
Un’immagine impressa sulla pelle che richiama in modo esplicito un recente fatto di cronaca finisce al centro delle verifiche investigative. Durante il Lecce Tattoo Fest, infatti, è stato realizzato un tatuaggio ispirato all’assalto ai portavalori avvenuto lo scorso 9 febbraio lungo la statale tra Brindisi e Lecce, nei pressi di Cerano, in agro della frazione di Tuturano.
L’opera, emersa anche attraverso la diffusione di alcune foto sui social, ha attirato l’attenzione dei carabinieri, che stanno valutando se vi siano elementi riconducibili all’apologia di reato. Secondo quanto emerso, i militari hanno avviato accertamenti per chiarire eventuali profili di rilevanza penale.
Il tatuaggio, esteso su tutta la schiena del committente – un giovane di Squinzano – riproduce con precisione le fasi dell’azione armata: il blindato preso di mira, i mezzi del commando, uomini incappucciati armati di kalashnikov, esplosioni e scene di caos. Tra i dettagli compaiono la scritta “ss613”, chiaro riferimento alla statale, e elementi paesaggistici come i fichi d’India, che rendono immediatamente riconoscibile il luogo. A completare la composizione, la parola “Assalt”.
A far crescere l’eco del caso è stata anche la comunicazione social del festival: tra le immagini dei tatuaggi premiati pubblicate online, infatti, spicca proprio quello realizzato sulla schiena del giovane salentino. Le foto risultano peraltro affiancate al brand di promozione turistica della Regione Puglia “WeAreInPuglia” e a loghi istituzionali, circostanza che ha alimentato polemiche e indignazione.
Il riferimento è a quanto accaduto la mattina del 9 febbraio 2026 lungo la statale che collega Brindisi a Lecce, all’altezza di Tuturano, nel territorio di San Pietro Vernotico. Un commando armato, secondo le ricostruzioni, bloccò la carreggiata posizionando un mezzo pesante di traverso e dandogli fuoco. Subito dopo vennero presi di mira due furgoni portavalori – uno dell’azienda Btv e l’altro dell’Istituto Battistolli – e uno di essi fu fatto esplodere, con un boato avvertito a distanza.
L’azione, condotta con modalità organizzate, provocò la chiusura del tratto stradale tra il km 8,300 e il km 12,800 e pesanti disagi alla circolazione. Sul posto intervennero numerose pattuglie delle forze dell’ordine, i Vigili del Fuoco e personale Anas per la gestione dell’emergenza e la messa in sicurezza dell’area.
Ora quell’episodio, ancora impresso nella memoria collettiva per la sua gravità e per il clima di tensione generato lungo l’arteria tra Brindisi e Lecce, riemerge in una forma che apre interrogativi delicati: il confine tra espressione artistica e possibile esaltazione della violenza criminale. Le verifiche sono in corso.
