April 21, 2026

Un pianoforte, un musicista, una data non casuale: giovedì 30 aprile Nicola Andrioli porta “Piano Solo” al Nuovo Teatro Verdi di Brindisi, in occasione della Giornata Internazionale del Jazz. Il concerto è in programma alle 20.30 sul palcoscenico del teatro, con biglietto posto unico a 10 euro. Biglietti disponibili online su rebrand.ly/PianoSolo e al botteghino dal lunedì al venerdì, ore 11-13 e 17.30-19.30, oltre che il giorno dello spettacolo, ore 11-13 e 19-20.30. Info 0831 562554 e botteghino@nuovoteatroverdi.com.

La data aggiunge senso all’appuntamento. La Giornata Internazionale del Jazz, istituita dall’Unesco nel 2011, nasce per riconoscere a questa musica un valore culturale e civile preciso: il jazz è improvvisazione e ascolto, libertà e relazione. È una musica che obbliga a stare in un linguaggio proprio e, nello stesso tempo, a fare spazio a quello degli altri. Per questo continua a essere considerata un terreno di dialogo tra culture, generazioni e sensibilità.

Dentro questa cornice, “Piano Solo” dice subito cosa aspettarsi: un concerto che mette il pianoforte in primo piano e ne fa racconto. E quando sul palco c’è un solo strumento non resta nulla da nascondere. Restano il suono, le idee, la misura, il controllo, il coraggio. Il percorso attraversa composizioni originali, riletture della tradizione classica e standard jazz. Ma il punto è come questi materiali sono tenuti insieme: il concerto costruisce una continuità di pensiero con il pianoforte che si sposta dal lirismo alla tensione ritmica, da un fraseggio più raccolto a un’apertura più libera. In un piano solo, il tempo diventa materia quanto il suono. Andrioli lavora sulle dinamiche, sulla durata delle frasi, sul peso dei silenzi; il pianoforte, intanto, costruisce il tempo, lo sospende e, infine, ne riprende il filo.

Nato a Brindisi nel 1977 da papà violinista-barbiere, Nicola Andrioli si è specializzato in musica contemporanea e nel repertorio di Maurice Ravel prima di seguire il percorso Jazz. È entrato a far parte del Conservatorio Nazionale di Parigi, quindi del Conservatorio Reale di Bruxelles, dove ha completato il suo percorso master. In breve volgere di tempo ha cominciato a condividere il palco con grandi musicisti internazionali come Paolo Fresu, Billy Hart, Kenny Barron, Enrico Pieranunzi, Enrico Rava, David Linx, Henry Texier, Archie Shepp, Mark Turner e Stefano Battaglia. Ha registrato album con il trio di Philip Catherine, il sassofonista Stéphane Mercier, il chitarrista Lorenzo Di Maio e anche con il suo quartetto. È finalista in numerosi concorsi come il Montreux Jazz Piano Festival, il Martial Solal Jazz Piano Competition e ha vinto l’International Jazz Piano Competition “Luca Flores” in Italia.

Per il pubblico, il valore della serata sta nella possibilità di ascoltare il jazz in una delle sue forme più esposte e sincere. Un pianista solo deve tenere insieme architettura e istinto, precisione e libertà, scrittura e deviazione improvvisa. Deve saper dare peso anche ai vuoti, ai rallentamenti, ai passaggi minimi. Deve far sentire che ogni nota ha una funzione, e che ogni pausa è scelta. In questo senso, “Piano Solo” è perfettamente nello spirito del 30 aprile. La Giornata Internazionale del Jazz chiede esempi concreti di cosa questa musica sappia ancora fare. Il concerto mette al centro uno strumento solo e lo trasforma in un luogo aperto, dove convivono tecnica, memoria, invenzione e ascolto. È lì che il jazz resta vivo, nella sua capacità di dire molto con mezzi essenziali.

Ufficio Stampa & Comunicazione
Fondazione Nuovo Teatro Verdi – Brindisi

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