February 16, 2026

Prosegue senza sosta l’impegno dell’Arma dei Carabinieri nella tutela della sicurezza all’interno degli istituti scolastici del territorio. In un clima di crescente attenzione, alimentato dai recenti fatti di cronaca che hanno visto il moltiplicarsi di episodi di introduzione di armi bianche nelle scuole, i militari della Stazione di Brindisi Centro, supportati dall’eccellenza operativa del Nucleo Carabinieri Cinofili di Modugno (BA), hanno portato a termine un intervento mirato a garantire la legalità e la serenità degli studenti e del corpo docente.

 

Nella mattinata del 2 febbraio, durante un servizio di controllo finalizzato alla repressione dello spaccio di sostanze stupefacenti, i militari hanno fatto accesso presso l’Istituto Professionale di Stato per i Servizi Sociali “F.L. Morvillo Falcone – M. Bassi”. L’attività, che rientra in una più ampia strategia di contrasto ai fenomeni di devianza giovanile, ha visto l’impiego dell’unità cinofila specializzata. È stato proprio il fiuto del cane antidroga “Wally” a segnare una svolta nel controllo: durante l’ispezione di una delle aule, l’animale ha segnalato con insistenza un giubbotto riposto tra i banchi.

 

La successiva perquisizione, condotta d’iniziativa dai Carabinieri alla presenza del genitore prontamente convocato, ha permesso di rinvenire, occultato nel capo di abbigliamento, un tirapugni di colore nero. Il possessore dell’oggetto atto a offendere, un minore brindisino di 15 anni finora incensurato, è stato deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni. L’arma bianca è stata sottoposta a sequestro.

 

L’intervento odierno sottolinea la massima priorità che l’Arma dei Carabinieri attribuisce alla prevenzione di condotte violente tra i giovani. In un periodo storico in cui le istituzioni e i media pongono l’accento sulla pericolosa tendenza a introdurre armi o oggetti atti a offendere nei luoghi della formazione, la presenza costante dei Carabinieri funge da fondamentale deterrente.

 

L’obiettivo non è solo repressivo, ma soprattutto educativo: ribadire che la scuola deve restare un luogo sicuro, libero da droghe e da strumenti che alimentano la cultura della violenza.

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