Un film fuori asse, volutamente spigoloso, che mescola humour nero, grottesco e tensione sociale. È “A mamma non piace” di Gianni Leacche, in programma al Cinema Impero di Brindisi per la rassegna di primavera con proiezione unica alle 18.30 nelle giornate di sabato 25 e domenica 26 aprile. Il biglietto intero è di 7 euro, il ridotto di 5 euro. A rendere ancora più interessante la doppia serata brindisina, la presenza in sala delle interpreti Monica Carpanese e Manuela Montanaro, che incontreranno il pubblico.
L’appuntamento si presenta come uno dei più particolari dell’intero cartellone. Non solo per il tono del film, che sceglie la strada della commedia horror grottesca, ma anche per il suo valore umano e autoriale: “A mamma non piace” è infatti un’opera postuma, l’ultimo lavoro di Gianni Leacche, regista dalla lunga esperienza tra documentario, fiction e televisione, capace nel corso della sua carriera di attraversare linguaggi diversi senza perdere una cifra personale riconoscibile.
Il film segue la storia di Alina, interpretata da Monica Carpanese, una donna bielorussa arrivata in Italia per lasciarsi alle spalle un marito violento e una condizione di forte precarietà. Ma anche nel nuovo contesto la sua vita resta segnata dalla fragilità economica e dalla dipendenza da figure ambigue. Dopo un primo impiego come aiuto cuoca, insufficiente però a garantirle un minimo di stabilità, Alina accetta un lavoro inquietante: prendersi cura di un’anziana donna che, in realtà, è già morta. Da qui si apre il cuore disturbante del racconto. Nella Villa Baldassarre, dimora cupa e piena di segreti, il padrone di casa Giuliano chiede ad Alina di trattare la madre come se fosse ancora viva, imponendo il silenzio assoluto su quel ruolo assurdo e macabro. Quando la donna decide di oltrepassare le porte chiuse della villa, il film cambia ancora passo e lascia affiorare una dimensione sempre più allucinata, fatta di misteri, rituali e zone d’ombra.
La forza di “A mamma non piace” sta proprio qui: nel muoversi sul confine tra eccesso e satira, tra deformazione e lettura del reale. Sotto la superficie del noir surreale, il film tocca temi concreti e attuali: il lavoro di cura, la solitudine domestica, i rapporti di dipendenza, il ricatto economico, l’esperienza dell’immigrazione. Il grottesco diventa così uno strumento per osservare da vicino ciò che spesso resta nascosto nella quotidianità. Trasposizione cinematografica dell’omonimo libro di Gianluca Gemelli, vincitore della terza edizione del concorso “Una storia per il Cinema”, il film è ambientato tra i Castelli Romani e la Sabina ed è anche il primo lungometraggio prodotto da Mayyaca Film. Un progetto che rivendica apertamente la libertà del cinema low budget, intesa come spazio creativo nel quale i generi possono contaminarsi.
Leacche, regista Rai in serie di grande popolarità come “La squadra” e “Un posto al sole”, oltre che autore di documentari naturalistici e fiction, lascia qui un lavoro che conserva il tratto di una poetica ironica, irregolare, curiosa. Un film anomalo, forse persino scomodo, ma proprio per questo vivo. Nella rassegna del Cinema Impero, “A mamma non piace” si presenta allora come un titolo capace di rompere gli equilibri e di spostare lo sguardo. Un’opera che prova a usare il cattivo gusto, il paradosso e il nero come chiavi per leggere la realtà. E che, nel suo essere laterale, riesce a lasciare il segno.
