January 21, 2026

Il riscatto sociale passa attraverso l’istruzione. Giovedì 22 gennaio, alle ore 9.30, l’onorevole Gero Grassi incontrerà gli studenti della Sede Scolastica Carceraria di Brindisi. Un evento che si preannuncia dal profondo valore civile, dedicato al tema: «L’istruzione nel percorso di vita di Alberto Manzi e Aldo Moro».
Si tratta del primo evento ufficiale organizzato presso la Casa Circondariale brindisina dall’Istituto di Istruzione Secondaria Superiore “Ferraris De Marco Valzani” – Polo Tecnico Professionale “Messapia”. Una giornata che vedrà anche l’intitolazione della Sede Scolastica interna alla struttura ad Alberto Manzi, il celebre «maestro d’Italia», scelto dagli stessi studenti-detenuti attraverso un apposito referendum.
Gero Grassi, giornalista e già figura chiave della Seconda Commissione d’Inchiesta sul caso Moro (2014-2018), è originario di Terlizzi e ha dedicato anni di instancabile impegno a mantenere viva la memoria dello statista pugliese e delle vittime della strage di via Fani. Con il suo stile comunicativo appassionato e coinvolgente, Grassi non parlerà soltanto di quanto Manzi e Moro considerassero l’istruzione scolastica centrale – secondo il dettato della Costituzione Italiana – per l’emancipazione e il pieno sviluppo della persona umana, ma saprà trasmettere agli studenti-detenuti l’integrità e la statura morale di questi due luminosi testimoni del Novecento italiano.
Il suo approccio mira a umanizzare figure che spesso i libri di scuola rendono distanti, sottolineando come la conoscenza della verità storica sia un dovere civico imprescindibile per una democrazia sana. Il legame tra Manzi e Moro diventa così lo spunto per riflettere sul potere salvifico dell’istruzione e della cultura.
Il parallelo proposto da Grassi non è casuale. Se Alberto Manzi attraverso la televisione ha insegnato agli Italiani a leggere e scrivere per renderli liberi dal bisogno, e ancora prima lo ha fatto con i minori detenuti, Aldo Moro ha pagato con la vita la difesa di una democrazia fondata sulla partecipazione e sul dialogo. Per gli studenti della Sede Scolastica Carceraria, queste figure diventano modelli di riferimento in un percorso di riflessione personale che vede nello studio la chiave per una nuova vita oltre le sbarre.
«Questa giornata – ha espresso con soddisfazione la Dirigente Scolastica Rita Ortenzia De Vito – rappresenta il culmine di un percorso di consapevolezza e cittadinanza attiva che ha coinvolto i nostri studenti della Sede Carceraria. Scegliere di intitolare la Scuola ad Alberto Manzi e ascoltare la testimonianza di Gero Grassi significa ribadire che l’istruzione non è soltanto un diritto, ma lo strumento primario per la riconquista della dignità umana e della libertà. Siamo orgogliosi di offrire ai nostri studenti una riflessione di così alto profilo, convinti che la Scuola debba essere ovunque un luogo di speranza e riscatto».
L’incontro, che sarà moderato da Carmelo Chitano, vedrà la partecipazione delle massime autorità locali. Dopo i saluti istituzionali di Rita Ortenzia De Vito, seguiranno quelli di Valentina Meo Evoli, Direttore della Casa Circondariale di Brindisi, dell’onorevole Mauro D’Attis, Vicepresidente della Commissione parlamentare antimafia, di Guido Aprea, Prefetto di Brindisi, di Giuseppe Marchionna, Sindaco di Brindisi, e di Giuseppe Ventrella, Presidente facente funzioni della Provincia di Brindisi.

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