March 12, 2026

Confesercenti della provincia di Brindisi nutre molta fiducia in riferimento ai consumi nel 2026. Le previsioni per l’anno in corso appaiono molto positive, anche se le spese obbligate continuano a condizionare i bilanci familiari.
Nel corso del 2026 la spesa delle famiglie residenti in Italia dovrebbe aumentare dello 0,8%, pari a circa 9,1 miliardi in più sul 2025, anche se buona parte dell’aumento di budget viene assorbito dalle voci di costo irrinunciabili, dagli alimentari alle spese per l’abitazione e l’energia. È quanto emerge dai dati sui consumi previsti nel 2026 di Confesercenti-CER (Centro Europa Ricerche).

Preoccupano però nuovi dazi e le tensioni su energia e tale instabilità potrebbe costare 3,6 miliardi di consumi. A gennaio infatti i prezzi internazionali del petrolio sono tornati a crescere e quelli all’importazione dell’energia in Italia risultano in aumento dell’1,9%. Nello scenario peggiorativo, caratterizzato da maggiore incertezza e da un aumento dei costi dell’energia, la crescita
dei consumi scenderebbe allo 0,5%, con un incremento limitato a 5,5 miliardi.

“E’ fondamentale che si ponga fine una volta per tutte alle guerre in corso in tanti continenti – dichiara il presidente provinciale Michele Piccirillo – sia soprattutto per stoppare la lunghissima catena di morti, e poi per dare un po’ di respiro all’economia italiana, facendo rientrare gli aumenti infiniti dei costi energetici che, da parte loro, fanno aumentare a cascata anche tutte le voci di bilancio economico di una famiglia a reddito fisso, costrette così a ridurre la spesa nelle attività di prossimità e di conseguenza ne risente l’economia del territorio, nel nostro caso brindisino. Dall’altro lato, è vero che può dare una mano la detassazione di alcune voci in busta paga dei lavoratori dipendenti, in questo caso acquirenti. Ma ciò è solo teoria perché tale incremento di guadagno netto in busta paga è annacquato dal conseguente aumento dei prezzi al consumo, con il risultato che le famiglie sostanzialmente non hanno alcun vantaggio e ovviamente neanche gli esercenti”.

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