Confesercenti della provincia di Brindisi nutre molta fiducia in riferimento ai consumi nel 2026. Le previsioni per l’anno in corso appaiono molto positive, anche se le spese obbligate continuano a condizionare i bilanci familiari.
Nel corso del 2026 la spesa delle famiglie residenti in Italia dovrebbe aumentare dello 0,8%, pari a circa 9,1 miliardi in più sul 2025, anche se buona parte dell’aumento di budget viene assorbito dalle voci di costo irrinunciabili, dagli alimentari alle spese per l’abitazione e l’energia. È quanto emerge dai dati sui consumi previsti nel 2026 di Confesercenti-CER (Centro Europa Ricerche).
Preoccupano però nuovi dazi e le tensioni su energia e tale instabilità potrebbe costare 3,6 miliardi di consumi. A gennaio infatti i prezzi internazionali del petrolio sono tornati a crescere e quelli all’importazione dell’energia in Italia risultano in aumento dell’1,9%. Nello scenario peggiorativo, caratterizzato da maggiore incertezza e da un aumento dei costi dell’energia, la crescita
dei consumi scenderebbe allo 0,5%, con un incremento limitato a 5,5 miliardi.
“E’ fondamentale che si ponga fine una volta per tutte alle guerre in corso in tanti continenti – dichiara il presidente provinciale Michele Piccirillo – sia soprattutto per stoppare la lunghissima catena di morti, e poi per dare un po’ di respiro all’economia italiana, facendo rientrare gli aumenti infiniti dei costi energetici che, da parte loro, fanno aumentare a cascata anche tutte le voci di bilancio economico di una famiglia a reddito fisso, costrette così a ridurre la spesa nelle attività di prossimità e di conseguenza ne risente l’economia del territorio, nel nostro caso brindisino. Dall’altro lato, è vero che può dare una mano la detassazione di alcune voci in busta paga dei lavoratori dipendenti, in questo caso acquirenti. Ma ciò è solo teoria perché tale incremento di guadagno netto in busta paga è annacquato dal conseguente aumento dei prezzi al consumo, con il risultato che le famiglie sostanzialmente non hanno alcun vantaggio e ovviamente neanche gli esercenti”.
