March 28, 2026

Un nuovo episodio di grave intimidazione scuote la scena politica pugliese. Nella notte, a Lecce, ignoti hanno tentato di incendiare l’autovettura della moglie dell’onorevole Claudio Stefanazzi, parlamentare del Partito Democratico da tempo impegnato sul fronte della denuncia del fenomeno criminale nella provincia.

Secondo quanto riferito dallo stesso Stefanazzi, l’auto – parcheggiata sotto l’abitazione – sarebbe stata cosparsa di benzina. Accanto al veicolo è stato rinvenuto un innesco già bruciato, segno evidente di un’azione deliberata che solo per circostanze fortunate non ha avuto conseguenze più gravi.

«È l’ennesimo atto intimidatorio compiuto ai miei danni» ha dichiarato il deputato, sottolineando come da due anni stia denunciando con continuità la recrudescenza della criminalità sul territorio. Stefanazzi richiama l’attenzione su una lunga serie di episodi – dagli incendi di auto agli assalti ai bancomat, fino allo spaccio di droga – e punta il dito contro l’assenza di risposte ritenute adeguate a livello nazionale, in particolare da parte del Ministero dell’Interno guidato da Matteo Piantedosi. «Credo sia il momento di fare seriamente qualcosa», ha aggiunto, ribadendo la necessità di rafforzare organici e controllo del territorio.

 

Forte e articolata la presa di posizione del Partito Democratico della città di Brindisi, che ha diffuso una nota di solidarietà e di allarme. Il circolo cittadino esprime “sentita solidarietà e profonda vicinanza umana” al parlamentare e alla sua famiglia, evidenziando la gravità di un gesto che colpisce la sfera privata per intimidire l’azione pubblica.

Nel documento, il PD brindisino inquadra l’accaduto in una dimensione più ampia: colpire un rappresentante delle istituzioni con modalità di questo tipo viene definito un attacco diretto ai valori democratici. Da qui l’invito a non abbassare la guardia e a non considerare tali episodi come fatti isolati o tollerabili.

La nota insiste su un punto politico preciso: la necessità di una risposta istituzionale “corale, forte e compatta”. Si chiede un impegno congiunto, che superi divisioni e appartenenze, per contrastare con decisione la recrudescenza del fenomeno criminale. Allo stesso tempo viene ribadita la fiducia nel lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura, ritenuto fondamentale ma bisognoso di essere sostenuto da scelte strutturali più incisive.

Il messaggio che arriva da Brindisi è categorico: la difesa della legalità resta una priorità assoluta e chi è esposto in prima linea non può essere lasciato solo di fronte a minacce e intimidazioni. Un richiamo che, alla luce dell’episodio di Lecce, assume un peso politico ancora più marcato.

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