientale). Inoltre in epoca di “social-network” qualsiasi decisione venga presa sarà comunque passata al vaglio e criticata dai tanti “leoni da tastiera”. Questi saranno sempre pronti a puntare il dito ed ad individuare comportamenti delinquenziali “a prescindere” in chi siede sugli scranni di Palazzo di Città senza mai formulare proposte costruttive e soprattutto senza mettersi in gioco in prima persona. Le opposizioni li supporteranno esprimendo pressocchè sempre un voto contrario a chi tenta di governare sollevando un giorno si e l’altro pure lo spauracchio sempre più temibile e concreto del ricorso alla Corte dei Conti. Infine in chi svolge una professione l’impegno in politica non viene mai percepito come il mettersi a disposizione della città ma come la malcelata volontà di trarne degli imponderabili ma certi vantaggi personali.
Alla luce di quanto sopra esposto se saranno sempre meno gli esponenti della “società civile” disponibili a farsi coinvolgere nell’amministrazione cittadina non sarà solo colpa della crescente indifferenza della gente ma di una oggettiva valutazione che impegnarsi oggi in politica implica un’alta dose di coraggio e soprattutto una smisurata dose di incoscienza.

 

 

Salvatore VALENTINO
Consigliere Comunale PD

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